Il prestito tra parenti va davvero restituito?

Ilena D’Errico

1 Marzo 2026 - 01:05

Ecco cosa prevede la legge sul prestito in famiglia: quando si devono restituire i soldi (e quando no).

Il prestito tra parenti va davvero restituito?

Non è certo insolito prestarsi soldi tra parenti. È più semplice, pratico e rapido rispetto ad altre forme di aiuto, anche se per molte famiglie il prestito di denaro diventa motivo di liti. Inutile dire che il motivo di discussione è la restituzione dei soldi prestati, su cui è facile ci siano fraintendimenti, scortesie e qualche volta anche veri e propri gesti fatti con malafede. Tra chi riceve il prestito c’è chi non vuole rendere il denaro ricevuto, magari negando del tutto il prestito, si riduce autonomamente l’importo o allunga i tempi previsti, per esempio.

Tra chi invece ha prestato i soldi può capitare il contrario, la pretesa di somme maggiori o con scadenze accorciate rispetto a quelle concordate, ma pure la richiesta di restituzione nonostante fosse stato previsto un regalo. Capire come districarsi in queste situazioni non è affatto facile e il legame di parentela non aiuta. Avere delle regole di riferimento chiare è importante per salvaguardarsi e limitare le liti in famiglia. Vediamo cosa prevede la legge sul prestito tra parenti, aiutandoci con la giurisprudenza per l’interpretazione di varie casistiche. Ecco quando deve essere restituito e quando no, in linea ovviamente generica.

Il prestito tra parenti deve essere restituito?

Per qualcuno potrebbe sembrare strano domandarselo, un prestito è tale proprio perché deve essere restituito, ma quando tra le parti ci sono particolari legami tutto può cambiare. Non è che variano le regole del prestito, piuttosto non tutte le somme generosamente offerte da un familiare realizzano questo tipo di contratto. Senza contare le volte in cui volontariamente una parte cerca di approfittarsi dell’altra, è anche facile che ci siano delle incomprensioni. Il rapporto familiare lascia spazio a gesti di solidarietà e sottintende una certa fiducia, motivo per cui difficilmente vengono sottoscritte delle scritture private.

Questo è ampiamente riconosciuto dalla giurisprudenza, che non considera la mancanza di un documento una circostanza a sfavore, anche se il prestito dovrà comunque essere provato in caso di disaccordo tra le parti. Allo stesso tempo, inoltre, bisogna tenere conto della vita condivisa dal nucleo familiare. Il trasferimento di denaro che avviene tra parenti stessi si presume essere finalizzato al menage familiare fatto di necessità condivise e aiuto reciproco, pertanto non un prestito da restituire.

Ovviamente, è sempre possibile superare questa presunzione con delle prove, come degli scambi di messaggi o delle testimonianze. Molte sentenze ricordano poi che a tal proposito è importante dimostrare di aver utilizzato il denaro per necessità personali del ricevente e non per i bisogni condivisi dalla famiglia. Ciò vale a maggior ragione tra marito e moglie, che hanno un dovere legale di assistenza materiale reciproca.

Prestiti tra parenti che non vanno restituiti

Generalmente, i “prestiti” di denaro tra coniugi non devono essere restituiti, a meno che si tratti di soldi destinati a finalità differenti dal sostegno della vita familiare. A tal fine si considerano somme particolarmente ingenti rispetto alla disponibilità e allo stile di vita dei coniugi, che devono ovviamente provenire esclusivamente dal coniuge che ha prestato il denaro. Ecco perché con il regime della comunione dei beni è ancora più difficile ottenere la restituzione di un prestito, dovendo provare l’impiego di risorse esclusivamente personali.

Non devono essere restituiti nemmeno i soldi dati ai figli che hanno diritto al mantenimento, che si presumono essere finalizzati allo stesso. Per i figli che non hanno più diritto al mantenimento è possibile che si configuri un prestito, sempre che il denaro non fosse destinato alla famiglia. Lo stesso vale per il contributo dato dai figli conviventi ai genitori. Finalità e importo aiutano a provare il prestito in tutti i prestiti in famiglia, mentre per tutti gli altri parenti valgono le regole ordinarie. I soldi ricevuti da zii, nonni o altri familiari si presumono essere prestiti se nulla indica che si tratti di una donazione, pertanto sono da restituire.

Argomenti

Trading online
in
Demo

Fai Trading Online senza rischi con un conto demo gratuito: puoi operare su Forex, Borsa, Indici, Materie prime e Criptovalute.