USA: attivate le sanzioni contro la Turchia. Alleanza NATO a rischio?

Riccardo Lozzi

15 Dicembre 2020 - 12:37

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Gli USA hanno ufficializzato le sanzioni nei confronti della Turchia per aver acquistato i sistemi di missili russi S-400. Nuove tensioni all’interno della NATO.

USA: attivate le sanzioni contro la Turchia. Alleanza NATO a rischio?

Gli Stati Uniti hanno attivato ufficialmente un piano di sanzioni nei confronti della Turchia, a causa dell’acquisizione nel 2017 del sistema missilistico russo S-400, pagato da Ankara 2,5 miliardi di dollari.

La decisione dell’esecutivo guidato da Donald Trump potrebbe creare delle forti tensioni con Erdogan, non solo nei rapporti bilaterali tra i due Paesi, ma anche all’interno della NATO, con il rischio di spingere il capo di Stato turco verso un’alleanza futura con Putin.

Gli USA si sono però mostrati risoluti, sostenendo come la scelta di acquistare l’S-400 di Mosca possa mettere a rischio la sicurezza dello stesso Patto Atlantico.

Accuse fermamente respinte dagli esponenti del Governo turco, i quali sostengono di essere pronti a reagire duramente alle misure di Washington.

USA: attivate le sanzioni contro la Turchia

Le sanzioni messe in campo dall’amministrazione Trump riguardano l’agenzia dell’Industria della Difesa turca, con il presidente Ismael Demir e altri tre funzionari a cui sarà impedito l’ingresso negli USA, bloccando anche i loro beni che potrebbero possedere sotto la giurisdizione statunitense.

Inoltre, vengono vietate la maggior parte delle licenze per le esportazioni, insieme al blocco di prestiti e crediti per l’organizzazione turca.

Queste scelte non sono certo piaciute a Erdogan e al suo Governo, con il ministero degli Esteri che bolla come inspiegabile l’atteggiamento americano e invita Washington a ritirare le ingiuste misure nei propri confronti.

Il titolare degli Affari Esteri di Ankara Mevlüt Çavuşoğlu ha in seguito dichiarato come le sanzioni avranno un impatto negativo sulle relazioni dei due Stati e che la Turchia troverà il suo modo per rispondere.

Anche il suo omologo russo Sergei Lavrov condanna duramente le decisioni degli States, affermando che si tratta dell’ennesima dimostrazione di arroganza nei confronti del diritto internazionale a cui gli Stati Uniti ricorrono da anni, senza alcuna distinzione tra governi di destra o di sinistra.

Alleanza NATO a rischio?

Tuttavia anche all’interno dei confini nazionali americani si trovano alcune opinioni contrarie all’azione verso la Turchia, non tanto per la legittimità della decisione, quanto piuttosto per le tempistiche.

Infatti, c’è chi sostiene che arrivati a metà dicembre, questo dossier di politica estera poteva essere lasciato al presidente eletto Joe Biden, pronto a insediarsi alla Casa Bianca il prossimo 20 gennaio.

In questo modo si sarebbe garantita alla nuova presidenza la gestione in prima persona di una faccenda così complessa, senza rischiare di trovarsi a dover affrontare forti tensioni di una situazione ereditata con quello che, dopo gli stessi USA, è il secondo Paese per dimensione delle forze armate all’interno della NATO.

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