Ue cerca risposte su debito pubblico, recapitata al Mef una nuova lettera di chiarimenti

La Commissione Europea ha inviato una nuova missiva al Ministero del Tesoro, Palazzo Berlaymont esige spiegazioni sul deficit

Ue cerca risposte su debito pubblico, recapitata al Mef una nuova lettera di chiarimenti

Il debito previsto nella manovra italiana è fonte di preoccupazione per l’area euro nel suo complesso.

Lo afferma la Commissione europea che torna a chiedere chiarimenti al governo italiano. Questa volta, la richiesta riguarda la dinamica del debito pubblico.

Nuova lettera da Bruxelles, risposta entro il 13 novembre

La seconda lettera, che doveva arrivare da Palazzo Berlaymont dopo la bocciatura, non si è fatta attendere. Nella missiva, recapitata in via XX Settembre, i commissari europei chiedono al governo italiano di stilare una relazione sui fattori rilevanti previsti dalle regole comunitarie, che possano giustificare una riduzione del rapporto debito/Pil inferiore a quanto richiesto.

Anche in questo caso la Commissione mette una dead line: il 13 novembre prossimo. A diffonderne il testo è stato il Ministero dell’Economia e il titolare del Tesoro Giovanni Tria si è messo subito a disposizione:

“La risposta sarà inviata a Bruxelles rispettando la scadenza indicata del 13 novembre,”

ha fatto sapere.

I contenuti della nuova lettera: il debito resta vulnerabilità cruciale

Il debito pubblico italiano - scrivono i commissari - “rimane una vulnerabilità cruciale”. Nella lettera, la Commissione evidenzia anche che, nonostante la riduzione del deficit, non si prevede che “l’Italia soddisfi prima facie il parametro di riferimento relativo all’adeguamento del rapporto debito/PIL nel 2018 e nel 2019”.

Inoltre, commentano dai palazzi belgi:

“l’andamento programmatico di bilancio mostra una deviazione significativa dal percorso di aggiustamento verso l’obiettivo di bilancio a medio termine per l’Italia, raccomandato dal Consiglio”.

I conti, per la Commissione, non tornano. Sotto accusa c’è ancora l’ampia espansione di bilancio, prevista per il 2019, “in netto contrasto con l’aggiustamento di bilancio raccomandato dal Consiglio”. Questo, unito ai rischi al ribasso per la crescita del Pil nominale, sarà incompatibile “con la necessità di ridurre in maniera risoluta il rapporto debito/Pil dell’Italia”.

La Commissione sollecita quindi l’Italia a presentare entro il 13 novembre 2018, tutti i fattori più significativi per valutare nel complesso l’osservanza dei criteri relativi al disavanzo e al debito.

Intanto continuano gli incontri del ministro Tria con gli omologhi europei, in preparazione della riunione dei Ministri Finanziari dell’Eurogruppo e dell’Ecofin, che si terrà a Bruxelles la settimana prossima. A Berlino, nella giornata di oggi, ha avuto un colloquio con il tedesco Olaf Scholz.

Tra gli argomenti affrontati: la riforma dell’eurozona e del completamento dell’Unione bancaria e, naturalmente, la manovra italiana. Sulla legge di Bilancio,

“il Ministro Tria ne ha spiegato la logica economica, che è puntata sulla crescita per ridurre il debito del Paese”.

Nei piani del governo c’è un calo del rapporto debito/Pil dal 131,2% del Pil nel 2017 al 130,9% nel 2018 e al 130,0% nel 2019, fino a raggiungere il 126,7% del Pil nel 2021.

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