Le sanzioni Usa contro Thierry Breton, architetto del Dsa, rivelano l’ipocrisia Ue: l’ex commissario interferì nella campagna presidenziale Usa.
Nonostante le sanzioni annunciate nei giorni scorsi dall’amministrazione Trump, che impongono divieti di ingresso negli USA a cinque figure europee accusate di promuovere «censura extraterritoriale» contro voci americane, l’Unione Europea non è nella posizione di per impartire lezioni di libertà di espressione agli Stati Uniti.
Al centro delle misure americane c’è infatti l’ex commissario europeo Thierry Breton, definito dal Dipartimento di Stato il «principale architetto» del Digital Services Act (DSA), la normativa UE che impone alle piattaforme digitali di rimuovere contenuti illegali, inclusi odio e disinformazione, con multe pesanti per i colossi tech americani come X di Elon Musk.
Insieme a lui, sono stati sanzionati Imran Ahmed (CEO del Center for Countering Digital Hate), Clare Melford (Global Disinformation Index), Anna-Lena von Hodenberg e Josephine Ballon (HateAid): tutti accusati di aver censurato opinioni scomode nei confronti di Bruxelles. [...]
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