Trump e manipolazione nel Forex: allo studio un piano contro la guerra delle valute

Il presidente Trump è a lavoro per potenziare la lotta contro la manipolazione di valute nel Forex. La Cina rischia di essere marcata manipolatrice, il dollaro resiste grazie ai dati macro.

Trump e manipolazione nel Forex: allo studio un piano contro la guerra delle valute

Torna il focus di Trump sulla manipolazione delle valute nel Forex e la lotta contro una guerra valutaria.

Nuova forza per il dollaro USA anche dopo che la CNBC nel pomeriggio di giovedì ha riportato che il presidente Donald Trump sta studiando una strategia per “penalizzare i manipolatori di valuta”, come parte del suo impegno nella lotta contro il commercio non equo.

Secondo la testata statunitense, l’amministrazione Trump starebbe guardando all’implementazione di nuove leggi sulla difesa e la facilitazione del commercio che permetterebbero al presidente di “bloccare contratti federali futuri con questi paesi e bloccare il finanziamento pubblico alle imprese degli Stati Uniti che cercano di investire lì”.

Una seconda opzione sarebbe quello di marchiare la Cina come una manipolatrice di valuta, decisione che potrebbe verificarsi anche se la Cina intervenisse sul mercato per sostenere il valore della sua moneta. In caso contrario, Trump potrebbe usare le minacce generate dalla manipolazione di valuta per costringere altri paesi a delle concessioni.

Trump contro la manipolazione di valuta, focus sulla Cina

Il presidente Donald Trump ha promesso di etichettare la Cina come manipolatrice di valuta il primo giorno della sua presidenza, ma ancora non lo ha fatto. Questo processo è in realtà diretto dal Dipartimento del Tesoro, che non ha in programma di pubblicare un’analisi ufficiale sulle valute internazionali prima della primavera.

Il team economico di Trump sta esaminando delle strategie alternative, come riferito da due persone impiegate nell’amministrazione. Lo sforzo include non solo del Tesoro, ma anche il Dipartimento del Commercio, il Consiglio Economico Nazionale, il Consiglio commerciale nazionale e l’ufficio Trade Representative degli Stati Uniti.

Gli obietti di Trump nella lotta contro la manipolazione di valuta

Tutti questi sforzi sono volti a potenziare il valore delle altre valute, a spese del dollaro degli Stati Uniti, il che spiega il motivo per cui il biglietto verde è sceso all’uscita di questa notizia.
Tuttavia, le perdite sono state compensate da una crescita del PIL più forte, dalle richieste di sussidi di disoccupazione più basse e da un rimbalzo dei rendimenti statunitensi.

Alla fine della giornata, gli investitori si sono convinti che i commenti di Trump fossero marginali e se le minacce contro i manipolatori di valuta impiegheranno mesi per realizzarsi in leggi.

Per ora, il mercato preferisce concentrarsi sui miglioramenti nei dati degli Stati Uniti e la prospettiva di ulteriori rialzi dei tassi. Sul fronte del calendario economico, venerdì il dollaro attende i market mover sulla spesa e il reddito personale, il report PMI di Chicago e la revisione dell’indice di fiducia dei consumatori pubblicato dall’Università del Michigan.

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