Startup, crowdfunding: ecco le regole Consob

Inversione di rotta per il nostro Paese, spesso non al passo con i tempi. Grazie al decreto crescita bis targato Monti e al via libera della Consob al regolamento per il crowdfunding, l’Italia è il primo Paese europeo a dotarsi di una normativa specifica in materia di “raccolta di capitali di rischio da parte delle start-up innovative tramite portali on-line”. Un finanziamento di massa, che la Consob spiega in questi termini:

“Attività che hanno lo scopo di agevolare il finanziamento di progetti da parte di una ‘massa’ di investitori (crowd), attraverso dazioni in denaro (funding) effettuate via internet per il tramite di piattaforme on-line”.

La particolarità evidenziata dall’avvocato Alessandro Maria Lerro è che non ci saranno

“preclusioni circa la nazionalità degli azionisti. Proprio per questa ragione c’è grande attenzione da parte di molti operatori stranieri che guardano all’Italia come possibile mercato dal quale partire per la sollecitazione via web del capitale di rischio”.

Il crowdfunding, per ora limitato alle start-up innovative, è:

  • una forma di investimento/finanziamento;
  • un modo per rilanciare l’impresa e assicurare liquidità;
  • un mezzo per dare la spinta alla creazione di nuove aziende e posti di lavoro.

Insomma potrebbe essere la molla giusta, una soluzione alla crisi, come ha spiegato Lerro:

“Ci sono molti settori industriali (come i beni culturali, l’energia, i servizi municipali) sui quali il crowdfunding può contribuire a risolvere il problema principale di questi tempi, che è la mancanza di liquidità, dando grande soddisfazione agli investitori”.

Le regole di condotta

I gestori dei portali che si occuperanno di reperire capitali dovranno iscriversi ad un albo e soddisfare precisi requisiti:

  • onorabilità, ovvero insussistenza di condanne penali;
  • professionalità ed esperienza.

In particolare il regolamento Consob si riferisce ai nuovi portali non bancari, visto che banche e sim sono già autorizzate a gestire portali per la raccolta di capitali.

I gestori dovranno agire con diligenza, correttezza e trasparenza e dovranno gestire i conflitti di interesse, assicurando una parità di trattamento ai destinatari delle offerte. Dovranno inoltre fornire informazioni corrette, aggiornate, chiare e non fuorvianti agli investitori affinché possano essere consapevoli dell’investimento (e dell’eventuale perdita), nonché della possibilità di esercitare il diritto di recesso entro 7 giorni dall’ordine.
I gestori dovranno altresì verificare che almeno il 5% delle quote di una start up sia sottoscritta da investitori professionali, da fondazioni bancarie o incubatori.

Le cause di cancellazione del gestore dal registro saranno invece le seguenti:

  • richiesta del gestore;
  • perdita dei requisiti prescritti per l’iscrizione;
  • mancato pagamento del contributo di vigilanza alla Consob;
  • adozione del provvedimento di radiazione.

Il funzionamento

Come potranno le start up accedere all’ampio bacino di investitore della Rete? I risparmiatori tramite bonifico bancario potranno investire:

  • fino a 500 euro rispondendo ad un questionario al fine di testare la propria consapevolezza rispetto agli eventuali rischi dell’investimento;
  • oltre i 500 euro attraverso una procedura particolare, ovvero il gestore dovrà valutare se si tratta di un investimento adatto, stilando, grazie ad una banca o ad una sim, un profilo del cliente in base a criteri quali patrimonio e obiettivi di investimento. A questo punto il risparmiatore potrà decidere se proseguire o meno con l’investimento.

In tal senso è evidente che al fine di evitare il conflitto di interessi la Sim o la banca responsabile di fornire il profilo devono essere diverse rispetto a quelle coinvolte nella raccolta dei fondi.

Le soglie rilevanti sono:

  • per le persone fisiche 500 euro per ogni investimento, 1.000 euro annui complessivi;
  • per le persone giuridiche 5.000 euro per ogni investimento, 10.000 euro annui complessivi.

Le garanzie

In caso di gravi violazioni di norme che regolano l’attività, la Consob può decidere in via cautelare la sospensione dell’attività del gestore per un periodo massimo non superiore a 90 giorni.

Una volta verificate le violazioni le sanzioni irrogabili prevedono:

  • un’ulteriore sospensione da uno a quattro mesi;
  • la radiazione dal registro (nei casi previsti);
  • le sanzioni pecuniarie stabilite dalla norma primaria.

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