Taglio parlamentari: c’è chi dice no nel M5S

Il taglio dei parlamentari è un cavallo di battaglia del Movimento 5 Stelle, che attende con un certo entusiasmo il referendum del 20 e 21 settembre. Eppure, tra i pentastellati, c’è chi dice no alla riforma, perché sbagliata.

Taglio parlamentari: c'è chi dice no nel M5S

Si avvicina l’appuntamento del referendum per il taglio dei parlamentari, la riforma “bandiera” del Movimento 5 Stelle.

Mentre avanzano i malumori del Partito Democratico, che preme per iniziare l’iter del cambio della legge elettorale prima di andare alle urne, i pentastellati attendono con ansia di raggiungere il traguardo del sì al referendum.

C’è davvero unanimità nel Movimento sulla questione? In questi infuocati giorni di agosto si è levata una voce di dissenso tra i grillini, che sta mettendo in chiaro perché la diminuzione dei deputati e dei senatori è tutta una “farsa”.

Il pericolo, per i pentastellati, è che nell’arco di un mese possano uscire allo scoperto altri scettici sul referendum per il taglio dei parlamentari.

Referendum taglio parlamentari: ecco il grillino che dice no

Andrea Colletti è un deputato del Movimento 5 Stelle che ha voluto dire la sua opinione sulla riforma della composizione del Parlamento.

La tanto osannata diminuzione dei componenti di Camera e Senato proprio non piace la giovane grillino, che non ha risparmiato critiche al suo movimento.

Nello specifico, Colletti, in un’intervista a Il Corriere della Sera ha affermato che:

“È stata sbagliata fin dall’inizio, perché non si è riflettuto su molti vulnus, prima di tutto quello sulla rappresentanza dei territori in Parlamento. Abbiamo sì dei forti problemi di efficienza legislativa, ma non si risolvono certo tagliando il numero degli eletti e lasciando il bicameralismo come oggi. Io sono un monocameralista convinto: era questa la direzione giusta”

Ha le idee chiare Colletti, che insiste piuttosto sulla possibilità di avere un solo ramo parlamentare, ma non meno membri eletti.

La sua teoria l’ha ben spiegata in un ulteriore intervento su Linnkiesta e contiene proprio un ragionamento matematico e di rappresentanza:

“Io sono abruzzese, noi siamo un milione e 300mila abitanti e nel futuro Senato dovremmo avere solo 4 senatori. Poi ad esempio il Trentino, che sono due province autonome, avrebbe un milione di abitanti e 6 senatori. C’è una sproporzione netta, senza contare che si tratta di province a statuto speciale che hanno altre garanzie, quindi con ancor più benefici”

Il risparmio di denaro che tanto enfatizzano proprio i grillini, quindi, non ha alcun valore per il deputato. Il quale, piuttosto, insiste sull’efficienza del Parlamento - messa a rischio - e sulla scarsa e non equa rappresentatività dei territori.

Il Movimento 5 Stelle è a rischio sul referendum?

A livello politico e di manovre partitiche questa visione di Colletti evidenzia interessanti quesiti: la voce del deputato è davvero isolata? O, piuttosto, nasconde uno scetticismo più diffuso tra i pentastellati?

Lo stesso deputato ha affermato che “molti con cui ho parlato ritengono errata questa svolta, ma non si espongono. Sono l’unico che è venuto allo scoperto”

Con il PD che pressa affinché si faccia una legge elettorale prima del referendum sul taglio dei parlamentari, con tutte le difficoltà di arrivare a un accordo, per il Movimento 5 Stelle sarebbe un problema dover placare voci contrarie alla riforma.

Che, non appena votata, secondo Colletti ha dato via libera a una scena poco edificante, quella della sforbiciata di Di Maio: “una cosa da circo. E che quelli che hanno fatto questa festa potrebbero essere i primi a essere tagliati”

La strada verso il taglio dei parlamentari potrebbe ancora avere insidie. Soprattutto per il Movimento 5 Stelle.

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