L’ultimatum di Salvini: “Se non mi fanno tagliare le tasse, saluto e me ne vado”

Intervistato dal Corriere, Matteo Salvini torna a minacciare una caduta del governo nel caso non venga portata avanti la riforma fiscale da lui proposta: ”Con il taglio delle tasse si rianima l’economia”.

L'ultimatum di Salvini: “Se non mi fanno tagliare le tasse, saluto e me ne vado”

Il messaggio era forte e chiaro da giorni ma, repetita iuvant, Matteo Salvini sulle pagine del Corriere ha voluto ribadire il suo concetto di fondo: se nella prossima legge di Bilancio non verrà inserita la riforma fiscale, lui è pronto a salutare il governo.

Quello del taglio delle tasse, non si può parlare di Flat Tax visto che andrebbe a coinvolgere soltanto i redditi sotto i 50.000 euro, è un punto sul quale il leader della Lega non è disposto a trattare, anche se la situazione non è delle più semplici vista la procedura d’infrazione pendente nei confronti dell’Italia.

Salvini però sembrerebbe non voler sentire ragioni, ribadendo come “con il taglio delle tasse si rianima l’economia e i soldi ritornano”, ipotizzando che per questa riforma serviranno almeno 10 miliardi.

L’aut aut di Salvini sulle tasse

Dal viaggio negli Stati Uniti ho portato una convinzione fortissima: all’Italia serve una riforma fiscale coraggiosa. E quindi, il mio dovere è farla. Se non me la dovessero far fare, io saluto e me ne vado”.

Torna a fare la voce grossa Matteo Salvini sulla riforma fiscale, con le sue parole che arrivano proprio mentre il premier Giuseppe Conte è impegnato in Europa a cercare di evitare la procedura di infrazione nei confronti dell’Italia.

Per il 2019, se è vero com’è vero che lo Stato spende di meno ed incassa di più, possiamo utilizzare quella cifra per abbattere il debito, e va bene - ha sottolineato il vicepremier - Basta gabbie sugli anni futuri, basta con lo strozzare la crescita possibile”.

Il problema però è che all’Europa con ogni probabilità non basterà quanto messo insieme dal nostro paese per contenere il deficit, ma vorrà misure strutturali contenute in una manovra correttiva per non andare avanti nella procedura d’infrazione.

Questo però non sembrerebbe minimamente interessare Salvini, che dal suo viaggio negli States è tornato ancora più convinto nel realizzare una riforma fiscale che “per essere seria” dovrà costare almeno 10 miliardi.

Da qui la nuova minaccia di salutare tutti e quindi, di conseguenza, far cadere il governo se non verrà accontentato sulle tasse. Considerando anche le clausole di salvaguardia da sterilizzare, non sarà facile però per i gialloverdi far quadrare i conti.

Sarà quindi questo il casus belli che Matteo Salvini userà per staccare la spina al governo gialloverde? Probabile, anche se il Movimento 5 Stelle farà di tutto per accontentare l’alleato, ma prima si dovranno trovare i soldi necessari per la riforma che non potranno essere presi tutti in prestito per non inasprire ancora di più lo scontro con Bruxelles.

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