Tod’s, niente cessione a Lvmh? Della Valle frena

Pierandrea Ferrari

19 Maggio 2021 - 16:57

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A fine aprile Diego Della Valle, numero uno di Tod’s, aveva aperto al passaggio di mano del brand marchigiano, direzione Lvmh. Ma ora frena: nei piani della famiglia non rientra (almeno per ora) l’ipotesi di una vendita.

Tod's, niente cessione a Lvmh? Della Valle frena

Tod’s-Lvmh, il matrimonio non sa da fare. Almeno per ora. Diego Della Valle, che a fine aprile aveva aperto all’opzione M&A con il colosso del lusso francese, ha rivelato in occasione del Business of Luxury Summit organizzato dal Financial Times che l’ipotesi di vendita del brand marchigiano non rientra nei piani della famiglia.

Tod’s, stop all’ipotesi cessione a Lvmh

Le indiscrezioni sulle nozze Tod’s-Lvmh avevano iniziato a rincorrersi con l’aumento della partecipazione nel capitale della società di Della Valle da parte del maxi-Gruppo di Bernard Arnault, passata al 10% con un investimento da 74 milioni di euro e celebrata come “un consolidamento della ventennale amicizia” tra le due famiglie.

A mettere un po’ di pepe ci aveva pensato poi lo stesso Della Valle, parlando di un aumento della quota “simbolico”, primo step “per vedere se possiamo fare qualcosa insieme”. Uno scenario, quello del passaggio nella scuderia Lvmh, che le azioni targate TOD avevano capitalizzato immediatamente a Piazza Affari, insieme all’effetto Ferragni: solo nell’ultimo mese il titolo ha centrato un +38,9% a 48,02 euro.

Discorso rimandato? Forse. Anche perché sulle prospettive di Tod’s Della Valle, dopo essersi detto pronto a fare un passo indietro dalla gestione operativa del Gruppo entro un anno, ha ribadito che in caso di effettiva cessione la scelta ricadrebbe “al 100%” sull’impero di Arnault, che solo lo scorso marzo ha messo a segno il colpo Birkenstock per 4 miliardi di euro.

In ogni caso, i conti del Gruppo non mettono pressione al patron: nel primo trimestre del 2021 i brand Tod’s, Hogan, Fay e Roger Vivier hanno registrato un rialzo dei ricavi del 17%, oltre le attese a quota 178,7 milioni di euro, grazie soprattutto al rimbalzo del mercato asiatico che ha compensato le performance ancora deboli in Europa e in Nord America.

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