Si può tracciare uno smartphone anche senza GPS: ecco come

Non basta spegnere il GPS per non farti localizzare: un team di ricercatori ha scoperto che ci sono altri sensori con cui lo smartphone può essere rintracciato.

Si può tracciare uno smartphone anche senza GPS: ecco come

Hai spento il GPS dello smartphone per non farti spiare e impedire a qualcuno di tracciare i tuoi movimenti? Non servirà a molto. Da quanto emerso da una ricerca della Northeastern University i sensori per quantificare la velocità di movimento o la direzione in cui puntano i device di ultima generazione sono in grado, anche senza aver accesso alla localizzazione vera e propria, di fornire abbastanza informazioni per rendere il telefono rintracciabile.

Il ricercatore Sashank Narain ha dichiarato che “non molte persone sono a conoscenza di questo problema, soprattutto perché quando pensiamo alla localizzazione ci viene in mente il GPS sul telefono”.
Il tracciamento può invece essere fatto anche attraverso altri sistemi, vediamo quali.

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Come tracciare smartphone senza GPS

I responsabili della localizzazione involontaria sono l’accelerometro, il magnetometro e il giroscopio: sono questi i sensori presenti negli smartphone utilizzati dai ricercatori per rintracciare diverse persone con dispositivi Android e GPS spento. Questi utenti, che erano a conoscenza dell’esperimento, hanno guidato a Boston, a Waltham in Massachusetts e a Londra dopo aver installato un’app sul proprio telefono.

I risultati indicano che in alcune città la localizzazione sarebbe più facile che in altre, per esempio a Boston, dove ci sono strade curve e svolte particolari, l’accuratezza può arrivare fino al 50%, mentre “in un posto come Manhattan, che è simile a una griglia, è molto più difficile”.

Più informazioni si hanno e più è facile trovare lo smartphone interessato, infatti è più facile trovare dati come abitazione, luogo di lavoro e spostamenti per una persona che percorre tutti i giorni la stessa strada. L’accuratezza in questi casi può salire fino al 90%, percentuale che i ricercatori credono salirà con il tempo.

Guevara Noubir, professore della Northeastern University che ha preso parte alle ricerche, ha dichiarato “non ci aspettavamo tanta accuratezza. Questi sensori, evolvendosi e aumentando nella precisione, potrebbero diventare uno dei mezzi principali per l’invasione della privacy degli utenti”.

Nonostante l’esperimento sia stato condotto su Android, Noubir si aspetta che funzionerebbe anche su iPhone, vista la presenza degli stessi sensori con permessi simili.

La localizzazione e la privacy

Il professor Guevara Noubir ha inoltre dichiarato che “c’è un’intera area chiamata side channel attack, attacco ai canali laterali, che si occupa di trovare informazioni sussidiarie per condurre a un attacco alla sicurezza”, riferendosi in particolare ai rischi per la privacy.
“Le persone non comprendono di quanto il loro smartphone, con l’accesso a tutti quei sensori, sia in un certo senso il miglior dispositivo spia che si possa immaginare”.

In merito a questi risultati, Google ha detto che Android P, il prossimo OS, ridurrà l’accesso ai sensori come l’accelerometro e il giroscopio. Un portavoce ha comunque dichiarato come questa ricerca sottolinei anche la difficoltà che il tracking senza GPS comporta.

Si tratta comunque di una preoccupazione in più in un periodo in cui la tutela della privacy sta diventando uno dei temi più discussi, con i principali concorrenti del settore mobile, Apple e Samsung, che cercano di migliorare la tutela dei dati personali e nuovi motori di ricerca che puntano sulla riservatezza per far guerra a Google.

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