TFR dipendenti privati: quali sono i tempi di pagamento

Il TFR è un diritto dei dipendenti privati, ma quali sono i tempi di pagamento? I vari CCNL stabiliscono le tempistiche per ottenere la liquidazione al termine del rapporto di lavoro, vediamo come.

TFR dipendenti privati: quali sono i tempi di pagamento

Il TFR dei dipendenti privati viene corrisposto secondo specifici tempi di pagamento. Quali sono? Il dipendente, al termine del rapporto di lavoro, ha diritto al TFR (trattamento di fine rapporto).

Il TFR, conosciuto anche come liquidazione o buonuscita è corrisposto anche ai dipendenti pubblici, ma con tempistiche differenti.

Per quanto riguarda il TFR dei privati questo non viene pagato in sede di cessazione del contratto di lavoro, ma secondo delle modalità stabilite dal Contratto Collettivo Nazionale del Lavoro che disciplina la categoria di appartenenza. Solitamente per la liquidazione non si deve aspettare più di un mese.

Per i dipendenti pubblici invece i tempi sono molto più lunghi. In ogni caso la legge e in particolare l’articolo 2120 del Codice Civile stabilisce il diritto al TFR del dipendente privato, ma non parla dei tempi, né tantomeno dell’obbligo di corrisponderlo in un’unica soluzione.

Qualora il datore di lavoro non rispetti i termini del CCNL per la liquidazione, il dipendente privato può adottare delle misure di tutela per il TFR non pagato.

È di qualche mese fa la circolare dell’INPS che stabilisce una nuova modalità telematica per dipendenti e datori di lavoro che debbano richiedere il riscatto del TFR e del TFS, il cui pagamento riguarda anche i pensionati.

Abbiamo visto che i pensionati di Quota 100 dovranno aspettare per la liquidazione del TFS, vediamo ora per i dipendenti privati quali sono i tempi di pagamento del TFR stabilito dai diversi CCNL.

TFR: l’importanza del tasso di rivalutazione

Prima di andare avanti è bene fare chiarezza sul concetto di rivalutazione del TFR.

A partire dall’anno 2001, infatti, è stato deciso che la quota di TFR accantonata dal datore di lavoro debba essere rivalutata annualmente per un ammontare pari all’1,5%, più i 3/4 del tasso di inflazione rilevato dall’Istat.

Per capire qual è il coefficiente di rivalutazione per il mese in cui è avvenuta la cessazione dal servizio, però, bisogna attendere la pubblicazione dell’indice Istat in programma però solamente nel mese successivo.

Ecco perché, come anticipato, nonostante il TFR dei dipendenti pubblici debba essere pagato al momento della cessazione del rapporto di lavoro ci sono comunque dei tempi tecnici da rispettare, utili per calcolare quanto spetta al lavoratore subordinato in base anche al coefficiente di rivalutazione per il mese in cui è avvenuta la risoluzione del rapporto di lavoro.

I tempi di pagamento del TFR per i dipendenti privati

Ma vediamo nel dettaglio quanto stabilito in merito da alcuni CCNL.

Ad esempio il CCNL Commercio e Artigianato, così come il CCNL Studi Professionali, ribadisce quanto appena detto aggiungendo però che la liquidazione non può superare il 45° giorno dalla data di cessazione del rapporto di lavoro.

Nel CCNL Terziario, invece, viene stabilito che il TFR deve essere pagato entro 30 giorni dalla data di fine rapporto; leggermente differente quanto previsto dal TFR Turismo, che invece obbliga il datore di lavoro a pagare la buonuscita contestualmente all’ultima busta paga, ossia a quella che fa riferimento al mese stesso in cui è avvenuta la cessazione dell’attività lavorativa.

Sia il CCNL Metalmeccanici che quello del settore Telecomunicazioni, invece, fissano come termine ultimo per il pagamento del TFR il 30° giorno dalla data di pubblicazione dell’indice Istat utile per calcolare la rivalutazione della quota del trattamento che il lavoratore ha maturato fino a quel momento.

Il CCNL Trasporti, invece, si limita a stabilire che il TFR deve essere pagato al “momento della cessazione dal servizio”, riprendendo quindi quanto previsto dal Codice Civile.

Prima di concludere, ricordiamo che capire entro quando deve essere pagato il TFR è molto importante: i CCNL, infatti, stabiliscono che qualora i tempi per il pagamento si prolungassero il lavoratore avrebbe diritto al riconoscimento di un interesse mensile su tutti i saldi mensilmente dovuti.

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