Theresa May: ecco chi è il nuovo primo ministro della Gran Bretagna

Sara Catalini

12/07/2016

12/07/2016 - 09:43

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Theresa May sarà il nuovo primo ministro britannico a partire dal 13 luglio. Ecco chi è il nuovo leader conservatore del Regno Unito.

Theresa May è il nuovo ministro del Regno Unito. Dopo le dimissioni di David Cameron a seguito del referendum Brexit, sarà Theresa May a prendere le redini del Parlamento e a svolgere il ruolo di primo ministro del Paese alle prese con l’incertezza generata dall’uscita dall’Unione Europea.

Ma chi è Theresa May? Qual è la sua storia, il suo orientamento e come agirà da prossimo primo ministro della Gran Bretagna?

David Cameron ha rassegnato le dimissioni dopo la vittoria del “leave” al referendum Brexit parlando alla stampa di fronte al numero 10 di Downing Street lo scorso 24 giugno lasciando il posto da primo ministro del Regno Unito vacante.
Dopo la rinuncia di Boris Johnson, ex sindaco di Londra e noto sostenitore della Brexit, alla corsa per diventare primo ministro, si erano intensificate le voci sul papabile candidato femminile.

Il suo successore designato come primo ministro sarà Theresa May, conservatore-liberale destinata a diventare primo ministro della Gran Bretagna mercoledì 13 luglio.
In politica per decenni, ha mostrato durezza in materia di immigrazione e ha lottato per l’approvazione dei matrimoni omosessuali, ma chi è il nuovo leader del Regno Unito? Ecco alcune cose da sapere.

Chi è Theresa May: l’orientamento sulla Brexit

«In primo luogo, il nostro Paese ha bisogno di una leadership forte che lo guidi attraverso questo momento di incertezza economica e politica. E’ necessario negoziare le condizioni migliori per la Gran Bretagna nella sua uscita dall’UE e creare un nuovo ruolo per noi stessi nel mondo. Brexit significa Brexit. La campagna è stata combattuta. La votazione si è tenuta, l’affluenza era alta e il pubblico ha dato il suo verdetto».

Queste le parole di Theresa May dopo i risultati del referendum consultivo che ha visto l’uscita della Gran Bretagna dall’UE.

May, favorevole al “remain” sebbene la sua posizione politica, ha affermato che non vi sarà alcuna possibilità di un secondo referendum per contestare i risultati.

La 59enne Theresa May, dopo essere stata proclamata leader dei Tory dinanzi a Westminster a seguito della rinuncia della sua unica rivale Andrea Leadsom, si è detta pronta a cercare «il miglior accordo possibile» per traghettare la Gran Bretagna fuori dall’Ue, confermando che «Brexit significa Brexit» e convinta che alla fine sarà un successo a dispetto delle previsioni.

Il primo ministro David Cameron ha annunciato tutto il suo sostegno al neo-premier:

«E’ chiaro che Theresa May ha il sostegno schiacciante del partito conservatore e sono anche io lieto che sarà il prossimo primo ministro. Lei è forte, competente ed è in grado di fornire la leadership di cui il Paese avrà bisogno nei prossimi anni».

Chi è Theresa May: la carriera politica

Poco dopo la laurea Theresa May ha iniziato a lavorare presso la Banca d’Inghilterra, dove rimase dal 1977 fino al 1983 anno in cui è entrata in politica venendo eletta membro conservatore del Parlamento per Maidenhead, appena ad ovest di Londra, nel 1997.

Ha ricoperto molti incarichi tra cui quello di prima donna presidente del partito conservatore nel 2002 e ministro «ombra» della cultura e lo sport due anni dopo finché è stata nominata ministro degli Interni nel maggio 2010. Un ruolo svolto a detta dei suoi collaboratori con grande precisione e passione.

Fondamentale per May la lotta al terrorismo, all’immigrazione clandestina e alla criminalità, su quest’ultimo punto sempre nel 2010 May propose un pacchetto di riforme sulla sicurezza istituendo la National crime agency e proponendo una collaborazione partecipativa dei cittadini, idee rigettate dalla Camera.

Chi è Theresa May: controversie e battaglie politiche

Naturalmente, come ogni politico data la sua permanenza in carica vanta diversi imbarazzi e qualche controversia, tra cui i cosiddetti “Furgoni per il ritorno a casa” (“Go home vans”).

Si trattò di un tentativo di incoraggiare i clandestini all’auto-deportazione, ampiamente stroncati in quanto considerati un’iniziativa xenofoba.

In sintesi Theresa May è per il matrimonio tra persone dello stesso sesso, per la riduzione dei benefici statali, la vendita di foreste pubbliche, l’invio di truppe in Iraq e in Afghanistan, aumento delle tasse universitarie, diminuzione del numero dei membri della Camera dei Comuni, elezione di commissari speciali di polizia e per una più forte applicazione delle norme in materia di immigrazione.

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