A marzo si comincia a tagliare il prato, ma attenzione a rispettare le regole e gli orari per non rischiare multe o prati poco curati.
Marzo è arrivato con qualche anticipo di primavera e tutti cominciano a preoccuparsi dei propri giardini. Questa è una fase cruciale per la cura dei prati, che è importante pianificare con attenzione per avere risultati ottimali e non rischiare conseguenze legali. Tagliare il prato nel modo e nel momento sbagliato può compromettere la crescita del manto erboso, ma anche comportare delle multe. Visto che c’è ancora tutto il tempo per organizzarsi al meglio vediamo tutte le regole più importanti da conoscere per non commettere errori.
Vietato tagliare il prato a marzo
Preoccuparsi del prato nel mese di marzo è del tutto comune e non è in assoluto vietato, ma bisogna fare attenzione. Dal punto di vista tecnico, ci sono vari errori su cui gli esperti pongono l’attenzione. Innanzitutto, è giusto tagliare il prato a marzo per una buona base, ma bisogna verificare le condizioni climatiche. In linea di massima, è il momento opportuno quando le temperature superano stabilmente i 5 °C e l’erba comincia davvero a crescere. A questo punto si può procedere con il primo taglio, verificando che il prato non sia bagnato e preferendo un taglio più alto. Ridurre eccessivamente l’altezza del prato in questo periodo è rischioso, perché lo espone agli sbalzi termini ed è compromettente per la crescita delle foglie. Prima ancora, comunque, è bene occuparsi della pulizia da muschio, detriti, rametti e foglie secche, come pure riseminare se necessario.
Durante tutte le operazioni di cura del proprio giardino bisogna in ogni caso tenere conto della legge, in particolare dei regolamenti locali e di quello condominiale, se esistente. Tutto deve avvenire nel rispetto dell’ambiente e delle altre persone, pertanto è essenziale. Si raccomanda un’attenta consultazione delle ordinanze comunali e regionali, perché le disposizioni sul verde e sulla fauna potrebbero impedire alcuni interventi. Di norma, tra marzo e agosto viene vietata la potatura di alberi e siepi per non compromettere la nidificazione degli uccelli, ma ci sono molte disposizioni specifiche che dipendono dalle esigenze territoriali. Il taglio del prato non è di norma sottoposto a regole particolari, ma chi vive all’interno di un condominio deve assicurarsi di rispettarne il regolamento.
In caso di giardino privato, il proprietario può curare il prato come e quando preferisce, ed è anzi tenuto a tenerlo in uno stato ottimale, mentre le parti comuni devono essere gestite secondo la legge. Il regolamento, tanto quello condominiale quanto quello urbano, consente inoltre di avere riferimenti chiari sugli orari del silenzio da rispettare.
Orari in cui è vietato tagliare il prato
Tosaerba, falciatrici e altri strumenti per la cura del prato sono inevitabilmente rumorosi. Si tratta di una condizione ineliminabile, ma questo non vuol dire che i vicini di casa siano tenuti a sopportare continuamente il disagio. Come anticipato, è innanzitutto doveroso rispettare gli orari di silenzio previsti dal regolamento comunale e condominiale. Al di là di questo, comunque, è possibile individuare con sufficiente facilità gli orari più delicati. Bisogna evitare la notte, la mattina presto e le ore della pausa pranzo, così da non ledere il riposo e la serenità domestica della maggior parte delle persone.
Un uso ordinario degli apparecchi, limitato per quantità e frequenza, non dovrebbe creare problemi con un po’ di attenzione al momento. In linea generale, sarebbe buona norma evitare i forti rumori dalle 21:00 alle 08:00 e dalle 13:00 alle 16:00, tenendo comunque conto del caso specifico. Domeniche e giorni di festa sono in genere da evitare, a meno di casi particolari. Oltre all’orario per la questione del rumore, bisogna assicurarsi che il taglio del prato non comporti altri disagi - quantomeno non in misura eccessiva - per i vicini di casa. Si rischiano altrimenti multe e richieste di risarcimento.
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