Risparmiare e poi investire: quello che gli italiani devono ancora imparare

31 ottobre 2020 - 08:00 |
31 ottobre 2020 - 09:05 |

In occasione della Giornata Mondiale del Risparmio, Money.it intervista Claudio Bedino, founder di Oval Money, sulle nuove tendenze di risparmio e investimento degli italiani in tempi di Covid-19 (e sull’importanza di una forte educazione finanziaria che ancora manca).

Risparmiare e poi investire: quello che gli italiani devono ancora imparare

Italiani, popolo di santi, poeti, navigatori...e risparmiatori. E già, perché i dati sui cambiamenti delle abitudini di spesa e i comportamenti finanziari durante il Covid ci confermano quello che sapevamo già, ossia che in Italia si è molto più propensi al risparmio, meno all’investimento. I motivi, oltre che fisiologici (calo dei consumi, paura di un futuro incerto...) sono fortemente connessi a una scarsa alfabetizzazione finanziaria, che spinge le persone a tenere fermi miliardi di euro.

Il discorso cambia se guardiamo il panorama digital. I dati di Oval, l’app fintech che permette di pagare, risparmiare e investire, rivelano che il 58% degli utenti ha deciso di spostare, proprio in questi mesi di pandemia, parte dei propri risparmi verso prodotti di investimento. La tendenza tra gli utenti Oval a sviluppare una routine virtuosa di risparmio e investimento è emersa in particolare nella fascia d’età 30-35 anni, che ha riallocato nelle industry che hanno mostrato maggiore resilienza e stabilità sui rendimenti, come digitale e green economy.

In occasione della Giornata Mondiale del Risparmio che cade il 31 ottobre, abbiamo parlato con il co-fondatore di Oval Claudio Bedino di risparmio, che “non può essere solo il cassetto di emergenza da cui attingere per affrontare situazioni di difficoltà”, dell’investimento inteso come “una valorizzazione dei sacrifici fatti con il risparmio” e dell’importanza dell’educazione finanziaria.

Come valorizzare i risparmi

Come faccio a far fruttare i miei risparmi se non conosco il mondo degli investimenti e non so da dove iniziare? Ecco 3 consigli dal founder di Oval.

1. Pensa nel medio-lungo periodo
“Il mercato non si può seguire e non si può mai battere, ma il capitale paziente sul medio-lungo periodo difficilmente sbaglia, tanto più se si è fatta una buona diversificazione del portafoglio”, afferma Bedino. “Non pensiamo di mettere soldi e guadagnare dopo pochi mesi, perché questo è fare trading, guardare i mercati e capire quando entrare e quando uscire. Oval non nasce per questo. Oval offre l’opzione dell’investimento ricorrente settimanale che applica il principio del Dollar-cost averaging. Ciò lima un po’ i guadagni ma permette di tenere a bada eventuali perdite”.

2. Diversifica

“Su Oval proponiamo prodotti con gradi di rischio diversi ma anche tematici. Lo stimolo dato all’utente che vuole investire è investi poco, investi ricorrente e investi in tante cose. Questo vuol dire che hai 3 fattori naturali di mitigazione del rischio. Se aggiungi l’orizzonte temporale nel medio periodo sulla carta hai maggiore possibilità di vedere i risparmi tutelati dall’inflazione”.

3. Non trovare scuse 

“Abbiamo fatto un’indagine per capire perché molte persone non investono, e la risposta più frequente ha a che fare con il pregiudizio che per investire serva un grosso capitale iniziale. Oggi non ci sono più scuse: le fintech hanno abbattuto questo muro esistente fino a qualche anno fa, rendendo gli investimenti accessibili a tutti. Il tema resta culturale, di conoscenza degli strumenti finanziari”.

Le nuove tendenze di investimento

I dati confermano uno shift culturale importante per la Generazione Y, quella dei Millenials. “C’è un driver fortissimo di presa di coscienza sugli investimenti legati all’ecosostenibilità e alle economie che faranno da driver per il futuro. Le nuove generazioni investono in quello in cui credono e in cui vedono un valore per il proprio futuro”, ci spiega il fondatore di Oval. “Allo stesso tempo - continua - è interessante notare che buona parte degli investimenti governativi e fondi pensione è allocata ancora su industry completamente obsolete ed esposte ai rischi dei grandi cambiamenti”.

L’importanza dell’educazione finanziaria

Il risparmio e l’investimento sono buone abitudini che si imparano. L’Italia, secondo un’indagine di S&P e Banca Mondiale, occupa un triste 63° posto nella classifica mondiale per conoscenza dei meccanismi finanziari da parte della popolazione. In Italia solo il 37% degli adulti ha le conoscenze minime di finanza e gestione del risparmio. Peggio della Zambia.

“La mancanza di educazione finanziaria deriva da scuola e famiglia”, sostiene Claudio Bedino. “I genitori non condividono gli aspetti finanziari, di gestione e pianificazione con i figli. In casa non si parla più di soldi, e se lo si fa, si fa in maniera distorta”.

Insomma, le persone fanno pochi investimenti anche perché non li capiscono.

“L’industri rende i meccanismi di investimento volutamente complessi (ora la MIFID 2 ha agevolato un po’ le cose), ma dall’altra anche la mancanza delle basi che dovrebbe dare la scuola”. Conclude Bedino: “Noi fintech facciamo informazione anche sui temi più tecnici attraverso i nostri social e blog, ma non possiamo addossarci l’intero peso dell’educazione finanziaria. Deve essere una direzione indicata dallo Stato. È interesse dello Stato che le persone siano educate sulla salute e sullo stato delle proprie finanze, perché sono due pilastri su cui costruire una nazione consapevole e che abbia un futuro”.

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