Referendum, chi è per il No? Dalle sardine ai partiti, chi si oppone al taglio dei parlamentari

Cresce il fronte di chi si è apertamente schierato per il No al referendum per il taglio dei parlamentari: dalle sardine ai partiti fino ai giornali, ecco chi si è detto contrario alla riforma fortemente voluta dal Movimento 5 Stelle.

Referendum, chi è per il No? Dalle sardine ai partiti, chi si oppone al taglio dei parlamentari

Entra nel vivo la campagna elettorale per il referendum confermativo sulla riforma del taglio dei parlamentari, con i due schieramenti del Sì e del No che ormai si sono delineati visti gli endorsement degli ultimi giorni.

Il prossimo 20 e 21 settembre gli italiani saranno chiamati a esprimersi sul confermare o meno il taglio di 345 parlamentari, a partire dalla prossima legislatura, così distribuito: 115 senatori e 230 deputati in meno, con il Senato che così passerebbe a 200 seggi elettivi e la Camera a 400.

Una riforma questa fortemente voluta dal Movimento 5 Stelle e votata a larga maggioranza da parte del Parlamento, ma alla fine il referendum è stato necessario in virtù delle 71 firme presentate da altrettanti senatori.

Non mancano però i partiti che si sono apertamente schierati per il No, +Europa in testa, così come grandi giornali e personaggi pubblici, per ultimo Mattia Santori leader delle sardine che ha parlato di una riforma “demagogica e dannosa”.

Referendum taglio dei parlamentari: chi è per il No

Con i sondaggi che indicano il Sì al momento nettamente in testa, si stanno moltiplicando negli ultimi giorni le prese di posizione in favore del No al taglio dei parlamentari, con quello di Santori e delle sardine ultimo in ordine di tempo.

Ha preso una aperta posizione anche Repubblica , con il direttore Maurizio Molinari che con un editoriale ha sottolineato come la contrarietà alla riforma sia dettata dal fatto che si tratterebbe di un “referendum privo di una cornice di riforma”.

Da tempo si è formato anche un comitato per il No al referendum, che tra i promotori vede la presenza del deputato Simone Baldelli di Forza Italia, della Fondazione Giulio Einaudi e di diversi esponenti radicali.

Del resto +Europa è stato il primo partito a schierarsi apertamente per il No, seguito poi da Sinistra Italiana, Europa verde, Azione, Volt Europa, MAIE, Unione di Centro, Partito Socialista Italiano, Vox Italia e Centro Democratico.

Favorevoli invece tutti gli altri principali partiti, anche se non mancano singole prese di posizione contro la riforma anche all’interno del Movimento 5 Stelle, la forza politica che da sempre porta avanti la battaglia del taglio dei parlamentari.

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