Le quotazioni in arrivo di SpaceX, Anthropic e OpenAI vengono raccontate come l’ingresso del grande pubblico nel futuro. I numeri dicono l’esatto contrario: chi conosce la strada di casa si è già infilato il cappotto, e il rischio lo sta passando a chi entra adesso.
C’è un momento preciso, in ogni festa, in cui chi conosce davvero la padrona di casa comincia a cercare il cappotto. Gli altri restano, perché la musica è ancora alta e il vino non è finito.
È più o meno quello che sta accadendo sui mercati privati dell’intelligenza artificiale: mentre la stampa celebra l’imminente sbarco in Borsa di SpaceX, Anthropic e OpenAI come la grande occasione per «partecipare alla rivoluzione», i fondatori e i dipendenti di quelle stesse aziende stanno tranquillamente monetizzando le proprie quote nell’area di quelli che saranno i valori massimi per un lungo periodo.
La tesi di questo pezzo è semplice e scomoda: questa ondata di IPO non è l’ingresso del pubblico nel futuro, è l’uscita di chi quel futuro lo ha già prezzato e venduto. [...]
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