Risultati sondaggio referendum taglio parlamentari: il Sì è avanti ma di poco

I risultati del sondaggio di Money.it in vista del referendum confermativo sulla riforma del taglio dei parlamentari: il 54% dei rispondenti è per il Sì, con il No non troppo lontano al 45%.

Risultati sondaggio referendum taglio parlamentari: il Sì è avanti ma di poco

Vince il Sì nel sondaggio di Money.it in merito al referendum sul taglio dei parlamentari, ma i No non sarebbero così lontani. I risultati infatti parlano di un 54% dei rispondenti favorevoli alla riforma, a fronte di un 45% di contrari e di un 1% che ha preferito non esprimere alcun parere.

Guardando l’esito del sondaggio, che ricordiamo non ha valore scientifico ma solamente indicativo visto che non è stato realizzato a campione, la partita referendaria potrebbe essere più aperta di quanto si possa immagnare.

Ricordiamo che con l’election day del 20 e 21 settembre, gli italiani saranno chiamati a esprimersi sul confermare o meno questa riforma che prevede il taglio complessivo di 345 parlamentari: la Camera da 630 deputati passerebbe a 400, mentre il Senato da 315 elettivi a 200.

Per i favorevoli al Sì con il taglio si risparmierebbero 100 milioni l’anno, rendendo il Parlamento più efficace senza mettere a rischio la rappresentatività ma andando a diminuire soltanto la frammentazione politica del Parlamento.

Per il fronte del No invece i risparmi sarebbero di gran lunga inferiori, 57 milioni l’anno, con la riforma che andrebbe a ridurre in misura sproporzionata e irragionevole la rappresentanza di interi territori, oltre a complicare i lavori parlamentari.

Referendum taglio dei parlamentari: il sondaggio

Il prossimo 20 e 21 settembre, insieme alle regionali e al primo turno delle amministrative, si terrà il referendum confermativo in merito alla riforma del taglio dei parlamentari, che prevede a partire dalla prossima legislatura una sforbiciata a 230 deputati e 115 senatori.

Una riforma questa fortemente voluta dal Movimento 5 Stelle e che gode del sostegno di Lega e Fratelli d’Italia, mentre il Partito Democratico insieme a Forza Italia e Italia Viva non ha preso una posizione netta a riguardo, con diversi esponenti di questi partiti che si sono schierati su fronti opposti.

Fin da subito invece si è detta contraria +Europa, molti radicali sono presenti nel Comitato per il No, con una posizione simile che è stata assunta anche da Azione, Europa Verde e La Sinistra. Per il No si sono schierati anche diversi giornali come La Repubblica.

Le maggiori critiche riguarderebbero il fatto che la riforma non è sistemica e non porterebbe a significativi risparmi per lo Stato, con l’Italia che già adesso sarebbe uno dei Paesi con il minor rapporto tra popolazione e numero di eletti.

Per il Movimento 5 Stelle invece i risparmi sarebbero di 500 milioni a legislatura, mentre la rappresentatività non sarebbe a rischio in quanto con 400 deputati e 200 senatori, l’Italia avrebbe 1 parlamentare ogni 85.000 elettori, a fronte di una media di 1 ogni 190.000 delle democrazie con più di 30 milioni di abitanti.

Guardando i risultati del sondaggio di Money.it, si andrebbe a confermare il sentore di un Sì avanti rispetto al Nord, ma i due fronti non sarebbero così lontani con l’esito del referendum che di conseguenza non appare essere del tutto scontato.

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