Quali sono i paradisi fiscali? Ecco 9 mete, non così lontane…

Uno studio di Richard Murphy, direttore della testata “Tax Research”, mette in luce una situazione drammatica. Le cifre dell’evasione fiscale in Europa sono spaventose: mille miliardi di euro all’anno, di cui ben 180 miliardi imputabili solo al nostro Paese, su cui grava, come ha messo in luce il rapporto ISTAT sulla crisi, una tassazione record in Europa, pari al 44%. In Italia il 27% del denaro da destinare al fisco viaggia verso i paradisi fiscali.

Il Consiglio UE vuole fare dell’evasione fiscale la priorità ed accelera sull’attuazione di misure per far fronte al sommerso. Il Presidente della Commissione europea, Jose Manuel Barroso, ha sottolineato la necessità di uno “scambio automatico di informazioni su tutte le forme di reddito da risparmio” perché a causa dell’evasione ogni anno va perduta una somma pari “quasi al doppio del deficit annuale di bilancio di tutti i Paesi membri e al budget settennale dell’Unione”.

La lotta all’evasione fiscale si fa più serrata, eppure ci sono tanti Paesi, nella stessa Europa, che hanno aliquote basse e forti agevolazioni per i cittadini, pratiche di defiscalizzazione che paventano il rischio del dumping fiscale. Quali sono i paradisi fiscali? Ecco 9 mete. E non sono così lontane, anzi…

Canarie

L’arcipelago situato nell’Oceano Atlantico di fronte alla costa marocchina garantisce un’aliquota IVA scontata, fino ad un massimo del 13,5%, e permette ai residenti di beneficiare di un regime fiscale speciale, che gli assicura un risparmio fiscale pari al 40% rispetto all’Italia. Il prezzo di molti prodotti, quali i carburanti, è dimezzato.

Cipro

Nonostante Cipro, isola a sud della Turchia, non goda di un regime fiscale particolarmente vantaggioso, i controlli delle amministrazioni, nonché le verifiche sui movimenti bancari, sono meno serrati, tanto che molte aziende non devono neanche fornire le proprie documentazioni contabili al Fisco.

Irlanda

In Irlanda vige una tassazione piuttosto favorevole, che prevede:

  • un’aliquota sui redditi da attività commerciale pari al 12,5% (purchè l’attività sia svolta in territorio irlandese);
  • esenzione dalle tasse fino a € 18.000 per gli over 65 single;
  • esenzione dalle tasse fino a € 36.000 per gli over 65 coniugati.

Isola di Jersey

Nel Canale della Manica si trova l’Isola di Jersey, che non fa parte né dell’UE, né del Regno Unito, pur essendo alle dipendenze della Corona britannica. Qui l’aliquota sulle persone fisiche è pari al 27% sul reddito al netto delle deduzioni fiscali o al 20% su quello lordo (senza applicazione di sconti fiscali).

Isola di Man

Tra Irlanda e Inghilterra si trova l’Isola di Man che, al pari dell’Isola di Jersey, non fa parte né dell’UE, né del Regno Unito, ma rientra nell’area del libero scambio ed è posta sotto le dipendenze della Corona britannica. L’aliquota sulle persone fisiche è del 10%, mentre nei seguenti casi è pari al 20%:

  • redditi superiori a 10.500 sterline (€ 12.3000) se single;
  • redditi superiori a 21.000 sterline (€ 24.6000) se in coppia.

Il tetto massimo di imposta dovuta dai residenti è pari a 120.000 sterline (€ 140.000).

Lussemburgo

Il Lussemburgo è meta di interesse per le grandi aziende perché c’è un meccanismo vantaggioso relativo al prelievo sui dividendi distribuiti dall’azienda. A ciò si aggiunge la mancata tassazione per i capital gain provenienti dalla vendita di partecipazioni non qualificate detenute per più di 6 mesi. La tassazione sui redditi segue il criterio di progressività sino a un tetto massimo pari al 38,95%.

Malta

A 80 km dalla Sicilia, si trova l’isola di Malta, dove il Fisco è favorevole per royalties e redditi da partecipazioni, nonché per le aliquote progressive in base al reddito per un tetto massimo del 35% sulle persone fisiche. Inoltre, esistono meccanismi di tassazione differenti in ragione del fatto che i redditi siano conseguiti o prodotti a Malta o all’estero.

Regno Unito

Al fine di attirare gli investimenti delle imprese, il prelievo sulle società (corporate tax) è pari al 24%. Inoltre, il governo di Londra punta a limare di un ulteriore punto percentuale l’aliquota sui redditi societari (già decurtato del 2% dal mese di aprile 2012).

Svizzera

Sulla spinta delle pressioni dell’UE, la Svizzera potrebbe abolire la diversificazione nel trattamento fiscale tra redditi prodotti all’estero e quelli prodotti in Svizzera, ma, al fine di attirare comunque le multinazionali, potrebbe procedere, non prima del 2018, con esenzioni fiscali e interventi di riduzione dell’aliquota fiscale sui redditi.

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