Rischio nuove restrizioni in questa regione: l’annuncio del Governatore

Giorgia Bonamoneta

03/11/2021

03/11/2021 - 13:17

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Aumentano i contagi in tutta Italia, ma in alcune Regioni la situazione desta maggiore preoccupazione. Intanto si pensa al modello austriaco, che penalizza i non vaccinati. Ecco cosa sta succedendo.

Rischio nuove restrizioni in questa regione: l'annuncio del Governatore

Aumentano in tutta Italia i dati relativi al Covid-19, ma in particolare alcune Regioni e province autonome stanno cercando di agire in tempo, preferendo la prevenzione alla cura.

Parole simili sono state pronunciate proprio da Arno Kompatscher, presidente della Provincia di Bolzano, che è risultata essere la seconda per valore d’incidenza negli ultimi 7 giorni, dietro solo a Trieste.

Sempre il Presidente di provincia ha voluto sottolineare il collegamento tra la bassa percentuale di vaccinati e l’aumento dei contagi durante la stagione più fredda. La soluzione annunciata, ma non ancora attuata, è la possibilità di nuove restrizioni, sulla scia di altre nazioni che si trovano a combattere un aumento dei contagi.

Nuove restrizioni in Alto Adige: la Provincia di Bolzano tra le peggiori d’Italia

In questa ultima settimana il rapporto sulla situazione Covid-19 ha riscontrato una nuova zona a rischio. Si tratta della Provincia autonoma di Bolzano (Alto Adige). I valori dell’incidenza settimanale mostrano un aumento dei casi, superiore a 50, per 100 mila abitanti.

Per avere un termine di paragone, pochi giorni fa nell’occhio del ciclone era finita Trieste (dopo le manifestazioni anti green pass) con tanto di possibili restrizioni previste dal sindaco. Trieste segna ancora il record negativo della settimana, ma subito sotto si trova proprio la Provincia autonoma di Bolzano.

I dati Covid in Alto Adige sono in peggioramento - ha detto in merito il Presidente della Provincia di Bolzano, Arno Kompatscher - e potremmo presto trovarci nelle condizioni dell’Austria dove si parla di maggiori restrizioni”.

Nuove restrizioni: l’aumento dei casi è collegato ai pochi vaccinati

Kompatscher ha voluto sottolineare come la situazione della Provincia di Bolzano sia collegata al numero delle vaccinazioni. “Abbiamo un tasso di vaccinazione più basso e a questo corrisponde un tasso di diffusione del contagio più alto”, ha detto in conferenza.

I dati della campagna vaccinale, aggiornati all’ultima settimana di somministrazione, mostrano le tre Regioni più virtuose, ma anche quelle con meno vaccinati di tutto il territorio. Le Regioni con meno vaccinati sono:

  • la Calabria con il 74,9% di vaccinati;
  • la Provincia autonoma di Bolzano con il 73,9% di vaccinati;
  • e la Sicilia, con il 73,2% dei vaccinati.

Per invertire la rotta della campagna di vaccinazione il Presidente della Provincia autonoma di Bolzano si è detto pronto a perseguire l’attività informativa, accanto a una maggiore capillarità dei sistemi di vaccinazione. Queste soluzioni, che vogliono dare maggiori responsabilità ai cittadini, sono state accompagnate dallo spettro di nuove restrizioni.

Nuove restrizioni solo per i non vaccinati: il modello austriaco

Se il tentativo di convincere gli incerti, i timorosi e gli scettici non dovesse funzionare, rimane la via del cambio di colorazione. Lo stesso Kompatscher ha avvertito che la situazione è simile a quella austriaca e “in Austria sono state decise nuove misure restrittive”.

In Austria i ricoveri in terapia intensiva si stanno avvicinando alla soglia di 300 oltre la quale è previsto il ritorno di alcune misure restrittive. I pazienti ricoverati sono attualmente 292, ma una volta superati i 300 posti letto occupati cosa succede?

Il modello austriaco descrive varie fasi di restrizioni, così ripartire:

  • oltre i 300 ricoveri in terapia intensiva l’accesso a ristoranti e bar verrà permesso soltanto a persone guarite o vaccinate;
  • a partire da 500 ricoveri la regola varrà per tutti i luoghi dove si mangia e beve;
  • con 600 ricoveri, i non vaccinati saranno sottoposti a lockdown e potranno uscire di casa solo per validi motivi.

Lockdown per i non vaccinati, l’opinione di Pregliasco

Fabrizio Pregliasco, docente della Statale di Milano, ha appena commentato il cosiddetto «modello Austria» a cui guarda Bolzano: «Questa è una soluzione possibile perché il rischio di infezione nei contatti tra non vaccinati o tra vaccinati e non vaccinati è superiore. Ogni contatto interumano è a rischio, ma il contatto con soggetti non vaccinati fa sicuramente salire la probabilità di aumentare la diffusione del contagio».

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