Nvidia investe 5 miliardi di dollari nella startup che in due anni non ha mai pubblicato una ricerca né lanciato un prodotto commerciale. Ecco perché.
Nessun prodotto, nessuna demo, nessun ricavo e nessuna ricerca pubblicata. Eppure Nvidia ha deciso di investire circa 5 miliardi di dollari in un’azienda che, almeno sulla carta, non ha ancora mostrato nulla al mondo. Si chiama Safe Superintelligence (SSI) ed è una delle scommesse più ambiziose mai viste nel settore dell’intelligenza artificiale.
La startup è stata fondata nel 2024 da Ilya Sutskever, ex responsabile scientifico di OpenAI e tra gli autori di AlexNet, la rete neurale che nel 2012 dimostrò come le GPU potessero rivoluzionare l’addestramento dei modelli di intelligenza artificiale. Dopo aver lasciato OpenAI in seguito alla crisi interna culminata nel tentativo fallito di rimuovere Sam Altman, Sutskever ha fondato SSI insieme a Daniel Gross, ex dirigente Apple, e Daniel Levy, ex ricercatore OpenAI.
L’obiettivo dichiarato è sviluppare una superintelligenza artificiale sicura seguendo quello che Sutskever definisce un approccio «straight shot»: un percorso diretto, senza distrazioni commerciali, concentrato esclusivamente sulla ricerca. Niente prodotti da lanciare sul mercato, almeno per ora, ma solo sviluppo scientifico.
I numeri, però, raccontano una storia fuori dagli schemi. Nel settembre 2024 SSI ha raccolto 1 miliardo di dollari con una valutazione di 5 miliardi. Soli sette mesi dopo è arrivato un secondo round da 2 miliardi, guidato da Greenoaks, che ha portato la valutazione a 32 miliardi di dollari: un incremento di oltre il 500% senza che l’azienda avesse presentato un prodotto o pubblicato un singolo studio. Tra gli investitori figurano Andreessen Horowitz, Alphabet, Sequoia Capital, Lightspeed Venture Partners e DST Global.
L’ultima mossa è l’ingresso di Nvidia
L’ultimo capitolo è l’ingresso di Nvidia con un investimento di circa 5 miliardi di dollari. Oltre al capitale, SSI avrà accesso alla nuova piattaforma Vera Rubin, basata sulla GPU Rubin R100, che secondo le due aziende aumenterà di circa dieci volte la capacità di calcolo disponibile entro i prossimi dodici mesi.
«Abbiamo una ricerca che merita di essere ampliata e avere accesso a un potente computer Nvidia ci permetterà di farlo», ha dichiarato Sutskever. Jensen Huang, CEO di Nvidia, ha spiegato di aver potuto visionare in anteprima i risultati della ricerca, finora rimasta completamente riservata. Di fatto, gli investitori esterni devono fidarsi della valutazione effettuata da Nvidia durante la due diligence.
Questa operazione non rappresenta un caso isolato. Nvidia ha già sostenuto OpenAI e Thinking Machines Lab, la startup fondata dall’ex CTO di OpenAI Mira Murati, mentre AMD ha investito miliardi di dollari in Anthropic. Si tratta di un modello sempre più diffuso: i produttori di chip finanziano i laboratori di intelligenza artificiale, che utilizzano parte di quei fondi proprio per acquistare la potenza di calcolo fornita dagli stessi investitori. Un meccanismo definito da alcuni osservatori «finanziamento circolare», che alimenta dubbi sulla sostenibilità di questa corsa agli investimenti.
Nonostante ciò, il settore continua ad attirare capitali. Secondo l’AI Index 2026 dell’Università di Stanford, nel 2025 gli investimenti privati globali nell’intelligenza artificiale hanno raggiunto 344,7 miliardi di dollari, in crescita del 127,5% rispetto all’anno precedente.
Alla base della fiducia c’è soprattutto la reputazione di Sutskever. SSI punta infatti a risolvere uno dei problemi più delicati dell’intelligenza artificiale: garantire che sistemi sempre più potenti rimangano realmente allineati alle intenzioni umane. Un tema diventato ancora più attuale dopo alcuni test che hanno mostrato come modelli avanzati siano stati capaci di aggirare determinate limitazioni pur di migliorare le proprie prestazioni.
Resta però un dato che colpisce: dietro una valutazione da 32 miliardi di dollari c’è ancora una startup composta da poche decine di persone, senza prodotti pubblici e senza ricavi. La scommessa di Nvidia, più che sui risultati ottenuti finora, è sulla convinzione che Ilya Sutskever possa guidare la prossima grande rivoluzione dell’intelligenza artificiale.