TFR dipendenti privati: dopo quanto tempo deve essere pagato

Liquidazione o buonuscita: ecco entro quanto tempo deve essere pagato il TFR dei lavoratori subordinati impiegati nel settore privato.

TFR dipendenti privati: dopo quanto tempo deve essere pagato

Al termine del rapporto di lavoro il dipendente ha sempre diritto al pagamento del TFR (trattamento di fine rapporto) - conosciuto anche come buonuscita o liquidazione - indipendentemente dalla motivazione che ha portato allo scioglimento.

Ovviamente, però, ci sono dei tempi di liquidazione da rispettare ed è per questo che il TFR non viene pagato immediatamente al termine del rapporto di lavoro. Nel dettaglio, per i dipendenti pubblici i tempi di pagamento del TFR sono disciplinati dal Decreto Salva Italia del 2011, con il quale questi sono stati allungati notevolmente; nel caso dei dipendenti privati, invece, non bisogna attendere molto per ricevere la liquidazione (poco più di 1 mese nella maggior parte dei casi).

È bene sottolineare, infatti, che non esiste un termine generale per il pagamento del TFR ai dipendenti del settore privato, dal momento che la legge - nell’articolo 2120 del Codice Civile - si limita a stabilire “in ogni caso di cessazione del rapporto di lavoro subordinato, il prestatore di lavoro ha diritto a un trattamento di fine rapporto” non specificando entro quanto tempo questo deve essere riconosciuto al lavoratore.

Allo stesso tempo la legge non prevede alcun divieto per il pagamento a rate del TFR, non obbligando il datore di lavoro a riconoscerlo in un’unica soluzione.

Per capire entro quanto tempo dallo scioglimento del rapporto lavorativo deve essere pagata la liquidazione, quindi, bisogna fare riferimento a quanto indicato dal CCNL di riferimento. La legge, infatti, rimanda alla contrattazione collettiva la facoltà di stabilire tempi e modalità per il pagamento del TFR ai lavoratori subordinati.

Quindi, se sono passati diversi giorni dalla cessazione del servizio e non avete ancora ottenuto quanto vi spetta, dovrete consultare il vostro CCNL di riferimento in modo da capire se il datore di lavoro è in ritardo con il pagamento del TFR, così eventualmente da prendere le opportune contromisure.

Per approfondire, vediamo quanto stabilito da alcuni CCNL di importanti settori lavorativi in tema di pagamento della liquidazione.

TFR: l’importanza del tasso di rivalutazione

Prima di andare avanti è bene fare chiarezza sul concetto di rivalutazione del TFR.

A partire dall’anno 2001, infatti, è stato deciso che la quota di TFR accantonata dal datore di lavoro debba essere rivalutata annualmente per un ammontare pari all’1,5%, più i 3/4 del tasso di inflazione rilevato dall’Istat.

Per capire qual è il coefficiente di rivalutazione per il mese in cui è avvenuta la cessazione dal servizio, però, bisogna attendere la pubblicazione dell’indice Istat in programma però solamente nel mese successivo. Ecco perché, come anticipato, nonostante il TFR dei dipendenti pubblici debba essere pagato al momento della cessazione del rapporto di lavoro ci sono comunque dei tempi tecnici da rispettare, utili per calcolare quanto spetta al lavoratore subordinato in base anche al coefficiente di rivalutazione per il mese in cui è avvenuta la risoluzione del rapporto di lavoro.

Dopo quanto viene pagato il TFR

Ma vediamo nel dettaglio quanto stabilito in merito da alcuni CCNL.

Ad esempio il CCNL Commercio e Artigianato, così come il CCNL Studi Professionali, ribadisce quanto appena detto aggiungendo però che la liquidazione non può superare il 45° giorno dalla data di cessazione del rapporto di lavoro.

Nel CCNL Terziario, invece, viene stabilito che il TFR deve essere pagato entro 30 giorni dalla data di fine rapporto; leggermente differente quanto previsto dal TFR Turismo, che invece obbliga il datore di lavoro a pagare la buonuscita contestualmente all’ultima busta paga, ossia a quella che fa riferimento al mese stesso in cui è avvenuta la cessazione dell’attività lavorativa.

Sia il CCNL Metalmeccanici che quello del settore Telecomunicazioni, invece, fissano come termine ultimo per il pagamento del TFR il 30° giorno dalla data di pubblicazione dell’indice Istat utile per calcolare la rivalutazione della quota del trattamento che il lavoratore ha maturato fino a quel momento.

Il CCNL Trasporti, invece, si limita a stabilire che il TFR deve essere pagato al “momento della cessazione dal servizio”, riprendendo quindi quanto previsto dal Codice Civile.

Prima di concludere, ricordiamo che capire entro quando deve essere pagato il TFR è molto importante: i CCNL, infatti, stabiliscono che qualora i tempi per il pagamento si prolungassero il lavoratore avrebbe diritto al riconoscimento di un interesse mensile su tutti i saldi mensilmente dovuti.

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