Ricongiungimento coppie in Stati diversi: cosa cambia nel nuovo DPCM

Tra le novità del DPCM in vigore dal 7 settembre c’è il ricongiungimento per coppie internazionali, anche non sposate e non conviventi. Ma come si farà a provare la “relazione stabile”?

Ricongiungimento coppie in Stati diversi: cosa cambia nel nuovo DPCM

Finalmente le coppie che non vivono nello stesso Stato potranno ricongiungersi, anche se non sposate e senza contratto di convivenza. Unico requisito richiesto è la “stabile relazione affettiva”.

A prevederlo è l’ultimo DPCM firmato dal Governo che resterà in vigore dal 7 al 30 settembre 2020. Un via libera atteso da mesi che arriva dopo le proteste di migliaia di fidanzati confluite nel movimento #loveisnotturism.

Da oggi è consentito l’ingresso in Italia per raggiungere il domicilio del compagno/a anche a chi proviene da uno Stato extracomunitario e senza dover provare il motivo di lavoro, salute, studio o altre urgenze. Tuttavia restano alcune perplessità, specie riguardo a come provare la relazione stabile e il legame affettivo e alle concreta possibilità di raggiungere la persona amata a causa delle restrizioni delle compagnie aeree.

Ricongiungimento internazionale coppie: cosa prevede

Prima che il nuovo DPCM entrasse in vigore, l’ingresso e il transito sul territorio nazionale alle persone residenti all’estero era consentito solo per:

  • esigenze lavorative;
  • assoluta urgenza;
  • motivi di salute;
  • studio;
  • rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza.

Da oggi invece cambiano le regole e si dà il via libera agli spostamenti verso un domicilio diverso dal proprio per raggiungere la persona con cui si ha un legame di affetto stabile. Ciò vuol dire che potranno ricongiungersi anche le coppie che risiedono in Stati diversi, hanno diverso domicilio e non sono né sposate né conviventi.

Infatti l’ultimo provvedimento approvato dal Governo prevede espressamente che:

“è consentito l’ingresso nel territorio nazionale per raggiungere il domicilio, l’abitazione e la residenza di una persona, anche non convivente, con la quale vi sia una stabile relazione affettiva.”

Così il Consiglio dei Ministri accoglie le richieste del movimento #loveisnottourism, diventato virale sui Social network a partire da luglio, quando centinaia di fidanzati separati da confini geografici per motivi di studio e lavoro si sono mobilitati per chiedere al Governo che fosse consentito l’ingresso in Italia dei partner provenienti da Paesi extracomunitari.

Mancano però indicazioni più dettagliate su come provare che il motivo del viaggio e dell’ingresso nel territorio nazionale sia proprio quello di ricongiungersi al partner, sempre che venga imposto di provare le ragioni dello spostamento. A tal riguardo bisognerà aspettare ulteriori precisazioni da parte delle Istituzioni competenti.

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