Spagna: PIL in crescita. Cosa può imparare l’Italia?

La Spagna in crescita dopo la crisi del 2008. Oltre all’abbassamento dei costi del petrolio e la svalutazione dell’euro, hanno influito le riforme del mercato del lavoro.

La Spagna all’inizio delle crisi economica europea del 2010 era un disastro economico. Le previsioni degli economisti la davano per spacciata per via del suo ingente debito pubblico e la disoccupazione dilagante. Oggi la Spagna è il simbolo della ripresa economica dell’area periferica dell’UE.

L’economia spagnola ha assistito ad una crescita del 1% nel periodo che va da Aprile a Giugno. Ciò significa che l’economia è cresciuta del 3,1% dall’Aprile dell’anno scorso.

Si tratta della crescita più alta in Spagna da prima della recessione economica del 2008.

Per un paese come la Cina o gli USA una crescita del 3,1% non è nulla, ma nell’ambito dell’Eurozona, dove la crescita media del PIL secondo gli ultimi dati dell’Eurostat è pari al 0,40%, la Spagna è un ghepardo tra le tartarughe.

Considerando anche che la disoccupazione in Spagna è ancora altissima, circa il 20%, la sua ascesa le aggiudica il ruolo di ispirazione e guida per gli altri paesi europei.

La Spagna si è distinta per aver messo in atto un programma di riforme efficiente, focalizzato sulla liberalizzazione del mercato del lavoro.

La Spagna infatti ha iniziato la riforma del lavoro nel 2012, creando 190,000 posti di lavoro. Tale riforma permetteva alle compagnie e aziende di avere maggiore libertà nel settore dei salari e delle indennità per il licenziamento.

Ma secondo la banca per gli investimenti francese Natixis la riforma del mercato del lavoro non è stata l’unica bacchetta magica a disposizione della Spagna.

In un documento, la Natixis ha osservato che la recente crescita in Europa, seppure minima, è estremamente interrelata all’indebolimento dell’euro e ai prezzi per il petrolio.

Forexinfo riporta qui la traduzione del testo:

"Abbiamo rilevato che senza un calo dei prezzi di petrolio e il deprezzamento dell’euro, la crescita annua nel primo trimestre del 2015 sarebbe stata:

  • 0.25% all’anno in Germania anziché 0.95% all’anno;
  • 0% all’anno in Francia invece di 0.8% all’anno;
  • -1.0% all’anno in Italia anziché 0.1% all’anno;
  • 1.5% all’anno in Spagna invece di 2.65% all’anno.

Solo la Spagna ha una crescita endogena che non dipende esclusivamente dal calo dei prezzi del petrolio e dalla diminuzione del valore dell’euro.

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