Rendimenti Btp ai massimi di oltre 8 mesi, lo spread si allarga. Che succede?

Pierandrea Ferrari

17/05/2021

17/05/2021 - 16:08

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Ancora in rialzo i rendimenti del Btp a dieci anni, oggi a quota 1,122%, di fatto il livello più alto da inizio settembre. Balzo dello spread in area 124 punti base. A mettere pressione sul debito pubblico italiano le prospettive di ripresa nell’Eurozona e gli spettri di un rallentamento del Qe da parte della BCE, mentre sullo sfondo persistono ancora i timori sull’inflazione.

Rendimenti Btp ai massimi di oltre 8 mesi, lo spread si allarga. Che succede?

I rendimenti del Btp a dieci anni si arrampicano fino all’1,122%, livello più alto da inizio settembre, mentre lo spread si allarga e tocca quota 124 punti base. Questa la fotografia del debito pubblico italiano, schiacciato dalle prospettive di ripresa nell’Eurozona e dai conseguenti sospetti sulla tenuta del Qe della BCE, oltre che dai timori persistenti su una prossima fiammata dell’inflazione.

Rendimenti Btp in salita, balzo spread. Che succede?

Ciò che è certo, per ora, è che l’effetto Draghi sui conti pubblici italiani è già svanito: lo scorso febbraio, nei giorni immediatamente antecedenti alla nomina dell’ex numero uno della BCE alla presidenza del Consiglio, i tassi del benchmark scivolavano fino allo 0,45%, mentre il differenziale con il pari durata tedesco testava nuovi minimi a 90 punti base.

I mercati guardano soprattutto a Francoforte, sponda Eurotower, visto che la campagna vaccinale a spron battuto e il conseguente rimbalzo economico atteso potrebbero spingere la BCE a rivedere prima del tempo le tante politiche accomodanti implementate nell’ultimo anno, nonostante i rumors siano stati già bollati come “pura speculazione” da Francois Villeroy de Galhau, governatore della Banca di Francia e membro del board europeo.

A soffrire, del resto, non è solo il bond italiano. Il bund tedesco a dieci anni, riferimento dell’Area Euro, vede i suoi rendimenti in salita a -0,106%, e torna sui livelli più alti da aprile 2019. In Germania sono soprattutto i timori su una crescita dell’inflazione nazionale a farla da padrone, con Isabel Schnabel - esponente del Consiglio direttivo della BCE - che ha parlato di un possibile balzo del 3% entro la fine dell’anno.

Attesa per il meeting di giugno della BCE

L’attesa, ora, è per il meeting della BCE che si terrà il prossimo mese, occasione nella quale verranno discusse le prossime mosse di Francoforte. Fino a quel momento, secondo gli analisti, è possibile che i mercati continuino a dare segnali di nervosismo, con le casse pubbliche italiane tra le più esposte agli scossoni.

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