Sostegno alle imprese: tutte le misure del Decreto allo studio del Governo

Una task force interministeriale ha approntato un pacchetto di misure di Aiuto alla crescita economica che sarà presentato a Giugno

Tra le misure allo studio del Governo, da attuare subito dopo le elezioni, molto probabilmente con un Decreto Legge, vi è un consistente pacchetto di misure volte a favorire il sostegno alle imprese. Questo nuovo decreto crescita che il Consiglio dei Ministri discuterà, con ogni probabilità nella prima settimana di Giugno, sarà composto da una ventina di articoli e prevederà misure volte ad aumentare la competitività delle piccole e medie imprese italiane e ad assicurare ad esse maggiori finanziamenti.

Sostegno economico
Nel decreto vedranno la luce alcune delle misure studiate dalla task force messa in campo dal Ministero dell’Economia e da quello dello Sviluppo Economico, resasi operativa fin dall’inizio di Aprile. Il primo fondamentale passo sarà il rafforzamento dell’Aiuto alla crescita economica (Ace), una misura che era già stata proposta nel decreto Salva Italia varato dal Governo Monti nel 2011 e che prevede un regime di sgravi fiscali a quelle società che accantonano i propri utili in riserva o che effettuano aumenti di capitale o di patrimonio grazie ai finanziamenti degli stessi soci. In questo caso si ipotizza che la norma verrebbe modificata in direzione degli aumenti di capitali, con sgravi fiscali riservati ai soci che vi partecipano.

Fisco e Tasse
Anche se in questo caso si pone il problema delle coperture economiche, alcuni benefici fiscali potrebbero essere estesi anche alle aziende che non fanno utili. In questo caso si pensa a una misura specifica, sempre rientrante nel pacchetto Ace, misura che poi subirebbe un rafforzamento per quelle società che si quotano in borsa attraverso un aumento di capitale.
Un’altra delle misure al momento in discussione, sempre riguardo alla quotazione di piccole e medie imprese, potrebbe consentire una semplificazione degli adempienti per che si quota per la prima volta e, nei confronti dei contribuenti, potrebbe essere annullata la tassa sulle plusvalenze dei titoli, qualora gli investitori si impegnino a mantenere l’investimento per almeno tre anni.
Altro provvedimento ancora in fase di valutazione è la detassazione dell’impresa a fronte di un reinvestimento degli utili.

Credito alternativo
La task force interministeriale ha ipotizzato anche forme di credito alternative a quello bancario: probabilmente saranno, infatti, favoriti strumenti come le cartolarizzazioni e i credit funds che investono in minibond.

Energia e infrastrutture
Un’altra delle ipotesi avanzate, che però ha già riscontrato dissensi, è quella di ridurre del 10% la bolletta elettrica delle piccole e medie imprese, garantendo così alle aziende un risparmio stimato tra i 1,4 e 1,5 miliardi di euro, la metà dei quali ricadrebbero sarebbero però recuperati dagli incentivi al fotovoltaico, settore che si è già ribellato pesantemente alla proposta, insieme all’industria degli «energivori», i cui sussidi verrebbero ridotti.
Tra le altre proposte, è stata ventilata anche una semplificazione delle norme per l’export e dal ministero delle Infrastrutture sono arrivati “suggerimenti” normativi, riguardanti l’estensione del credito d’imposta per gli investimenti per la banda larga.

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