Stato di disoccupazione, cos’è e come funziona

Che cos’è e come funziona lo stato di disoccupazione. Tutte le informazioni utili su come richiederlo e le novità introdotte dalle riforme 2019.

Stato di disoccupazione, cos'è e come funziona

Lo stato di disoccupazione è uno status necessario al riconoscimento di coloro che hanno accesso alle forme di sostegno del reddito a seguito della perdita involontaria del lavoro, o in quanto soggetti con reddito dipendente o autonomo inferiore alle soglie di legge del testo unico delle imposte sui redditi.

Lo stato di disoccupato serve quindi a riconoscere coloro che hanno diritto di accesso alle varie forme di sostegno al reddito come la NASPI, DIS COLL, reddito di cittadinanza, etc.

Di seguito sono elencate tutte le informazioni utili circa il funzionamento dello stato di disoccupazione, andando a specificare i requisiti e la documentazione richiesta al momento della domanda, e quando si può mantenere lo status di disoccupato.

Che cos’è lo stato di disoccupazione

Lo stato di disoccupazione è lo status applicato a tutti i cittadini oggetto di licenziamento che sia questo individuale, collettivo, o per dimissioni volontarie, in cerca della prima occupazione e, secondo le ultime disposizioni, vi rientra anche qualunque cittadino con un reddito, dipendente o autonomo, inferiore rispettivamente a gli 8.145 euro e i 4.800 euro.

Il riconoscimento dello stato di disoccupazione è subordinato all’invio e all’accettazione dell’apposita domanda online sul sito ANPAL, corredata dall’accettazione della DID, Dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro.

La domanda per lo stato di disoccupazione con accettazione e rilascio della DID può essere sottoscritta:

  • Online sul sito ANPAL;
  • Presso il Centro per l’Impiego;
  • Tramite intermediari abilitati;
  • La DID risulta resa a chi già beneficia di una prestazione di sostegno al reddito presentata all’Inps.

La DID oltre a servire come attestato dello stato di disoccupazione, necessario a garantire agevolazioni e prestazioni a sostegno del reddito, è indispensabile per fruire dei servizi indirizzati al reinserimento nel mondo del lavoro.

Lo stato di disoccupazione prende avvio dal giorno di rilascio della DID e dura fino al giorno in cui lo stesso stato decade, o viene sospeso, secondo quanto previsto dalla normativa di legge.

Come funziona e a cosa serve lo Stato di disoccupazione

Lo stato di disoccupazione, subordinato all’accettazione da parte del richiedente della DID, serve a garantire al lavoratore licenziato, inoccupato o dimesso, la tutela dello Stato, fornendogli vantaggi e benefici.

La DID, nello specifico, serve ad accedere a:

  • Indennità di disoccupazione NASPI, DIS COLLI e reddito di cittadinanza nel caso in cui sussistano i requisiti di legge;
  • Esenzione ticket sanitario;
  • Agevolazioni alle aziende che vogliano assumere disoccupati o giovani inoccupati;
  • Candidarsi anche online agli annunci di lavoro promossi dal Centro per l’impiego;
  • Partecipazione alle selezioni per la Pubblica Amministrazione, previo possesso dei requisiti richiesti. Esonerati i cittadini extracomunitari salvo i casi di permessi di soggiorno per rifugiato politico o protezione sussidiaria;
  • Candidarsi a offerte di lavoro riservate alle categorie protette; disabili con capacità lavorativa ridotta al 45%, invalidi con invalidità superiore al 33%, orfani e coniugi di lavoratori deceduti sul posto di lavoro o in guerra, profughi italiani rimpatriati, vittime del terrorismo e orfani e figli di grandi invalidi.

Stato di disoccupazione: nuove regole 2019

Le misure introdotte con il Jobs Act del 2015 hanno portato novità in materia di reddito alla disoccupazione.

Il Jobs Act, nello specifico, ha rivisto le modalità di accertamento dello stato di disoccupazione e, a differenza della precedente disciplina, è intervenuto per rafforzare il legame tra lo status di disoccupato e la sua partecipazione alle politiche di reinserimento nel mondo del lavoro studiate dai Centri per l’Impiego.

La riforma del Jobs Act è intervenuta inoltre sulla definizione stessa dello stato di disoccupato stabilendo che sono così considerati «i soggetti privi di lavoro è immediatamente disponibili a cercare e svolgere un lavoro secondo le modalità previste dai servi per l’impiego».

In altre parole lo stato di disoccupazione secondo la riforma del Jobs Act si basa su due requisiti:

  • Essere privi di lavoro;
  • Firmare la DID al momento della domanda di disoccupazione.

Con l’entrata in vigore del decreto legge 4/2019, ovvero lo stesso del reddito di cittadinanza e Quota 100, sono state introdotte nuove regole per la gestione dello stato di disoccupazione tra cui la conservazione dello stesso.

Le novità introdotte dal decreto, e illustrate con circolare anche sul sito dell’ANAPAL, sono sostanzialmente due:

  • Vengono considerati in stato di disoccupazione coloro che non svolgono alcuna attività lavorativa, sia di tipo subordinato che autonomo, e che sono immediatamente disponibili al reinserimento lavorativo;
  • Vengono considerati in stato di disoccupazione i lavoratori il cui reddito da lavoro dipendente sia inferiore agli 8.145 euro annui e quello da lavoratore autonomo agli 4.800 euro annui, secondo quanto previsto dal testo unico delle imposte sui redditi.

Come si richiede e quali documenti servono

Formalmente per acquisire lo stato di disoccupazione è necessario, in sede di domanda, acconsentire alla sottoscrizione della DID che per legge vincola l’iscritto a seguire i percorsi proposti dal Centro per l’impiego per reinserirsi nel mondo del lavoro.

Ma come si richiede lo stato di disoccupazione? La domanda può essere fatta online tramite il sito dell’ANPAL semplicemente accedendo a MyANPAL, l’area personale riservata ai servizi offerti dall’ente, e compilando l’apposito form dove si sottoscrive inoltre l’adesione alla DID.

La domanda può essere fatta anche presso i Centri per l’impiego, basterà compilare una scheda anagrafico/professionale dove inserire tutti i dati necessari al rilascio dello stato di disoccupato. Una volta compilato e consegnato il modulo, si riceverà un User ID e una Password per accedere ai servizi online del centro.

L’iscrizione presso il Centro per l’impiego, e la sottoscrizione della DID, riconosce al richiedente lo stato di disoccupato, garantendogli esenzioni e prestazioni di sostegno al reddito, insieme a una serie di altri benefici come la possibilità di partecipare a corsi di formazione gratuita.

I documenti necessari al momento di compilazione della domanda per lo stato di disoccupazione sono:

  • Documento di riconoscimento;
  • Codice fiscale;
  • Elenco titoli posseduti in carta semplice o con modulo di autocertificazione;
  • i cittadini extracomunitari devono presentare anche la copia del permesso di soggiorno CE o cedolino di rinnovo dello stesso.

Cos’è la DID?

La DID è la Dichiarazione di Immediata Disponibilità al lavoro che il soggetto richiedente deve obbligatoriamente rilasciare al Centro per l’impiego o all’ANPAL al momento della richiesta dello stato di disoccupazione.

La DID può essere rilasciata da tutti i cittadini inoccupati con un’età minima di 16 anni e:

  • Da coloro occupati in esperienze di tirocinio, attività socialmente utili, borse di lavoro o lavoro occasionale accessorio;
  • Da tutti i cittadini privi di occupazione;
  • Dai lavoratori il cui reddito, dipendente o autonomo, sia inferiore alla soglia minima prevista dalla legge.

La DID può essere rilasciata dal Centro per l’impiego, tramite domanda online sul sito ANPAL, o da soggetti terzi qualificati. Il suo rilascio conferma lo stato di disoccupazione e vincola il soggetto richiedente a svolgere le misure di politica attiva previste dal centro.

Si tratta di percorsi organizzati dal Centro per l’impiego come corsi di formazione, tirocini, orientamento e colloqui, volti a facilitare l’ingresso o il reinserimento nel mondo del lavoro. Se dopo 6 mesi dal rilascio della DID il lavoratore continua ad essere disoccupato, lo stato di disoccupazione viene riconfermato.

Come si conserva lo stato di disoccupazione

Generalmente lo stato di disoccupazione può essere conservato quando:

  • Continua a persistere la mancanza di un impiego. La conservazione è però soggetta all’impegno del richiedente alle politiche attive sottoscritte con la DID presso il Centro per l’impiego, ovvero partecipando ai percorsi previsti, fatta eccezioni per infortunio o malattia;
  • Lo stato di disoccupazione si conserva anche nel caso in cui si facciano esperienze non considerate come rapporti di lavoro; tirocini, stage, contratti occasionali di tipo accessorio, contratti a chiamata etc.

Lo stato di disoccupazione può inoltre essere sospeso nel caso in cui si accetti un’offerta di lavoro con contratto a tempo determinato e con una durata massima di 6 mesi. Il giorno in cui cessa il rapporto di lavoro si ritorna allo stato di disoccupazione.

In base alle novità in vigore con la legge del 2019, lo stato di disoccupazione può essere mantenuto anche nel caso in cui si svolga un’attività lavorativa dipendente o autonoma in cui il reddito annuo rimanga rispettivamente sotto la soglia di 8.145 euro e 4.800 euro.

L’ANPAL precisa che nella soglia reddituale di 8.145 euro bisogna tener conto in ogni caso anche della retribuzione annua imponibile ai fine IRPEF.

Quando si perde lo stato di disoccupazione?

Lo stato di disoccupazione si perde, secondo i termini di legge, quando:

  • Non vengono rispettati gli accordi previsti dal DID. Ovvero quando la persona non si presenta o non risponde alla convocazione del Centro per l’impiego senza valida motivazione come assenza per malattia, gravidanza, infortunio. In questo caso una nuova richiesta potrà essere presentata decorsi due mesi;
  • Se si viene assunti con contratto a tempo indeterminato o a tempo determinato con una durata superiore ai 6 mesi e un reddito superiore alla soglia;
  • Se si inizia un’attività di lavoro autonomo sopra la soglia di reddito.

Il rifiuto di un impiego non ha effetti nel caso in cui lo stato di disoccupazione provenga da un genitore nel primo anno di vita del bambino.

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