Quanto vale il business dei vaccini anti-Covid per le Big Pharma?

Pierandrea Ferrari

15 Marzo 2021 - 16:11

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La produzione dei vaccini anti Covid è finita nelle mani dei privati, con Pfizer, AstraZeneca, Moderna e Johnson&Johnson in prima linea ad incassare i profitti (miliardari). E i titoli volano in Borsa.

Quanto vale il business dei vaccini anti-Covid per le Big Pharma?

Un business miliardario, quello dei vaccini anti Covid. E non poteva essere altrimenti, visto che le immunizzazioni su larga scala sono di fatto l’unica strada da battere per riaccendere il motore ingolfato dell’economia mondiale, ora alle prese con la terza ondata pandemica.

Corrono Regno Unito e Stati Uniti, dove sono state somministrate – rispettivamente – 25 e 107 milioni di dosi, mentre si attende ancora il cambio di passo dell’Unione europea, ferma a quota 49,4 milioni, dove a pesare è la variabile AstraZeneca, tra ritardi nelle forniture e lotti sequestrati. Ma la strada è tracciata, al punto che l’OCSE si è già sbilanciata sulla possibilità di un rimbalzo del Pil mondiale del 5,6% nel 2021 e del 4,2% l’anno seguente, stime viste al rialzo rispetto a quelle dello scorso dicembre.

Prospettive incoraggianti garantite dagli sforzi produttivi di quelle Big Pharma che hanno saputo vincere la corsa al vaccino nel 2020, e che ora passano alla cassa: dalle immunizzazioni d’emergenza di oggi a quelle di routine del futuro, un flusso miliardario finirà per riversarsi nei conti delle case farmaceutiche. E i titoli già volano in Borsa.

Vaccini anti-Covid, un business miliardario

Lassù in alto il tandem Pfizer-BioNTech, che offre al mercato il siero più efficiente: nonostante un prezzo inferiore ai 20 dollari per singola dose, il vaccino potrebbe portare le vendite della casa farmaceutica statunitense a quota 15 miliardi di dollari entro la fine del 2021, con margini di profitto al 30% ed entrate tra i 44 e i 46 miliardi. Una risultante, questa, dell’enorme successo che l’immunizzante sta riscuotendo sul mercato, come testimoniato dai dati sulle somministrazioni in Italia – 5,2 milioni di dosi targate Pfizer su 7,8 già piazzate – e all’estero, in particolar modo negli Stati Uniti.

Miliardario anche l’incasso atteso di AstraZeneca, in prima linea nel Regno Unito e produttrice del secondo vaccino più impiegato in Italia, nonostante l’alta tensione che continua a correre tra Bruxelles e la casa farmaceutica britannica, e di Johnson&Johnson, che pur ribadendo l’intenzione di non incamerare profitti in piena emergenza con il suo vaccino monodose, finirà per spostarsi sul fronte profit con la ciclicità delle immunizzazioni.

L’impegno nel contrasto alla pandemia ribalterà anche i numeri di Moderna, che ha chiuso il 2020 con 60 milioni di dollari di entrate. Il vaccino, ultimo dei tre attualmente utilizzati in Italia, porterà il fatturato della casa farmaceutica britannica a quota 16 miliardi di dollari nel 2021, secondo le ultime stime degli analisti.

I titoli delle Big Pharma volano in Borsa

E i dati sulle vendite attese rinforzano le Big Pharma anche sui mercati. Il titolo Pfizer, quotato sul NYSE, scambia a 35,19 dollari dopo un rialzo anno su anno del 23%, mentre Moderna sul Nasdaq vola oltre la soglia dei 140 dollari dopo un balzo del 442% negli ultimi dodici mesi.

Bene, sulla Borsa newyorchese, anche Johnson&Johnson, a quota 159 dollari e in rialzo del 25,2% dallo scorso marzo, e AstraZeneca, su del 12,5% in un anno sul mercato londinese.

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