Titoli di Stato Italia: nel primo trimestre 2019 emissione BTP, CCTeu e CTZ per 30 miliardi

Meno tensione, per ora, ma anche shopping ridotto da parte della BCE. I primi mesi dell’anno che sta per cominciare, rilevano gli analisti, saranno ricchi di sfide. Proviamo a capire quale sarà lo scenario che attende la carta italiana.

Titoli di Stato Italia: nel primo trimestre 2019 emissione BTP, CCTeu e CTZ per 30 miliardi

La mancata apertura della procedura di infrazione ha fatto drasticamente abbassare la tensione sulla carta italiana. Se nella seconda metà di ottobre il rendimento del decennale era arrivato a sfiorare il 3,7%, in chiusura d’anno il dato si attesta al 2,8%. Andamento simile per lo spread con i titoli tedeschi, che lo scorso 20 novembre ha toccato un picco in quota 325 punti base e ora si attesta a circa 250 pb.

In un simile contesto il funding per il 2019 del Ministero dell’Economia sembrerebbe essere meno problematico del previsto anche se va tenuto in considerazione che l’anno prossimo la carta italiana non potrà beneficiare dell’ombrello della Banca Centrale Europea.

Con i reinvestimenti lo shopping scende al 14%

Nel 2017 l’istituto guidato da Mario Draghi aveva assorbito circa la metà delle emissioni italiane e nell’anno corrente il dato è sceso al 26 per cento. Nel 2019, calcola Goldman Sachs, con i soli reinvestimenti a disposizione, la percentuale è destinata a scendere al 14%.

“I dati relativi il funding italiano sono elevati ma non eccezionali”, ha detto Luca Cazzulani, vice capo del reddito fisso di UniCredit. “Sarà la fiducia degli investitori a fare la differenza: con il sostegno rappresentato dal QE che è destinato a finire, l’anno prossimo il funding netto dovrà confrontarsi con la domanda degli investitori privati”.

Emissioni lorde a 400 miliardi di euro

L’anno prossimo scadranno, lo stima Bankitalia nel suo ultimo rapporto sulla stabilità finanziaria, titoli a medio e a lungo termine (oltre i dodici mesi) per circa 200 miliardi. Tenendo conto anche dei titoli con scadenza più breve e della necessità di coprire il disavanzo pubblico, le emissioni lorde del prossimo anno saranno pari a circa 400 miliardi.

Il Ministero dell’Economia e delle finanze ha annunciato che nel corso del primo trimestre emetterà un ammontare minimo di 9 miliardi di Btp a 3 anni, un minimo di 12 miliardi di decennali e almeno 9 miliardi di CCTeu con scadenza compresa tra i 5 ed i 7 anni.

“L’ammontare minimo si riferisce all’intera emissione, ovvero al valore che il circolante del titolo dovrà necessariamente raggiungere prima di essere sostituito da una nuova emissione sulla stessa scadenza”, riporta la nota del Tesoro. E inoltre, nel corso dei primi tre mesi “potranno altresì essere emessi ulteriori nuovi titoli sulla base delle condizioni dei mercati finanziari”.

Sempre nel primo trimestre saranno inoltre offerte ulteriori tranche di Btp a 3, 5, 7 e 10 anni, CCTeu al 2025 e Ctz al 2020. “Inoltre, in relazione alle condizioni di mercato, il MEF si riserva la facoltà di offrire ulteriori tranche di titoli nominali in corso di emissione con scadenza superiore ai 10 anni e indicizzati all’inflazione”.

Btp Italia anche nel 2019

Per quanto riguarda la periodicità, non ci saranno rilevanti modifiche. I Bot con scadenza a 12 mesi saranno offerti nelle aste di metà mese, mentre quelli con scadenza semestrale saranno collocati a fine mese. In caso di necessità, l’offerta dei Bot a 3 mesi avverrà a metà mese.

A metà mese saranno offerti Btp a 3 e 7 anni e, eventualmente anche uno o più Btp sulle scadenze a lungo termine a 15, 20 o 30 anni. Nelle aste di fine mese, invece, continueranno ad essere proposti i titoli a 5 e 10 anni insieme ai CCTeu.

Nonostante lo scarso successo dell’edizione di novembre 2018, nel 2019 il Tesoro sarà presente sul mercato con “almeno” un’emissione di Btp Italia. “Tuttavia, in considerazione della difficile prevedibilità dell’evoluzione delle condizioni di mercato e della domanda, il Tesoro si riserva la massima flessibilità nel valutare in prossimità del collocamento la scadenza più opportuna per l’emissione del nuovo titolo, che sarà ad ogni modo compresa tra i 4 e gli 8 anni”.

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