Spread Italia-Germania: in 10 anni spesi 242 miliardi in più di interessi

242 miliardi in 10 anni: questo lo spread reale Italia-Germania. E, con la fine dello shopping della BCE, il trend rialzista è destinato ad accentuarsi.

Spread Italia-Germania: in 10 anni spesi 242 miliardi in più di interessi

Quando si parla di spread è spesso difficile cogliere la reale entità del fenomeno. Parlando di punti base e di differenziale è difficile capire quanto, nella realtà, perdiamo ogni giorno per il pagamento degli interessi sul debito pubblico.

Per comprendere meglio l’impatto delle tensioni sui mercati sulle nostre finanze pubbliche, è utile consultare le statistiche Ameco, il database macroeconomico della Direzione generale Affari economici e finanziari della Commissione europea.

Spesa dimezzata per la Germania

Nel 2010 il nostro Paese spendeva per interessi sul debito 68,8 miliardi di euro, pari al 3,89% della ricchezza prodotta. Grazie agli stimoli monetari della Banca Centrale Europea, il dato, passando per un picco a 83,5 miliardi, nel 2018 si è attestato a 64,62 miliardi, pari al 2,86% del Pil.

Prendendo a riferimento la Germania, nel 2010 la spesa per interessi del Paese era di “soli” 5 miliardi inferiore al dato italiano e pari a 63,8 miliardi di euro (3,58% del Pil). Nel 2019, stima l’Ameco, alla Germania basterà meno della metà delle risorse: 30 miliardi, pari all’1,5% della ricchezza prodotta.

Spread reale a 242 miliardi di euro

Nel complesso, in 10 anni la Germania ha speso 242 miliardi di euro in meno rispetto all’Italia per gli interessi sul debito.

Il differenziale Italia-Germania sembrerebbe destinato ad allargarsi: per quanto riguarda il Belpaese, le tensioni sull’andamento delle finanze pubbliche sono destinate a spingere al rialzo i rendimenti: secondo le proiezioni Ameco, nel 2019 il costo del debito italiano crescerà dal 2,86 al 3 per cento del Pil (3,1% nel 2020).

Situazione opposta per il Tesoro tedesco, che è tornato ad emettere decennali con rendimento negativo (Asta Germania: rendimento Bund torna in territorio negativo). Mercoledì scorso, l’Agenzia federale per la gestione del debito ha collocato 2,433 miliardi di Bund a 10 anni con un rendimento medio al -0,05%, in contrazione rispetto al +0,12% dell’ultima asta.

Rendimenti negativi implicano che la Germania guadagna dal contrarre nuovi debiti.

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