Revoca testamento: come si fa?

Revoca testamento: come si fa? Disciplina ed ipotesi di revoca espressa e tacita.

Revoca testamento: come si fa?

Revoca testamento, come fare?

In questo articolo spiegheremo come revocare il testamento e quali sono le procedure da seguire.

Il nostro ordinamento riconosce la libertà testamentaria sulla disposizione del patrimonio personale e, dall’altro lato, prevede la possibilità di revocare il testamento in ogni momento. Tale possibilità è irrevocabile e, quindi, completamente rimessa alla volontà del testatore.

In pratica, il testamento può essere revocato o modificato in maniera espressa o tacita con:

  • una dichiarazione espressa nel nuovo testamento di non volersi avvalere del precedente;
  • disposizioni/comportamenti incompatibili con il precedente testamento.

Andiamo a vedere nel dettaglio quali sono i casi di revoca del testamento e come fare.

Come modificare il testamento

Il testatore può modificare il testamento fino a pochi istanti prima del decesso e questa facoltà è irrinunciabile. Lo stabilisce l’articolo 679 del Codice Civile:

“Non si può in alcun modo rinunziare alla facoltà di revocare o mutare le disposizioni testamentarie: ogni clausola o condizione contraria non ha effetto.”

Infatti, il testatore, anche dopo aver redatto testamento, può cambiare idea e decidere di destinare il suo patrimonio diversamente da quanto deciso in precedenza. Spesso, infatti, accade che il testamento venga redatto in momenti di debolezza o sotto coercizione di altri soggetti e, quindi, non corrisponda alla concreta volontà del testatore.

Dunque il testamento può essere modificato in ogni sua parte e anche revocato integralmente, in maniera tacita (con un testamento di contenuto diverso) o espressa (con una dichiarazione esplicita). Vediamo come.

Revoca testamento: la revoca espressa

Quando il testamento viene revocato o modificato in maniera espressa, vuol dire che il testatore ha disposto una dichiarazione unilaterale e non recettizia dalla quale si evince, senza dubbio, la volontà di cambiare/revocare le disposizioni testamentarie precedentemente dichiarate.

La revoca espressa può essere fatta o con un nuovo testamento oppure con una atto davanti al notaio e due testimoni in cui il testatore dichiara di voler revocare, in tutto o in parte, il testamento precedente.

Il nuovo testamento revoca quello precedente a prescindere dalla forma prescelta: ad esempio un testamento pubblico davanti al notaio può essere validamente revocato/modificato da un successivo testamento olografo.

Revoca testamento: i casi di revoca tacita

Quando si parla di revoca tacita del testamento si fa riferimento a quelle ipotesi in cui manca l’espressa volontà del testatore di revocare o modificare quanto stabilito nel precedente testamento.

Sono esempi di revoca tacita la distruzione o la lacerazione del testamento olografo o redatto dal notaio. Infatti questi comportamenti manifestano inequivocabilmente la volontà di rinunciare a quanto redatto in precedenza (a meno che non si provi che la distruzione o lacerazione non erano intenzionali ma che si è trattato di un incidente o che siano state causate da altre persone).

Un altro comportamento che costituisce revoca tacita è l’alienazione dei beni oggetto del testamento; in questo modo, difatti, il testatore manifesta la volontà di disporre dei propri beni in modo diverso da quanto deciso in precedenza.

La sopravvenienza di figli

Un caso particolare di revoca del testamento è quello della sopravvenienza dei figli (ex articolo 687 del Codice Civile).

Se un soggetto dispone in un secondo momento e, in un secondo momento, viene a conoscenza o ha un figlio, il testamento precedentemente redatto è revocato di diritto.

In pratica questa disposizione serve a tutelare i diritti dei figli sul patrimonio del testatore e si applica anche nel caso di figli adottivi, incestuosi e nati fuori dal matrimonio.

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