Quando posso pagare in contanti?

Limite pagamenti in contanti 2018: i chiarimenti del dipartimento del Tesoro su assegni, caparra e compro oro. Quando si può pagare in contanti? Ecco tutte le risposte che cercate.

Quando posso pagare in contanti?

Pagare in contanti è ancora possibile, nonostante negli ultimi anni siano state introdotte delle regole molto restrittive per il contrasto all’evasione fiscale.

Regole aggiornate nel 2017 con l’introduzione delle nuove norme sull’antiriciclaggio e sui compro oro. A tal proposito, per capire quando si possono utilizzare i contanti e su quando invece è necessario utilizzare dei metodi di pagamento tracciabili - come ad esempio il bonifico - il dipartimento del Tesoro ha pubblicato una guida con tutti i chiarimenti necessari.

Ad esempio, sappiamo che generalmente per il pagamento in contanti non si possono superare i 2.999,00 euro - che nel linguaggio comune vengono spessi ricondotti, erroneamente, a 3.000€ - ma spesso ci si chiede se questo limite riguarda anche il prelievo da conto corrente; la faq del dipartimento del Tesoro fa chiarezza su questo e altri aspetti.

Quanto si può prelevare dalla banca?

Prima di vedere in quali casi è possibile pagare in contanti, il dipartimento del Tesoro risponde alla domanda sul limite del prelievo da conto corrente.

Nel dettaglio, questo ha ribadito che né per i prelievi né tantomeno per i versamenti si applica il limite di contanti previsto per i pagamenti: il titolare del conto corrente quindi può versare o prelevare la cifra che vuole senza temere una sanzione da parte del Fisco (neppure per importi superiori ai 3.000€).

Quando posso pagare in contanti?

A questo punto il dipartimento del Tesoro si sofferma sulla domanda di apertura, ossia su quando è possibile pagare in contanti.

Anche per il 2018 il limite confermato è di 2.999€ (non 3.000€) quindi si possono utilizzare i contanti per saldare tutti gli importi inferiori a questa cifra.

A tal proposito il Tesoro fa chiarezza su alcuni casi specifici, come la caparra. Questa può essere pagata in contanti - anche per importi che complessivamente sono pari o superiori a 3.000€ - ma solo se inferiore alla suddetta soglia.

Ad esempio, se l’importo complessivo è di 12.000€ e la caparra da versare equivale al 30%, non si può pagare in contanti perché superiore a 3.000€ (il 30% di 12mila euro equivale a 4.000€). Il pagamento in contanti della caparra invece sarebbe stato possibile qualora l’importo complessivo fosse stato inferiore ai 10.000€.

Dal 1° luglio 2018, invece, lo stipendio non si potrà più pagare in contanti, neppure per gli importi inferiori ai 3.000€.

Limite contanti per chi paga con gli assegni

Il limite di contanti vale anche per i pagamenti differiti: non si può eludere la soglia di 3.000€, quindi, versando quanto dovuto in più rate. Ad esempio, considerando un importo di 10.000€ non si può effettuare il saldo pagando in contanti 2.000€ ogni mese (per un totale di 5 mesi).

Il cumulo non è oggetto di sanzioni invece quando viene effettuato per mezzo di assegni muniti dell’indicazione del nome o della ragione sociale del beneficiario, e della clausola di non trasferibilità quando di importo superiore a 1.000€. Riprendendo l’esempio di prima, è possibile pagare un importo di 10.000€ con 5 assegni da 2.000€ ciascuno, poiché questi sono considerati a tutti gli effetti degli strumenti che lasciano traccia dell’avvenuto pagamento.

Per lo stesso motivo è consentito pagare un importo in parte per mezzo di assegni e per l’altra in contanti, purché quest’ultima non superi la soglia dei 2.999,00€.

Sanzioni

Per chi supera l’importo di 3.000€ per il pagamento in contanti è prevista una sanzione di tipo amministrativo. Niente reato penale quindi, ma una multa di un importo che varia dall’1% al 40% della somma versata.

L’importo della sanzione verrà deciso caso per caso; infatti non è possibile trovare una regola generale dal momento che la norma di riferimento è molto generica e non fa chiarezza sui parametri in base alla quale deve essere quantificata.

Pagamento in contanti da parte dei compro oro

Le suddette regole non valgono per le attività di compro oro, per le quali questa estate è entrato in vigore un nuovo regolamento. Per queste attività, infatti, i pagamenti in contanti sono consentiti per importi inferiori ai 500€.

Questo limite non può essere raggirato pagando quanto dovuto in più tranche: come ribadito dal dipartimento del Tesoro, infatti, in tale circostanza “è ravvisabile un artificioso frazionamento di un importo complessivo superiore alla soglia di legge” punibile con una sanzione che va dai 1.000€ ai 10.000€.

Iscriviti alla newsletter "Lavoro" per ricevere le news su Contante

Condividi questo post:

Commenti:

Prova gratis le nostre demo forex

Trading online
in
Demo

Fai Trading Online senza rischi con un conto demo gratuito: puoi operare su Forex, Borsa, Indici, Materie prime e Criptovalute.

Potrebbero interessarti

Marco Ciotola -

Il contante è ancora molto diffuso, ma occhio ai mercati emergenti

Il contante è ancora molto diffuso, ma occhio ai mercati emergenti

Commenta

Condividi

Marco Ciotola -

In Svezia non si usa più il contante: l’allarme della banca centrale

In Svezia non si usa più il contante: l'allarme della banca centrale

Commenta

Condividi