Recupero bonus 80 euro per i datori di lavoro, dalle Entrate istruzioni e codici tributo per compensazione e modello F24

Recupero bonus 80 euro per i datori di lavoro, le indicazioni da parte dell’Agenzia delle Entrate si fanno ancora più specifiche dopo la circolare emessa ieri, la 22/E. Come compilare il modello F24 dopo le modifiche della conversione del dl Irpef? Ecco regole e limiti.

Recupero bonus 80 euro per i datori di lavoro, che si sarebbero dovuti avvalere del classico modello F24 lo abbiamo già raccontato un paio di volte in precedenza, grazie anche alle puntuali indicazioni giunte di volta in volta da parte dell’Agenzia delle Entrate. Con l’ultima circolare pubblicata ieri, però, (la 22/E) si chiariscono ulteriormente alcuni punti venuti a galla dopo le modifiche introdotte in sede della conversione in legge del decreto Irpef (il 66/2014).

Le modifiche rispetto al testo originale

La versione originale del dl, infatti, prevedeva che il recupero del credito avvenisse tramite la riduzione delle ritenute e dei contributi in busta paga, giungendo solo successivamente alla decisione di ricorrere all’utilizzo dello strumento della compensazione.

La compensazione a tutto campo

I datori di lavoro, per poter recuperare il credito che hanno erogato, dovranno ricorrere al modello F24 e potranno utilizzare l’importo corrispondente al credito in compensazione di qualsiasi importo a debito. L’eventuale credito non usato in compensazione potrà essere utilizzato nei successivi versamenti effettuati tramite F24.

Niente limiti ordinari

Tra le precisazioni più importanti giunte da parte delle Entrate, spicca sicuramente quella sul venir meno dei limiti ordinari. Al recupero del bonus mediante compensazione in F24, infatti, non si applica né il tetto annuale di 700 mila euro, né il divieto previsto per i debiti iscritti a ruolo (per imposte erariale e relativi oneri accessori) di ammontare superiore a 1500 euro.

Casi particolari: il recupero di bonus indebitamente versati

La circolare affronta anche tutta una serie di casi pratici, alcuni dei quali piuttosto particolari. Ad esempio: come deve comportarsi il datore di lavoro che, al momento di saldare le retribuzioni, eroga il bonus ad alcuni lavoratori (maturando un credito verso l’erario) e al tempo stesso recupera quello indebitamente versato ad altri (generando un debito)? Semplice, dovrà sommare le due voci: se l’importo del credito erogato è superiore a quello recuperato, il sostituto d’imposta potrà usare in compensazione solo l’importo netto risultante dalla differenza. Se, al contrario, dal confronto risulterà che le somme trattenute ai lavoratori sono superiori a quelle erogate, il sostituto dovrà versare la differenza a debito entro il giorno 16 del mese successivo.

Le novità per la pubblica amministrazione

La Pubblica Amministrazione, invece, potrà recuperare il credito di imposta erogato ai lavoratori sia mediante la compensazione con i modelli F24 e F24 Ep, sia attraverso la riduzione dei versamenti delle ritenute e, per la parte mancante, dei contributi previdenziali.

Infine, si ricorda che con la risoluzione 48/E del 2014 l’Agenzia delle Entrate ha istituito il codice tributo 1655, che i datori di lavoro devono utilizzare per il recupero del bonus di 80 euro.

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