Smart working dipendenti pubblici: le regole fino al 30 aprile 2021

Teresa Maddonni

1 Febbraio 2021 - 17:57

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Le regole per lo smart working dei dipendenti pubblici restano in vigore fino al 30 aprile 2021. Il decreto della ministra Dadone dello scorso 20 gennaio ha prorogato nuovamente quanto disposto da quello del 19 ottobre 2020.

Smart working dipendenti pubblici: le regole fino al 30 aprile 2021

Con decreto del 19 ottobre 2020 le regole per lo smart working dei dipendenti pubblici sono state definite nero su bianco e fissate con validità fino al 31 dicembre 2020.

Una prima proroga ne ha esteso la validità fino al 31 gennaio, ora interviene una seconda proroga valida fino al 30 aprile giorno in cui a oggi dovrebbe terminare lo stato di emergenza.

Un nuovo decreto del 20 gennaio della ministra per la PA Fabiana Dadone subentra a quello del 23 dicembre e proroga quelle stesse disposizioni in termini di lavoro agile nella Pubblica Amministrazione fino al prossimo 30 aprile 2021.

Il decreto del 19 ottobre della ministra Dadone per lo smart working nella PA si è reso necessario con l’aumento dei contagi di Covid registrati in pieno autunno che hanno determinato l’adozione dei vari DPCM e decreti da parte del governo negli ultimi mesi. L’ultimo in tal senso è il DPCM del 16 gennaio 2021.

Per i dipendenti pubblici, come anche nel settore privato quindi, il ricorso al lavoro agile o smart working può avvenire in modalità semplificata e deve essere garantito in una percentuale che sia almeno del 50 per cento.

Smart working per i dipendenti pubblici: proroga al 30 aprile 2021

Per lo smart working dei dipendenti pubblici nella modalità semplificata la proroga è fino al 30 aprile 2021 come stabilito dal decreto ministeriale del 20 gennaio pubblicato in Gazzetta Ufficiale lo scorso 29 gennaio. Si legge nel nuovo decreto della ministra Dadone quanto segue:

“Le disposizioni di cui al decreto del Ministro per la pubblica amministrazione 19 ottobre 2020, di cui in premessa, sono prorogate fino al 30 aprile 2021.”

Il nuovo decreto ministeriale prevede pertanto che lo smart working per i dipendenti pubblici sia garantito fino alla fine del mese di aprile, nella misura almeno del 50 per cento. Nel decreto del 19 ottobre si stabilisce all’articolo 3 lettera a) che ciascun dirigente:

“organizza il proprio ufficio assicurando, su base giornaliera, settimanale o plurisettimanale, lo svolgimento del lavoro agile almeno al cinquanta per cento del personale preposto alle attività che possono essere svolte secondo tale modalità, tenuto conto di quanto previsto al comma 3;”

Quanto stabilito dal comma 3 è previsto anche dall’ultimo DPCM del 16 gennaio e precedenti disposizioni. Si stabilisce al comma suddetto che:

“Le pubbliche amministrazioni, tenuto conto dell’evolversi della situazione epidemiologica, assicurano in ogni caso le percentuali più elevate possibili di lavoro agile, compatibili con le potenzialità organizzative e con la qualità e l’effettività del servizio erogato.”

Smart working dipendenti pubblici: come funziona secondo le nuove regole

Vediamo allora come funziona lo smart working per i dipendenti pubblici secondo le nuove regole introdotte dal decreto del ministero per la PA e prorogate al 30 aprile 2021.

Nel decreto del 19 ottobre prorogato si stabilisce che ciascun dirigente, con immediatezza, organizza il lavoro con almeno il 50 per cento del personale in smart working come abbiamo anticipato e ancora che lo stesso:

  • adotta, nei confronti dei dipendenti e in particolar modo nei confronti dei lavoratori fragili ogni soluzione utile ad assicurare lo svolgimento di attività in modalità agile anche attraverso l’adibizione a diversa mansione ricompresa nella medesima categoria o area di inquadramento come definite dai contratti collettivi vigenti e lo svolgimento di specifiche attività di formazione professionale (decreto Agosto convertito nella legge n.126 del 13 ottobre 2020);
  • adotta, al proprio livello, le soluzioni organizzative necessarie per consentire lo svolgimento delle attività di formazione anche al personale che svolge attività di lavoro in presenza;
  • favorisce la rotazione del personale tesa ad assicurare, nell’arco temporale settimanale o plurisettimanale, un’equilibrata alternanza nello svolgimento dell‘attività in modalità agile e di quella in presenza, tenendo comunque conto delle prescrizioni sanitarie vigenti per il distanziamento interpersonale e adeguando la presenza dei lavoratori negli ambienti di lavoro a quanto stabilito nei protocolli di sicurezza e nei documenti di valutazione dei rischi;
  • tiene conto, nella rotazione delle eventuali disponibilità manifestate dai dipendenti per l’accesso alla modalità di lavoro agile, secondo criteri di priorità che considerino le condizioni di salute del dipendente e dei componenti del nucleo familiare di questi, della presenza nel medesimo nucleo di figli minori di quattordici anni, della distanza tra la zona di residenza o di domicilio e la sede di lavoro, nonché del numero e della tipologia dei mezzi di trasporto utilizzati e dei relativi tempi di percorrenza.

Il decreto stabilisce anche che per lo smart working dei dipendenti pubblici debbano essere messi a disposizione dei lavoratori dispositivi informatici e digitali, come anche viene determinato che le riunioni debbano essere organizzate e svolte a distanza salvo la sussistenza di motivate ragioni.

DM Ministero della Pubblica Amministrazione del 19 ottobre 2020
Clicca qui per scaricare il testo del decreto ministeriale firmato dal Ministro della Funzione Pubblica nella giornata di lunedì 19 ottobre, indicante le norme riguardo allo smart working nel pubblico impiego.

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