Università senza green pass: cosa non possono fare gli studenti

Chiara Esposito

07/08/2021

07/08/2021 - 13:01

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Dal 1° settembre gli studenti universitari dovranno esibire il green pass per accedere alle attività degli atenei nazionali: l’alternativa è la DAD.

Università senza green pass: cosa non possono fare gli studenti

Senza Green pass non si potrà accedere alle università o fare gli esami.

La certificazione verde sarà indispensabile per il rientro in aula di tutti gli studenti universitari italiani; questa la posizione del governo incarnata dalle recenti dichiarazioni della ministra dell’Università e della Ricerca Maria Cristina Messa.

Le indicazioni per il nuovo anno accademico sono state esplicitate in sede dell’ultimo Consiglio del Ministri, ribadendo la volontà di ricominciare in presenza ma prospettando anche le opzioni alternative offerte agli studenti che non sono in possesso del documento richiesto.

La libertà di scelta non viene infatti totalmente limitata, ma si spinge molto verso la collaborazione e il ritorno alla normalità.

Il buon esempio da parte delle Università

Dopo un essere stati quasi l’ultima ruota del carro in piena pandemia, gli universitari tornano al centro del dibattito nazionale con l’obbligo di esibire la certificazione verde per accedere ai propri atenei. Niente più indicazioni poco chiare circa le sorti della loro istruzione quindi, gli accademici italiani sono ora una priorità per la ripartenza a settembre.

La popolazione universitaria attualmente comprende infatti un numero cospicuo d’individui: oltre un milione e 800 mila ragazzi tra i 19 e i 25 anni. Vista la portata dell’indotto si prospettava quindi quanto meno necessario introdurre dei regolamenti ad hoc che agevolassero la vivibilità degli spazi abitualmente frequentati dagli studenti.

La richiesta del certificato verde passa quindi per il senso di responsabilità che il governo spera di instillare almeno nelle giovani generazioni.

"Ancora una volta – afferma la ministra Messa – l’università fa da apripista di un’importante azione civica grazie a tutta la sua comunità, dai professori agli studenti. Questi ultimi, sono certa, daranno ancora una volta un grande esempio e saranno il vero motore della ripresa”.

Le alternative possibili

Seppur questa misura rappresenti un chiaro invito alla vaccinazione, o meglio, un “percorso di accompagnamento” come lo ha definito la ministra stessa, la decisione dell’esecutivo non esclude gli studenti più fragili, chi non è ancora riuscito a prenotare un vaccino o chi, per altre ragioni, non avrà la possibilità di farlo a breve.

Come è ormai ben noto, si può ottenere il green pass anche attraverso l’esito negativo di un tampone e, per agevolare questa pratica, il governo ha introdotto l’opzione del prezzo calmierato di 15 euro.

La questione degli esami

Il diritto allo studio è garantito dalla legge e passerà anche attraverso l’opzione della DAD, ma quest’ultima sembrava essere la strada percorribile da chi, per ragioni ideologiche più o meno condivisibili, rifiuta totalmente l’inoculazione delle dosi vaccinali. C’è però una grande eccezione: le prove di rendimento.

L’opzione della didattica a distanza decade infatti in favore dello svolgimento degli esami in presenza. Resta in piedi però la «scappatoia» dei tamponi:

«Gli esami dovranno essere svolti in presenza poiché farli a distanza non è una soluzione ottimale, soprattutto se sono prove scritte. Chi non sarà vaccinato dovrà comunque presentare l’esito negativo del tampone».

Diverso il caso degli spostamenti

Nonostante gli studenti universitari rappresentino una buona fetta dei pendolari del nostro paese, non ci sarà nessuna restrizione nell’ambito del trasporto pubblico.

Questo settore, seppur quindi strettamente legato alle attività didattiche accademiche di molti ragazzi, non subirà gli stessi obblighi delle sedi di studio. La ragione è presto detta: l’impossibilità di controlli reali sui mezzi. I consueti affollamenti saranno arginati soltanto dal limite di capienza fissato all’80 per cento che vige sia in zona bianca che in zona gialla.

In ultima istanza potremmo dire che, andando a regime, si potranno analizzare gli esiti di queste decisioni valutando eventualmente delle modifiche al sistema che al momento però non sembrano particolarmente papabili.

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