Reddito di cittadinanza: per chi sarà più basso il prossimo anno

Simone Micocci

21 Dicembre 2021 - 11:51

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Il reddito di cittadinanza rischia di essere più basso nel 2022: ecco quali sono i nuclei familiari che rischiano un taglio dell’importo.

Reddito di cittadinanza: per chi sarà più basso il prossimo anno

Sono due le categorie che rischiano un taglio del reddito di cittadinanza nel 2022: da una parte i nuclei familiari che tra il 2019 e il 2020 hanno goduto di un miglioramento della condizione economica, mentre dall’altra i nuclei familiari con figli. Tuttavia, per quest’ultimi il taglio del reddito di cittadinanza non per forza rappresenta una cattiva notizia: la riduzione, infatti, si deve all’introduzione dell’assegno unico universale e nel complesso si avrà a disposizione una maggiore liquidità.

Alla luce di quello che potrebbe succedere vediamo quali sono le condizioni che portano alla riduzione del reddito di cittadinanza nel 2022, partendo da coloro che subiscono il taglio a causa di un miglioramento della condizione economica.

Reddito di cittadinanza più basso per miglioramento della condizione economica

Per continuare a fruire del reddito di cittadinanza anche nel 2022 bisognerà rinnovare l’ISEE entro il termine del 31 gennaio. Al rinnovo dell’ISEE segue però un ricalcolo dell’importo, con i primi effetti sulla mensilità pagata a febbraio 2022.

Allorché il reddito di cittadinanza potrebbe essere più alto o più basso, o persino decadere. Tutto dipenderà dal nuovo ISEE nel quale, ricordiamo, si guarderà alla situazione reddituale e patrimoniale riferita a due anni prima.

Come anticipato, dunque, subiscono il taglio del reddito di cittadinanza coloro che tra il 2019 e il 2020 hanno beneficiato di un miglioramento della situazione reddituale (quella patrimoniale incide solamente ai fini del diritto alla prestazione).

Pensiamo, ad esempio, a una persona sola con reddito zero nel 2019 e un reddito di 4.000,00€ nel 2020. Questo - sempre se l’ISEE 2022 resterà inferiore alla soglia dei 9.360,00€ - avrà comunque diritto al reddito di cittadinanza, ma da febbraio si passerà da un importo di 500,00€ mensili a uno più basso di circa 166,00€ al mese.

L’unica possibilità per aumentare di nuovo il reddito di cittadinanza sarebbe quella di richiedere un ISEE corrente nel caso in cui tra il 2020 e il 2021 dovesse esserci stato un ulteriore peggioramento della situazione economica. Con l’ISEE corrente, infatti, si guarda alla situazione dell’ultimo anno e non di due anni prima, ragion per cui un peggioramento nel 2021 potrebbe portare a un nuovo aumento dell’importo del reddito di cittadinanza.

Reddito di cittadinanza più basso a causa dell’assegno unico universale

Mentre il ricalcolo del reddito di cittadinanza produrrà i suoi effetti con la ricarica di febbraio, per il ricalcolo dovuto all’introduzione del nuovo assegno unico universale bisognerà aspettare fino a marzo 2022.

Come noto ai più, a partire da questa data entrerà a regime la riforma dei bonus famiglia che incorpora tutte le prestazioni oggi riconosciute in un unico strumento, quale appunto l’assegno unico.

Questo spetterà a tutti i nuclei familiari con figli minori e maggiorenni (fino ai 21 anni): bisognerà farne domanda, con l’eccezione di coloro che percepiscono il reddito di cittadinanza per i quali l’assegno unico (come già stato per la misura ponte pagata da luglio 2021) verrà accreditato in automatico e sempre sulla carta di Poste Italiane.

Le due misure, però, sono compatibili ma non cumulabili: prima di procedere con il pagamento dell’assegno, infatti, l’INPS provvederà a togliere dall’importo del reddito di cittadinanza la quota riconosciuta per i figli che generalmente è pari a 100,00€.

Nel complesso, comunque, i nuclei familiari con figli andranno a guadagnare da questa operazione visto che l’aggiunta dell’assegno unico al reddito di cittadinanza tagliato comporta comunque un incremento dell’importo rispetto a quanto spettante con il solo RdC.

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