Gli eventi di settembre che decideranno il destino dei mercati

A settembre l’agenda economica mondiale conta molti appuntamenti importanti: che peso avranno sui mercati?

Settembre è un mese decisivo per l’economia mondiale, l’agenda globale conta molti appuntamenti importanti: che peso avranno sui mercati?

A settembre sono molti gli eventi cruciali attesi, dal primo dibattito tra i candidati alle presidenziali USA 2016 al G20, un incontro chiave tra le nazioni produttrici di materie prime.

Con un calendario stracolmo nel mese appena iniziato, nessuna tipologia di asset è immune da rischio potenziali derivanti dagli eventi.

Settembre è tipicamente il peggior mese per i mercati: dal 1928 il rendimento medio dell’indice S&P 500 è sempre stato negativo, stando ai dati forniti da Savita Subramanian, alla guida della divisione di ricerca azionaria sul mercato americano a Bank of America Merrill Lynch.

Ora gli analisti di Wall Street avvertono che è finita la calma che ha caratterizzato i mercati nel mese di agosto e consigliano ai clienti di aspettarsi una certa volatilità, citando la prospettiva di un’impennata nelle correlazioni tra le diverse tipologie di asset.

Vediamo ora quali sono gli elementi caratterizzanti e decisivi per i mercati a partire da oggi.

Federal Reserve: attesa per il rialzo dei tassi d’interesse

Un market mover decisivo da tenere d’occhio è quello relativo a il numero di posti di lavoro creati negli Stati Uniti nel settore non agricolo, in pubblicazione sul calendario economico venerdì 2 settembre.

Un buon risultato potrebbe potenzialmente creare le premesse per un rialzo dei tassi d’interesse della Federal Reserve in vista dell’incontro del FOMC del prossimo 21 settembre.

Gli investitori hanno rivisto le probabilità di aumento dei tassi di interesse grazie al discorso di Janet Yellen al Jackson Hole Symposium, dato che le osservazioni del presidente sono state coerenti con la possibilità di due rialzi dei tassi nel 2016 , anche se le probabilità di un aumento nel mese di settembre sono state in calo nelle sessioni recenti.

Riunione BCE: quale destino per la strategia anti-crisi?

Il Consiglio direttivo della Bce si riunisce l’8 settembre e si prepara a tentare il tutto per tutto al fine di salvare la sua strategia anticrisi del Quantitative easing sul fronte dei limiti autoimposti sugli asset ammissibili nel piano di acquisto.

Gli analisti dicono che la Bce potrebbe estendere l’orizzonte del suo QE da marzo fino a settembre 2017.

G20: rilancio delle politiche fiscali e nuovi investimenti?

Altro evento attesissimo è il vertice del G20 che si svolgerà in Cina tra il 4 e il 5 settembre.

Il forum si concentrerà su questioni cruciali come la crescita globale del settore finanziario e il rilancio delle politiche fiscali per una politica di bilancio più flessibile, visto il crescente calo nello stimolo monetario.

Gli sviluppi previsti potrebbero rimodellare gli investimenti commerciali oltre alle attività finanziarie, in particolare obbligazioni high-grade.

OPEC: cosa succederà ai prezzi del petrolio?

Attesissima anche la riunione dell’Organizzazione dei Paesi Esportatori di Petrolio (OPEC) in programma il 26 settembre in Algeria.

Gli analisti temono che la produzione si mantenga ai livelli attuali, e lo scetticismo dilagante ha spinto al ribasso le quotazioni del petrolio.

La possibilità di un’intesa nel corso della riunione informale del cartello pare improbabile, la speranza appare paradossalmente un congelamento della produzione che questa volta potrebbe contribuire a contenere un’ulteriore crescita dell’offerta.

Banca del Giappone e Banca d’Inghilterra: deflazione e obbligazioni al centro degli incontri

Altri due incontri notoriamente fondamentali sono la riunione della Banca d’Inghilterra il 15 settembre e la pubblicazione del bilancio di revisione della Banca del Giappone il 21 settembre.

In Inghilterra gli analisti prevedono solo una probabilità del 6,3% di un taglio dei tassi a quella riunione, e l’attenzione si concentrerà sulle sfide di attuazione del programma di acquisto di obbligazioni.

Allo stesso modo, i timori sono in crescita per la Banca del Giappone che sta esaurendo il suo arsenale tra PIL debole, deflazione e uno stock di titoli di Stato in declino.

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