Salvini-Open Arms, da Renzi altro messaggio a Conte: senza di lui addio governo

Alessandro Cipolla

26/05/2020

27/01/2021 - 12:19

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I tre membri di Italia Viva non hanno preso parte al voto in giunta per le Immunità al Senato sul caso Salvini-Open Arms: l’ex ministro si sarebbe salvato ugualmente, ma per la seconda volta in pochi giorni Matteo Renzi ha ricordato a Giuseppe Conte come il destino del governo sia nelle sue mani.

Salvini-Open Arms, da Renzi altro messaggio a Conte: senza di lui addio governo

Matteo Renzi continua a tenere sulle spine Giuseppe Conte. Come una sorta di guerra di nervi, Italia Viva ha nuovamente “sfidato” la maggioranza non partecipando al voto in giunta per le Immunità al Senato nei confronti di Matteo Salvini, accusato di sequestro di persona plurimo per la vicenda Open Arms.

Alla fine in giunta su un totale di 23 membri si sono registrati 13 voti contrari, 7 favorevoli e 3 astenuti, ovvero i senatori di Italia Viva. Insieme al centrodestra e alle Autonomie, hanno detto No anche la pentastellata Alessandra Riccardi e l’ex M5S Michele Giarrusso.

A conti fatti la scelta di Italia Viva non è stata dunque decisiva, ma i renziani saranno determinanti tra qualche settimana quando sarà il Senato a doversi esprimere sul destino processuale di Matteo Salvini.

Dopo che la scorsa settimana i suoi senatori hanno salvato il ministro Alfonso Bonafede dalla sfiducia dopo essersi dichiarati a lungo indecisi sul da farsi, adesso Matteo Renzi sembrerebbe essere pronto a replicare la stessa strategia anche sul luogo a procedere nei confronti dell’ex ministro.

Renzi decisivo

Entro il mese giugno toccherà al Senato dare il parere definitivo sulla richiesta di processo nei confronti di Matteo Salvini per la vicenda Open Arms. Se il leghista in giunta si è salvato grazie anche a Michele Giarrusso e Alessandra Riccardi, in Aula tutto dipenderà da Italia Viva.

I 17 senatori renziani così come per la sfiducia a Bonafede saranno infatti decisivi nella conta finale. In giunta, i tre membri di Italia Viva non hanno preso parte al voto in quanto “dal complesso della documentazione prodotta, non sembrerebbe emergere l’esclusiva riferibilità all’ex ministro dell’Interno dei fatti contestati”.

In sostanza IV non ha ancora ben presente se Salvini all’epoca dei fatti ha agito per conto suo oppure in tacito accordo con il resto del governo gialloverde, con le prossime settimane che serviranno dunque a chiarire meglio le idee.

Facile aspettarsi di conseguenza un’altra telenovela su cosa faranno i renziani al Senato, una strategia che però al momento non sembrerebbe pagare in termini di popolarità visto che i sondaggi danno Italia Viva ancora in calo e sotto la soglia di sbarramento.

Se così stessero le cose, a Renzi converrebbe far cadere il governo soltanto nel caso ci fosse una maggioranza alternativa già pronta, con l’unica possibile che sarebbe quella formata da Italia Viva insieme al centrodestra.

Più facile che lo scopo non sia un ribaltone ma l’avere più voce in capitolo nelle scelte del governo, visto che finora la linea dell’esecutivo è stata quella decisa dal tandem PD-Movimento 5 Stelle in accordo ovviamente con il premier Conte.

Difficile però che Matteo Renzi possa accettare di svolgere un ruolo da comprimario in questa maggioranza come un Liberi e Uguali qualsiasi: con o senza un rimpasto, Italia viva vuole che le proprie proposte, vedi piano Shock o revisione della prescrizione, trovino spazio all’interno dell’agenda di governo altrimenti Italia Viva potrebbe essere pronta a tornare ad agitare lo spettro della crisi di governo.

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