Tredicesima 2021, attenzione alla busta paga: quando non spetta la gratifica natalizia

Simone Micocci

06/12/2021

17/12/2021 - 12:37

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Tredicesima 2021: quando non spetta la gratifica natalizia? Attenzione alla busta paga: ci sono casi in cui la tredicesima viene pagata ogni mese.

Tredicesima 2021, attenzione alla busta paga: quando non spetta la gratifica natalizia

La tredicesima è in arrivo per la maggior parte dei lavoratori dipendenti, ma non per tutti si può parlare di gratifica natalizia. Ci sono, infatti, lavoratori che questo mese non riceveranno la tredicesima mensilità, o meglio: l’importo sarà molto più basso rispetto a quello riconosciuto alla generalità dei dipendenti.

Ma non si tratta di una penalizzazione: semplicemente chi non la riceve a dicembre è perché gode della tredicesima anticipata in busta paga. Ricordiamo, infatti, che la tredicesima - qui una guida al calcolo - viene maturata mensilmente: tant’è che a fine anno questa ha un importo pari a quanto maturato nel corso dell’anno.

Nel dettaglio, spetta 1/12 di retribuzione per ogni mensilità lavorata: ne consegue che per chi ha lavorato tutto l’anno la tredicesima ha un importo più o meno uguale a quello dello stipendio mensile.

Come anticipato, però, non tutti hanno diritto a questa “gratifica natalizia”, in quanto in alcuni casi la tredicesima viene pagata ogni mese insieme allo stipendio e quindi l’importo riconosciuto a dicembre sarà pari a 1/12 della retribuzione mensile.

Tredicesima mensilità, chi non la riceve a dicembre: due modalità di pagamento

Esistono, dunque, due diverse modalità di pagamento della tredicesima:

  • in un’unica soluzione: la tredicesima viene pagata a dicembre, con date variabili a seconda di quanto previsto dal CCNL (che comunque lascia ampia discrezionalità al datore di lavoro). In questo caso, si ha diritto a un importo complessivo di tutti i ratei di tredicesima maturati nel corso dell’anno e quindi si può parlare di gratifica natalizia;
  • in anticipo ogni mese: la tredicesima maturata mensilmente viene accreditata nella busta paga di riferimento. Su ogni stipendio, dunque, il lavoratore ha diritto a una parte di tredicesima, rinunciando dunque alla gratifica di fine anno.

Per quest’ultimi, quindi, a ogni stipendio si aggiunge 1/12 dello stesso, ossia l’equivalente della tredicesima maturata mensilmente. Ad esempio, su uno stipendio mensile 2.000,00€ lordi spettano circa 166€ di tredicesima (sempre lorda) in busta paga.

Anziché una tredicesima di 2.000,00€ pagata a fine anno, quindi, si godrà di uno stipendio più alto ogni mese. E nel cedolino di dicembre l’importo della tredicesima sarà pari a quello riconosciuto nei mesi scorsi: tra la busta paga di dicembre e - ad esempio - quella di novembre, non ci sono dunque grandi differenze.

Tredicesima pagata in busta paga: chi decide?

La tredicesima può essere corrisposta mensilmente, ma deve essere un accordo tra datore di lavoro e dipendente a prevederlo.

A dicembre i datori di lavoro hanno l’obbligo di pagare la tredicesima ai propri dipendenti; sfuggire è impossibile, specialmente adesso che c’è l’obbligo di pagare gli stipendi utilizzando metodi tracciabili. In caso di tredicesima non pagata, quindi, per il dipendente sarà molto semplice dimostrare di non aver ricevuto quanto gli spetta.

Se da una parte i dipendenti aspettano con ansia il momento dell’arrivo della tredicesima, dall’altra alcuni datori di lavoro si trovano in difficoltà nel dover pagare una “doppia” retribuzione ai propri dipendenti.

Come anticipato, però, a disposizione dei datori di lavoro c’è uno strumento che consente loro di corrispondere la tredicesima mensilmente in busta paga, evitando così di pagarla in un’unica soluzione in prossimità delle festività natalizie.

Tuttavia è importante sottolineare che affinché ci possa essere un anticipo della tredicesima sia il datore di lavoro che il dipendente devono essere d’accordo.

La maggior parte dei CCNL del settore privato stabiliscono che la tredicesima debba essere pagata in un’unica soluzione in prossimità delle festività natalizie. Nei Contratti Collettivi, quindi, non si parla della possibilità per il datore di lavoro di corrispondere la gratifica natalizia nel corso dell’anno, dilazionando il pagamento nelle varie mensilità. D’altra parte, però, i CCNL neppure vietano questa possibilità; di conseguenza non ci sono norme che impediscono al datore di lavoro di prevedere delle regole differenti da quelle indicate nel Contratto Collettivo, purché queste non vadano ad arrecare un pregiudizio al dipendente.

Per questo motivo è assolutamente necessario che il lavoratore acconsenta a ricevere la tredicesima in maniera frazionata, con questa possibilità che deve essere prevista da un accordo individuale o aziendale.

Lo stesso vale per la quattordicesima, mentre ricordiamo che non è più possibile pagare il TFR mensilmente in busta paga (ma il dipendente può comunque chiedere un anticipo).

Tredicesima pagata mensilmente: quanto spetta?

Per il calcolo della tredicesima, anche se pagata mensilmente, si utilizza sempre la stessa formula, ovvero:

(retribuzione media mensile * numero di mesi lavorati)/ 12 mensilità

Di conseguenza il lavoratore che dall’inizio dell’anno opta per il pagamento frazionato della tredicesima riceverà in ogni busta paga 1/12 della retribuzione media mensile. Ovviamente bisogna prestare attenzione al fatto che il totale delle dodici rate corrisponda esattamente a quanto spetterebbe al lavoratore nel caso in cui avesse ricevuto la tredicesima in un’unica soluzione.

Inizialmente fare una stima di qual è la retribuzione media mensile che il lavoratore andrà a percepire per l’intero anno è impossibile; ecco perché solitamente nell’ultimo stipendio di dicembre è previsto il conguaglio, con il quale verrà corrisposta la parte rimanente della tredicesima complessiva.

Prima di concludere ricordiamo che la tredicesima matura tutto l’anno, anche quando il dipendente non svolge l’attività lavorativa perché in ferie, malattia o assente per infortunio. La tredicesima, inoltre, si matura anche durante la maternità, il permesso giornaliero per allattamento, il congedo matrimoniale o la cassa integrazione.

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