Salvini “tradisce” Berlusconi: pronto a votare Draghi o Casini al Quirinale?

Alessandro Cipolla

2 Novembre 2021 - 10:08

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Matteo Salvini si è detto pronto a votare Mario Draghi al Colle “anche domattina”, una uscita che non sarà piaciuta a Silvio Berlusconi che spera sempre di diventare lui Presidente della Repubblica.

Salvini “tradisce” Berlusconi: pronto a votare Draghi o Casini al Quirinale?

Draghi lo voterei domattina, ma sul Quirinale gli scenari cambiano ogni momento. È certamente una risorsa per il Paese, ma non so se voglia andarci”. Parole queste di Matteo Salvini che sono contenute nell’ultimo libro di Bruno Vespa presto in uscita.

Un endorsement chiaro quello del leader della Lega che però cozza con la narrazione delle ultime settimane, quando al termine degli incontri a Villa Grande il centrodestra si è impegnato a sostenere la corsa di Silvio Berlusconi per il Colle.

Da quello che filtra l’uscita di Matteo Salvini non sarebbe piaciuta nell’ambiente di Forza Italia: fino a questo momento Silvio Berlusconi si è sempre fidato dell’alleato, ma adesso questa certezza potrebbe iniziare a traballare.

Del resto il leader azzurro di recente è stato avvertito a riguardo anche da Luigi Di Maiooggi vorrei chiamarlo per dirgli stai attento ai tuoi compagni di percorso, a Salvini e Meloni”, ma per sperare di essere eletto Presidente della Repubblica non ci sono altre alternative che auspicare un sostegno compatto da parte di tutto il centrodestra.

Mario Draghi però non sarebbe l’unico “avversario” sulla strada del Quirinale per Silvio Berlusconi. Sotto traccia starebbe tessendo la sua tela anche Pier Ferdinando Casini, un profilo che potrebbe mettere d’accordo centrodestra, renziani e la parte più centrista del PD.

Salvini, Berlusconi e la corsa per il Quirinale

Se queste sono le premesse, a febbraio quando il Parlamento in seduta riunita voterà, con l’aggiunta dei delegati regionali, per eleggere il prossimo Presidente della Repubblica, potrà andare in scena un autentico thriller.

Al momento l’unico candidato ufficiale per il Colle è Silvio Berlusconi che, se sostenuto da tutto il centrodestra, dai renziani e da parte del Gruppo Misto, alla quarta votazione quando servirà la maggioranza assoluta potrebbe avere i numeri per essere eletto.

Negli incontri che si sono susseguiti dopo la scoppola rimediata alle amministrative, i leader del centrodestra hanno sempre rimarcato che marceranno compatti quando si voterà per il Quirinale: ergo l’impegno è quello di sostenere Silvio Berlusconi.

Le parole di Matteo Salvini su Mario Draghi però sembrerebbero far vacillare questa compattezza finora auspicata. Anzi, in qualche modo il leader forzista potrebbe essersi sentito come “tradito” dal suo alleato.

Naturalmente quella di Salvini potrebbe essere stata anche tutta una tattica per non «bruciare» Berlusconi, ma negli ambienti di Forza Italia ci sarebbe del malumore per le parole contenute nel libro di Vespa.

Silvio Berlusconi poi a febbraio potrebbe avere anche un rivale in più in questa corsa per il Quirinale: resta sempre caldo infatti il nome di Pier Ferdinando Casini, che potrebbe essere votato dalla stessa maggioranza che al Senato ha affossato il ddl Zan.

Casini infatti sarebbe il candidato di Renzi per il ruolo di Presidente della Repubblica, con il centrodestra che alla fine potrebbe ripiegare su di lui vista la penuria di profili spendibili alternativi a Berlusconi.

Di certo Matteo Salvini visti i tanti delegati della Lega sarà centrale nell’elezione del prossimo Presidente della Repubblica: in base a quello che succederà a febbraio, potrebbero cambiare le alleanze e le strategie dei partiti in vista delle elezioni politiche che ormai appare chiaro si terranno come da programma a marzo 2023.

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