Decreto Ucraina approvato, cosa cambia per armi e permessi di soggiorno?

Nadia Pascale

26 Febbraio 2026 - 12:12

Approvato il decreto Ucraina, proroga della fornitura di armi fino al 31 dicembre 2026, protezione per i rifugiati e maggiori tutele per i giornalisti.

Decreto Ucraina approvato, cosa cambia per armi e permessi di soggiorno?

Approvato il decreto Ucraina, dopo l’apposizione della Fiducia il testo passa dalla Camera e al Senato ed è convertito in legge. Prorogate al 31 dicembre 2026 le misure di sostegno all’Ucraina. Ecco cosa cambia per armi, permessi di soggiorno e tutela dei giornalisti impegnati in zone di guerra.

L’approvazione definitiva è arrivata in Senato con 106 voti favorevoli, 57 contrari e 2 astenuti. Il momento più difficile per la maggioranza è stato alla Camera dove l’area Vannacci ha votato contro il provvedimento, ma ha di fatto accordato la Fiducia al Governo.

La questione di Fiducia è stata posta proprio al fine di garantire il risultato finale messo a rischio dai parlamentari dell’area Vannacci, che, come risaputo, ha lasciato la Lega e fondato un proprio soggetto politico. Il problema dell’area Vannacci si è posto alla Camera, mentre è irrilevante al Senato, ma era preminente l’esigenza di abbreviare i termini di approvazione.

Ecco cosa prevede il decreto Ucraina per armi, permessi di soggiorno e tutela dei giornalisti.

Decreto Ucraina, proroga per armi e permessi di soggiorno

In una nota del 24 febbraio 2026 il Governo ha fatto sapere che l’Italia «sostiene e accompagna il processo negoziale promosso dagli Stati Uniti tra Russia e Ucraina e allo stesso tempo partecipa alle attività della Coalizione dei volenterosi per la definizione di solide garanzie di sicurezza» per Kiev. E in tale ottica si pone l’approvazione definitiva del decreto Ucraina.

Il decreto Ucraina prevede una proroga dell’autorizzazione alla cessione di mezzi, materiali ed equipaggiamenti in favore delle autorità governative dell’Ucraina, per il rinnovo dei permessi di soggiorno in possesso di cittadini ucraini, nonché per la sicurezza dei giornalisti freelance.

Il decreto prevede una deroga alla normale disciplina prevista per l’esportazione degli armamenti e riconosce l’autorizzazione a cedere mezzi, equipaggiamenti militari e materiali alle autorità governative di Kiev. Tra i mezzi viene data priorità per quelli logistici, sanitari a uso civile e di protezione dagli attacchi aerei e missilistici.
Fino al 4 marzo 2027 è previsto il rinnovo automatico dei permessi di soggiorno per la protezione speciale dei cittadini ucraini in Italia arrivati prima del 24 febbraio 2022.

Tutela giornalisti freelance in zone di guerra

Il decreto Ucraina prevede maggiori tutele per i giornalisti freelance impegnati in zone di guerra o in zone in cui vi è un elevato rischio di conflitto armato.

Gli editori e i committenti devono assicurare ai giornalisti impegnati in tali zone una formazione adeguata e copertura assicurativa. Lo Stato, invece, riconosce un contributo di 600.000 euro al settore a copertura dei costi assicurativi e di formazione per i giornalisti, per ogni richiedente l’importo massimo è di 60.000 euro.

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