Recovery Plan, bozza italiana inviata a Bruxelles: cosa ne pensa Gentiloni

Mario D’Angelo

21/01/2021

21/01/2021 - 23:22

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Il governo italiano ha inviato in modo informale la bozza del Recovery Plan. Ma, dice il Commissario Gentiloni, ha ancora bisogno di essere rafforzata. Ecco come.

Recovery Plan, bozza italiana inviata a Bruxelles: cosa ne pensa Gentiloni

La bozza del Recovery Plan italiano è arrivata a Bruxelles in modo informale questa settimana, durante i giorni della crisi di Governo. Lo fanno sapere fonti della Commissione europea. Il Commissario all’Economia Paolo Gentiloni ha fatto sapere che il piano dell’Italia ha ancora bisogno di qualche rafforzamento.

Governo invia bozza Recovery a Bruxelles

L’Italia era rimasta fra gli ultimi Stati membri a non avere ancora inviato la propria proposta sul piano di ripresa e resilienza, al centro del programma Next Generation Eu. Fonti di Bruxelles hanno fatto sapere all’agenzia di stampa Nova che il piano è arrivato questa settimana, ma soltanto in maniera informale.

La presentazione dei piani di tutti i Paesi europei avverrà in modo ufficiale a partire dalla metà di febbraio, quando entrerà in vigore la Recovery and Resilience Facility su cui ruota il NGEu.

Fino ad ora, sono 17 i Paesi europei che hanno presentato le bozze dei propri piani. “Abbiamo ancora molto lavoro davanti a noi per tradurli in obiettivi, target, milestone e impegni”, ha detto Gentiloni.

Cosa non va bene della bozza del Recovery plan italiano secondo Gentiloni

L’Italia è il beneficiario maggiore del Recovery Fund con la sua fetta da 209 miliardi di euro, ma la crisi politica ha sollevato dubbi su come il nostro Paese possa preparare un programma in grado di ottenere l’approvazione dell’Unione.

Le autorità italiane sono coscienti della necessità di rafforzare la proposta che era stata presentata”, ha risposto Gentiloni quando gli è stato chiesto se lo schema italiano incontrasse le richieste della Commissione.

Abbiamo bisogno specialmente di due cose: la prima è avere messaggi chiari sulle riforme relative alle raccomandazioni specifiche per Paese comunicate dalla Commissione nel 2019, la seconda sono dettagli sul tempismo dei progetti”, ha spiegato Gentiloni.

Il Commissario europeo all’Economia ha detto che febbraio e marzo saranno mesi chiave per la consolidazione del piano. È allora che sarà ufficializzato, infatti, come esattamente ogni Paese intende spendere la propria quota dei 750 miliardi del Recovery Fund, che sarà validato dai ministri delle Finanze Ue.

Alla fine di questo processo, il Paese riceve il 13% del piano che ha presentato”, ha spiegato Gentiloni a Reuters. “Questo significa che in tarda primavera, la Commissione andrà dai mercati finanziari per raccogliere questi soldi… con l’obiettivo di erogare il pre-finanziamento di questo 13% a ogni Paese con un piano approvato”, ha aggiunto.

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