Reddito di cittadinanza non pagato a febbraio 2022: perché e come risolvere

Simone Micocci

28 Febbraio 2022 - 11:19

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Il Reddito di cittadinanza di febbraio non è stato ancora pagato? Ecco cosa potrebbe essere successo e cosa fare per risolvere.

Reddito di cittadinanza non pagato a febbraio 2022: perché e come risolvere

Il Reddito di cittadinanza di febbraio è arrivato per tutti, o quasi, i beneficiari. Ci sono famiglie, tuttavia, che lamentano il mancato pagamento del Reddito di cittadinanza di febbraio e adesso si chiedono cosa fare per tornare a percepire il sostegno al reddito.

Va detto che - come spiegato dall’Inps - febbraio è stato un mese alquanto complicato per l’Istituto. A causa di problemi tecnici, infatti, non è stato possibile effettuare per tutte le famiglie il ricalcolo del Reddito di cittadinanza come vuole normativa, tenendo dunque conto dei dati reddituali riferiti al 2020 anziché al 2019. Problemi che potrebbero anche aver ritardato il pagamento per alcune famiglie, per le quali dunque la ricarica potrebbe essere in arrivo nelle prossime ore.

Diversamente, è bene capire il motivo per cui il Reddito di cittadinanza non è stato pagato. Le possibilità sono due: la prestazione è stata sospesa per mancato rinnovo dell’Isee, o per Isee rinnovato in ritardo, oppure questa è stata posta in decadenza causa perdita dei requisiti.

Reddito di cittadinanza: come capire perché non è stato pagato a febbraio

Prima di agire è importante capire il motivo che ha impedito a Poste italiane di procedere con la ricarica di febbraio. Per farlo ci sono diverse soluzioni, la più veloce è sicuramente quella di accedere alla propria area personale su MyInps - inserendo le credenziali Spid, Cie o Cns - e consultare lo stato dei pagamenti.

Qui trovate tutte le informazioni sul Reddito di cittadinanza da voi percepito, con tanto di motivazione sul perché non sono arrivati i soldi a febbraio.

In alternativa, è possibile rivolgersi al patronato dove è stata presentata domanda per il Reddito di cittadinanza. O ancora chiamare il contact center al numero verde Inps dedicato.

Reddito di cittadinanza sospeso a febbraio 2022: perché e cosa fare

Qualora dal controllo dovesse risultare che il Reddito di cittadinanza è solamente sospeso potete tirare un sospiro di sollievo. Ciò, infatti, dipende dal fatto che non è stato rinnovato l’Isee entro le tempistiche dettate dall’Inps.

Nel dettaglio, l’Inps ha spiegato che affinché il Reddito di cittadinanza di febbraio potesse essere pagato nel rispetto delle solite tempistiche era necessario richiedere l’Isee 2022 entro la scadenza del 31 gennaio 2022. Diversamente il pagamento viene sospeso fino a quando l’Inps non riceverà l’attestazione aggiornata.

E così è stato, sia per chi ancora non ha rinnovato l’Isee che per chi lo ha fatto con qualche giorno di ritardo rispetto alla scadenza sopra indicata. Ricordiamo, infatti, che per poter procedere con i pagamenti del RdC - fino a scadenza della prestazione - l’Inps ha necessità di avere un Isee in corso di validità, ossia aggiornato successivamente al 1° gennaio 2022.

Cosa succede adesso? Tutto dipende da quando viene rinnovato l’Isee, in quanto:

  • Isee rinnovato tra il 1° e il 28 febbraio: la ricarica è in programma a marzo, nella seconda metà del mese;
  • Isee rinnovato a marzo: la ricarica è in programma ad aprile, nella seconda metà del mese.

E così via. È importante ricordare che una volta rinnovato l’Isee il Reddito di cittadinanza verrà nuovamente erogato solamente nel caso in cui dalla nuova attestazione dovesse risultare il mantenimento dei requisiti necessari ai fini della percezione della misura. In tal caso, la ricarica partirà dal mese successivo a quello in cui è stato rinnovato l’Isee e nel contempo verranno riconosciuti anche gli arretrati riferiti alle mensilità in cui il pagamento è stato sospeso.

Reddito di cittadinanza decaduto a febbraio: cosa fare

Chi invece ha rinnovato regolarmente l’Isee potrebbe ritrovarsi nella condizione per cui il Reddito di cittadinanza è decaduto per perdita dei requisiti. La nuova attestazione - che ricordiamo prende come riferimento i redditi riferiti al 2020 - potrebbe infatti aver certificato un netto miglioramento della condizione economica familiare e un conseguente superamento delle soglie patrimoniali o reddituali (qui tutte le informazioni).

Una situazione comune a coloro che tra il 2019 e il 2020 hanno beneficiato di un netto miglioramento della condizione economica.

Cosa fare in questo caso? Per tornare a beneficiare del Reddito di cittadinanza è necessario rientrare entro le soglie dettate dalla normativa. Questo significa che o bisogna attendere il prossimo anno, quindi una volta richiesto l’Isee 2023, oppure si potrebbe tentare con l’Isee corrente, strumento che a differenza dell’Isee ordinario guarda alla situazione reddituale e patrimoniale aggiornata all’anno precedente a quello in cui si invia DSU.

Con l’Isee corrente, dunque, si guarda a redditi e patrimoni del 2021.

Questo significa che in caso di nuovo peggioramento della condizione economica tra il 2020 e il 2021 la famiglia potrebbe nuovamente soddisfare requisiti economici e patrimoniali. Ricordate però che non basta l’Isee corrente affinché possano riprendere i pagamenti del RdC: è anche necessario, infatti, presentare nuovamente domanda per il beneficio in oggetto.

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