Salva-banche, Governo: rimborso del 30% a obbligazionisti o credito d’imposta

Il Governo italiano sta vagliando l’ipotesi di un rimborso del 30% agli obbligazionisti degli istituti interessati dal decreto salva-banche. Padoan: misura umanitaria.

Salva-banche, Governo: rimborso del 30% a obbligazionisti o credito d'imposta

Il Governo italiano sta continuando a cercare una soluzione per gli obbligazionisti subordinati interessati dal decreto salva-banche. Allo studio del Governo ci sarebbero diverse opzioni tra cui l’utilizzo di un fondo per la restituzione di un 30% dei fondi perduti dagli obbligazionisti oppure il conferimento di un credito di imposta pari alla somma perduta da utilizzare nei prossimi anni.

Salva-banche: Governo valuta rimborso del 30% ad obbligazionisti subordinati

Continuano a susseguirsi le indiscrezioni riguardanti le opzioni sul tavolo del Governo per trovare una soluzione per gli obbligazionisti subordinati delle banche interessate dal decreto salva-banche.

Gli obbligazionisti subordinati di Banca Marche, Banca Etruria, Carife e Carichieti, che tramite il decreto del Governo vedrebbero svanire i propri risparmi, potrebbero sperare in un intervento governativo per riavere indietro i propri fondi.

Il Governo infatti starebbe vagliando la possibilità di costituire un fondo a partecipazione bancaria e statale da 100€ milioni per rimborsare gli obbligazionisti subordinati.

Con tale cifra, gli obbligazionisti potrebbero recuperare circa il 30% degli investimenti perduti nei fallimenti degli istituti di credito interessati dal decreto salva-banche.

Un’altra possibilità è quella del conferimento da parte del Governo agli obbligazionisti di un credito di imposta pari alla somma perduta ed utilizzabile nei prossimi anni.

Le misure sono in una fase di studio approfondito per capire se in qualche modo possa sussistere una violazione delle regole europee sugli aiuti di Stato e per non creare un precedente nell’ordinamento italiano.

Padoan: rimborso degli obbligazionisti è misura umanitaria

Il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, ha allontanato le ipotesi di una possibile elusione delle regole europee. Secondo il ministro dell’Economia, le misure al vaglio del Governo sono da intendersi come misure umanitarie che non fanno parte del piano di salvataggio degli istituti di credito.

Padoan ha spiegato che l’aiuto agli obbligazionisti parte dal concetto di riconoscimento, da parte delle autorità statali, di una condizione economica sfavorevole degli obbligazionisti subordinati.

In questo modo, lo Stato aiuterebbe i cittadini in difficoltà economica rendendo l’aiuto statale una misura di sostegno alla povertà e non un meccanismo finanziario di protezione.

Infatti, nell’ipotesi di meccanismo finanziario di protezione, l’Italia rischierebbe di violare le regole sugli aiuti di Stato dell’UE rendendo il decreto salva-banche inutile.

Il ministro dell’economia ha voluto precisare che il possibile aiuto agli obbligazionisti non farà parte del decreto salva-banche ma verrà costituito in una manovra separata dal decreto.

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