Stipendi alla Camera dei Deputati: quanto guadagna chi lavora a Montecitorio?

Oltre agli stipendi dei parlamentari nostrani, vediamo anche quelli d’oro che percepiscono, tra barbieri e falegnami, chi lavora alla Camera dei Deputati.

Quanto guadagnano chi lavora alla Camera dei Deputati? Veri e propri stipendi d’oro per elettricisti, falegnami, barbieri. Stentate a crederci? Eppure è proprio così. I privilegi di lavorare a Montecitorio non riguardano infatti solo i politici, ma anche i fortunati che riescono a svolgere il proprio lavoro oltre le porte del potere.

Nonostante gli sforzi di sforbiciare le spese, l’attuale Presidentessa della Camera Laura Boldrini ha parlato di 350 milioni risparmiati durante il suo mandato, così come per quanto riguarda gli stipendi dei parlamentari molti privilegi rimangono anche per chi svolge normali lavori a Montecitorio.

Quanto guadagna chi lavora alla Camera dei Deputati?

Gli stipendi d’oro alla Camera dei Deputati beneficiano di una progressione che non ha eguali. E con la disoccupazione dilagante e i lavori sottopagati (non sono insoliti annunci di call center a 500 euro) non può che venirci l’amaro in bocca.

Pensate che detti stipendi possono contare su aumenti biennali del 2,5% e interessano un personale di 1.494 dipendenti, divisi in 5 livelli retributivi in base “alla complessità del lavoro, alla sfera di autonomia e alle connesse responsabilità”. Il segretario generale è ai vertici della piramide retributiva (406.399,02 euro, in aumento del 2,5% ogni due anni) così composta:

  • 176 consiglieri parlamentari;
  • 4 interpreti e traduttori;
  • 288 tra documentaristi, tecnici e ragionieri;
  • 397 segretari parlamentari;
  • 156 collaboratori tecnici;
  • 411 assistenti parlamentari;
  • 59 operatori tecnici.

Stipendi d’oro: di quanto parliamo?

Grazie all’operazione trasparenza con cui l’Ufficio di presidenza della Camera ha avviato dal 9 agosto la pubblicazione dei dati relativi al trattamento economico dei dipendenti di Montecitorio, i cittadini possono conoscere quelle cifre assurde dei lavoratori d’élite, quelli che sembrano non appartenere ad un mercato del lavoro al collasso, anzi. Alla faccia della crisi!

Qui puoi visualizzare il quadro delle retribuzioni annue lorde dei dipendenti della Camera dei Deputati suddivise per anzianità e qualifica iniziale e cliccando qui quello del numero dei dipendenti della Camera dei Deputati suddivisi per anzianità e qualifica iniziale.

Il primo livello retributivo, quello da operatore tecnico, come può essere un centralinista, piuttosto che un elettricista o un barbiere, assicura al dipendente uno stipendio d’ingresso pari a 30.351,39 euro, che possono diventare più di 50.000 dopo 10 anni, oltre 89.000 dopo 20, superare i 121.000 dopo 30, i 127.000 dopo 35 e addirittura raggiungere quota 136.000 dopo 40 anni in attivo.

A questo stesso livello appartengono gli assistenti parlamentari di primo livello, più comunemente noti come commessi, che hanno scatti retributivi analoghi, con l’unica differenza che la retribuzione d’ingresso supera i 34.000 euro.

Il secondo livello retributivo è quello dei tecnici audio o video, che beneficiano addirittura di una progressione più veloce, visto che dopo 10 anni possono godere già di uno stipendio superiore ai 61.000 euro, che superano i 101.000 dopo 20 anni, i 136.000 dopo 30, i 145.000 dopo 35 e i 152.000 dopo 40 anni.

Ai gradini superiori appartengono i segretari parlamentari (stipendi tra 34.000 euro e 156.000 euro), i documentaristi e i ragionieri (tra 40.000 euro e 237.000 euro) ed infine, all’apice, i consiglieri parlamentari, ovvero i funzionari della Camera dei deputati, il cui stipendio d’ingresso è pari a 64.000 euro e dopo 40 anni può raggiungere la cifra record di 358.000 euro.

A ciò vanno aggiunte:

E’ vero che gli straordinari non sono retribuiti, non si può svolgere un secondo lavoro e chi è stato assunto dal 1 febbraio 2013 beneficia del 20% in meno delle cifre menzionate, ma…ci mancherebbe altro!

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