Covid, quando è più probabile il contagio: le 4 situazioni di rischio secondo Galli

Giorgia Bonamoneta

7 Maggio 2021 - 20:35

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Il coprifuoco ha le ore contate? Si pensa alla stagione estiva, alle categorie di lavoratori che maggiormente stanno soffrendo la chiusura serale, ma anche alla sicurezza. Massimo Galli spiega perché eliminare il coprifuoco è un rischio che non possiamo correre.

Covid, quando è più probabile il contagio: le 4 situazioni di rischio secondo Galli

Il coprifuoco rimane e ancora si discute su un’ora o due di libertà in più.
Ho la nausea dei discorsi sul coprifuoco”, commenta Massimo Galli, infettivologo direttore del reparto Malattia infettive dell’Ospedale Sacco di Milano, al programma Agorà su Rai 3.

Gli italiani però sono stufi del coprifuoco: non solo chi ha un’attività serale fortemente limitata dall’orario (ristoranti, pizzerie, pub, bar etc.) ma è stanco anche chi, dopo più di un anno di pandemia, ha voglia di tornare alla normalità.

Lo abbiamo già visto accadere lo scorso anno: la riapertura è stata accompagnata da limitazioni della circolazione in determinata fasce di orario. Nel 2020 si sono avvicendate ordinanze nazionali, regionali e locali su aperture e orari, mentre l’estate 2021 sembra essere destinata a un maggior controllo centralizzato.

4 scenari di rischio, ecco perché il coprifuoco deve rimanere

Secondo Massimo Galli le polemiche sul coprifuoco sono tutte di stampo politico. A parlare è un infettivologo, non un economista o un politico; le sue parole non devono piacere, sono quelle di un esperto che parla dalla sua esperienza nel campo dei virus.

Con questa premessa Galli espone i suoi dubbi sull’eliminazione del coprifuoco, ammettendo di non voler nuovamente vedere i contagi in rialzo per via di una scelta politica in vista della stagione estiva.

Massimo Galli ci mette in guardia sulla riapertura senza limiti di circolazione e parla di quattro scenari di rischio:

"Io dico solo una cosa, nell’arco della giornata esistono quattro condizioni che implicano movimento e rimescolarsi della popolazione tutta” e solo le prime tre sono necessarie.

Nel dettaglio, le quattro situazioni di rischio secondo Galli sono:

  • andare lavoro o scuola;
  • stare sul posto di lavoro o a scuola;
  • tornare da lavoro o scuola;
  • uscire la sera e vedere gente.

Secondo l’Infettivologo Galli sono queste le situazioni in cui si hanno più contatti con le persone e quindi anche più probabilità di contagio. Mentre gli ambienti di lavoro e scolastici hanno un certo grado di sicurezza, l’uscita la sera è lo scenario più a rischio.

Tra amici il contatto è molto comune, così come sedersi allo stesso tavolo e scambiarsi cibi e bevande. Ovviamente i livelli di precauzione dipendono dal comportamento individuale, che non sempre è ligio alle regole.

È evidente che se devi mantenere per forza le prime tre cose, che sono quelle che tengono in movimento il paese, finisci per doverne sacrificare o ridimensionare una”, sottolinea Galli ad Agorà.

Ipotesi coprifuoco: un’ora in più dal 16 maggio

Presto si dovrà prendere una scelta difficile sull’orario del coprifuoco. Tra chi vuole eliminarlo del tutto e chi vuole lo spostamento del limite di circolazione di almeno un’ora, la politica continua a discuterne in vista della stagione estiva.

Il Paese ha bisogno di ripartire, ma non si può permettere di sbagliare sulla riapertura. Così Enrico Letta (PD) aveva commentato il dibattito sul coprifuoco: “Se sbagliamo salta l’estate”.

In una sfida a chi “si fida di più degli italiani”, tutti hanno qualcosa da dire in merito. Anche Luigi Di Maio, Ministro degli Esteri, ha detto la sua a L’aria che tira, su La7.

Secondo Di Maio è auspicabile superare il coprifuoco, ma “non è un liberi tutti”, spiega. “Ci siamo passati altre volte - ricorda il Ministro degli Esteri - Il tema è superare il coprifuoco per non rientrarci dopo pochi mesi”.

Su quando superare il coprifuoco Di Maio si sbottona e afferma che il 16 maggio potrebbe essere una data più che plausibile. Dobbiamo pensare all’estate, aggiunge, e ai turisti vaccinati che verranno in vacanza nel nostro Paese.

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