Bocciatura: cosa cambia per elementari, medie e superiori

Scuola: cambia la normativa sulle bocciature nelle scuole elementari, medie e superiori. Cosa ne pensano gli insegnanti?

Bocciatura a scuola: per gli studenti di elementari, medie e superiori sarà soltanto un lontano ricordo?

In questi giorni il Governo non sta pensando solamente a come modificare l’esame di Terza Media o la Maturità. Infatti, come previsto dalla legge 107 sulla Buona Scuola, con l’inizio del 2017 è in programma l’approvazione di un decreto legislativo per la revisione delle modalità di valutazione e di certificazione delle competenze degli studenti.

Nel nuovo ddl verranno rivisti i criteri per l’ammissione all’anno scolastico successivo sia per le elementari che per le medie. Inoltre, anche per le scuole superiori verranno modificati criteri per la bocciatura. Nel complesso, dopo le modifiche apportate dal Governo che entreranno in vigore per l’anno scolastico 2016/2017, i casi di bocciatura in Italia dovrebbero essere molti di meno.

Questo perché dal MIUR hanno scelto di limitare i casi in cui uno studente non viene ammesso all’anno successivo, indicando la bocciatura come “inutile e dannosa”. La risposta degli insegnanti non si è fatta attendere; la maggior parte di loro si sono lamentati per questa decisione, poiché “promuovere tutti non è la giusta soluzione”.

Prima di vedere la reazione degli insegnanti, analizziamo nel dettaglio quali novità verranno introdotte per la bocciatura nelle scuole elementari, medie e superiori.

Bocciatura: cosa cambia per le scuole elementari?

A partire dall’anno scolastico 2017/2018, gli studenti delle scuole elementari non potranno più essere più bocciati. L’unica eccezione sarà nei casi di mancata frequenza. Qui comunque non c’è molta differenza con quanto accade oggi, poiché è molto difficile che un alunno delle scuole elementari non venga ammesso all’anno successivo.

Bocciatura: cosa cambia per le scuole medie?

Nelle scuole medie, invece, è più facile imbattersi in uno studente ripetente. Tuttavia, anche nelle medie i casi di bocciatura non sono molto frequenti. Nel 2015, ad esempio, solo il 3,7% degli studenti della scuola secondaria è stato bocciato.

L’obiettivo del Miur è ridurre ulteriormente questo dato statistico con l’inizio dell’a.s.2017/2018. Infatti, per le scuole media varrà la stessa regola che oggi vige nelle scuole elementari, quindi gli allievi potranno essere bocciati solo in “casi eccezionali”. Nel dettaglio, la non ammissione all’anno scolastico successivo sarà prevista quando l’allievo avrà delle carenze troppo grandi non colmate nonostante le strategie di recupero messe in atto dalla scuola durante l’anno.

Bocciatura: cosa cambia alle superiori?

Per le scuole superiori, dove la percentuale di bocciati lo scorso anno è stata pari al 10%, l’obiettivo è ridurre al minimo i casi di bocciatura. Ad esempio, per l’ammissione all’esame di Maturità, che ricordiamo verrà riformato, sarà necessaria la media del 6. Oggi, invece, c’è l’obbligo del 6 in tutte le materie.

Insomma, dopo le modifiche del Governo, sembra che gli studenti non debbano più temere per una bocciatura. Cosa ne pensano gli insegnanti?

Il Governo limita i casi di bocciatura: le proteste degli insegnanti

Sui social network è scoppiata una protesta generale in seguito alle indiscrezioni emerse in queste ore riguardo alle novità sulla bocciatura. Secondo molti insegnanti la bocciatura non deve essere vista solamente sotto l’aspetto “punitivo”, come invece indicato da pedagogisti e psicologi. Infatti, un piccolo stop può essere d’aiuto all’alunno per maturare e crescere e per recuperare quelle carenze che alla fine dell’anno scolastico ancora persistono. Per gli insegnanti, “una scuola che non fa selezione non è più uno strumento educativo ma una pura formalità”. Tra i commenti più sarcastici ci sono quelli che suggeriscono al Ministero dell’Istruzione di abolire la bocciatura anche dalle Università.

Insomma, anche questa volta sembra che gli insegnanti non siano d’accordo con le novità apportate dal MIUR. Semplice presa di posizione, oppure è il disegno di legge della Buona Scuola a non funzionare?

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