RobotFriend: su Eppela la startup che usa i robot per aiutare i bimbi autistici

I bambini con autismo spesso hanno difficoltà a socializzare e apprendere. LORF, con il progetto #RobotFriend, vuole aiutarli attraverso un laboratorio di robotica. Il crowdfunding su Eppela ha già raccolto più di 10mila euro.

RobotFriend: su Eppela la startup che usa i robot per aiutare i bimbi autistici

Realizzare un laboratorio di robotica in cui i bambini normalmente abili e autistici possano incontrarsi intorno a un robot dalle sembianze umane e, attraverso il gioco, divertirsi, socializzare e apprendere.

È questo l’obiettivo di LORF, startup innovativa fondata a Milano da Andrea Buragina, ingegnere prestato alla finanza, che ha lanciato una raccolta crowdfunding su Eppela per chiedere il supporto dal basso.

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La campagna #RobotFriend di LORF ha raggiunto in anticipo l’obiettivo di raccolta 10.000 euro, superando il target iniziale di 5.000 euro anche grazie al supporto della casa farmaceutica MSD Italia. L’obiettivo ideale è 20.000 euro, cifra necessaria all’acquisto del Robot Pepper, il primo e più avanzato robot umanoide, dotato di un sofisticato sistema di AI, in grado di interagire e rispondere alle richieste dell’utente. Il robot consentirebbe di veicolare in maniera ottimale il gioco ColorQuiz sviluppato dalla startup milanese.

Cos’è LORF e cosa fa

Nata nel 2017, LORF è una B Corp (Benefit Corporation), ossia una società che persegue uno scopo di lucro ma che al contempo si impegna ad avere un impatto sociale positivo.

Partita dall’app Love or Friends, che spinge agli incontri e alla socializzazione nel mondo reale, LORF è impegnata a promuovere progetti e iniziative a favore dell’autismo, con un’attenzione particolare al tema del “Dopo di noi” poiché, aspetto di cui si parla poco, l’autismo ha un’incidenza rilevante anche sul piano economico su tutta la comunità.

In Italia 1 bambino su 77 è autistico, e si stima che solo negli Statu Uniti nel 2025 i costi diretti e indiretti per la gestione dell’autismo arriveranno a 1 trilione di dollari, la metà del debito pubblico tedesco.

La startup è stata premiata al B Corp Italian Summit 2018 come Best of Italy - miglior impatto sulla comunità. Su Kickstarter nel 2017 ha supportato la raccolta crowdfunding per realizzare HomeMate, piattaforma che integra sistemi di domotica e sensori per migliorare la qualità della vita dei soggetti autistici incrementandone l’autonomia.

Il robot che aiuta i bambini autistici

L’idea del progetto #RobotFriend è di creare il laboratorio di robotica per far incontrare e far giocare insieme i bambini (“normali” e autistici) intorno al robot.

Una ricerca dell’Università di Yale ha scoperto che i bambini a contatto con un robot autonomo, che cattura subito il loro interesse e crea un canale di comunicazione diretta con loro, migliorano il comportamento sociale verso se stessi e verso gli altri. Per i bambini con sindrome autistica, che spesso hanno difficoltà a concentrarsi e a rispondere alle aperture sociali, un robot come Pepper diventa un prezioso strumento perché non tradisce emozioni e non cambia espressione vocale o facciale. Inoltre grazie alla presenza di un tablet, dà valore aggiunto all’interazione in virtù dei contenuti multimediali che permette di veicolare.

Nel caso specifico del progetto di LORF, “Il robot è percepito come giocattolo e strumento di socializzazione oltre che di apprendimento, e al contempo si favorisce l’educazione alla diversità e l’inclusione”, ci spiega il founder Andrea Buragina, doppiamente coinvolto nel progetto essendo padre di un bambino autistico.

“Questo è un aspetto molto importante perché, continua Andrea, le attività dedicate ai bambini autistici spesso sono dedicate solo a loro, e ciò rischia di creare una sorta di effetto ghetto”.

Tecnologia al servizio della collettività

Oggi non è scontato che la tecnologia, che spesso promuove alienazione, disuguaglianze, disinformazione e modelli diseducativi sia un’“alleata del bene”.

Il rapporto uomo-robot e l’ingresso delle intelligenze artificiali nella nostra vita quotidiana sono sono temi sempre attuali, soprattutto perché legati ai timori per un futuro machine-driven. “La tecnologia dovrebbe avere una finalità”, afferma il fondatore di LORF. “Un robot può fare tante cose, sta all’uomo individuare scopi che abbiano un senso. Nel nostro progetto il robot viene messo al servizio della disabilità e crea lavoro nello sviluppo dei giochi e nelle modalità di fruizione dei giochi. Nel laboratorio il robot non è autonomo, ma uno strumento in mano a persone specializzate: è l’educatore che muove il robot e sa come farlo interagire con il bambino”.

La campagna #RobotFriend di LORF su Eppela termina il 28 dicembre. Per visionare il progetto e partecipare basta andare sul portale di crowdfunding alla sezione Progetti. In cambio del contributo l’utente può richiedere una delle ricompense a disposizione oppure finanziare il progetto senza niente in cambio.

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