Riforma pensioni: ultime novità

Riforma pensioni, le ultime notizie non destano preoccupazione: come ribadito dai vertici del Governo, Quota 100 sarà approvata entro questa settimana. Novità per Opzione Donna, aperta alle nate nel 1960.

Riforma pensioni: ultime novità

Riforma delle pensioni: quella appena iniziata potrebbe essere una settimana decisiva per l’approvazione del decreto che introduce Quota 100, proroga l’Opzione Donna e blocca i requisiti per la pensione anticipata.

Secondo le ultime notizie sulle pensioni, infatti, dopo il rinvio inaspettato della scorsa settimana, il decreto sarà approvato dal Consiglio dei Ministri entro venerdì 18 gennaio. Il Governo quindi dovrà intraprendere una vera e propria corsa contro il tempo, poiché in caso di un ulteriore rinvio sarà difficile rispettare le scadenze previste dal decreto per l’attuazione di Quota 100 che - ricordiamo - dovrebbe partire da aprile 2019.

La novità di queste ore è che dal Governo ci tengono a far sapere che l’approvazione della riforma delle pensioni non è a rischio: come spiegato dal Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, infatti, il ritardo nell’approvazione del decreto è dovuto al fatto che l’Esecutivo intende “fare le cose per bene” analizzando ogni possibile effetto delle due misure.

Quota 100 approvata questa settimana?

Così come Giuseppe Conte anche Salvini e Di Maio nelle ultime ore hanno ribadito che il rinvio della votazione sul decreto di Quota 100 e reddito di cittadinanza è dovuto esclusivamente da ragioni tecniche.

Trattandosi di due misure particolarmente articolate, nonché dispendiose, infatti, il Governo ha bisogno di più tempo per perfezionare un testo che oltre ad essere complesso tratta anche di due materie diverse tra loro. A tal proposito Salvini ha dichiarato che vista la delicatezza della situazione, con migliaia di lavoratori che saranno interessati dalla riforma delle pensioni, è “fondamentale non commettere errori”.

Il leader del Movimento 5 Stelle, Luigi Di Maio, invece ha spiegato che il ritardo è dovuto ai tempi tecnici della Ragioneria di Stato, la quale deve ancora bollinare il testo del decreto di Quota 100.

Insomma, stando a quanto dichiarato dai principali vertici del Governo non c’è da essere preoccupati: la riforma delle pensioni sarà approvata entro questa settimana, così che potrà partire - insieme al reddito di cittadinanza - dal prossimo aprile.

Il premier Conte ha poi voluto rispondere a tutte le accuse arrivate in questi giorni in merito alle novità della riforma delle pensioni, non ultima quella da parte dell’ex Ministro del Lavoro - Elsa Fornero - secondo la quale “né Salvini e né Di Maio sanno cos’è una pensione”. A tal proposito Conte ha dichiarato che il Governo sa “come cambiare il Paese e aiutare l’Italia”, e per farlo partirà “aiutando l’occupazione stabile e l’uguaglianza”.

Il Premier ha poi voluto precisare che Quota 100 e reddito di cittadinanza non sono, come invece sostengono le forze dell’opposizione, due “concessioni elettorali”, bensì rappresentando un “meccanismo per valorizzare il capitale umano disperso in Italia”.

Riforma delle pensioni: cambia Opzione Donna

Nella prima bozza del decreto pensioni l’accesso a Opzione Donna - la misura che consente alle lavoratrici di andare in pensione all’età di 58 anni (59 per le autonome) e con 35 anni di contributi - era limitato alle nate nel 1959-1958, ossia a coloro che hanno raggiunto il requisito anagrafico suddetto entro il 31 dicembre 2017.

Ad essere escluse, quindi, sarebbero tutte le lavoratrici nate nel 1960, ossia coloro che hanno compiuto il 58° anno di età entro il 31 dicembre scorso. A quanto pare, però, in quello che dovrebbe essere il testo ufficiale del decreto l’Opzione Donna è stata estesa anche nei confronti di coloro che hanno maturato i requisiti previsti nel 2018, ossia le nate nel 1960 (se lavoratrici subordinate) e nel 1959 (se lavoratrici autonome).

Riforma delle pensioni: il nodo scuola

Bisogna poi affrontare il nodo scuola: Quota 100, infatti, dovrà prevedere delle regole differenti per il personale impiegato nel comparto Istruzione, visto che questo ha una sola finestra ogni anno per accedere alla pensione. Quindi per gli insegnanti non vale quanto stabilito per il resto dei dipendenti pubblici i quali - se maturano i requisiti previsti (62 anni di età e 38 anni di contributi) entro marzo 2019 - potranno andare in pensione a luglio 2019.

Il personale della scuola andrà in pensione solamente dal 1° settembre 2019: per quanto riguarda la domanda sembra che il termine per la presentazione sarà fissato al 28 di febbraio, ma per l’ufficialità dovremo attendere almeno fino all’approvazione definitiva del suddetto decreto.

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