Dove paga le tasse Flavio Briatore?

Dove paga le tasse Flavio Briatore? Non ci sono informazioni recenti, le ultime risalgono al 2015, eppure l’imprenditore settantenne critica la poca liquidità data dal Governo Conte alle aziende in crisi e sta curando in Italia la sua infezione da Covid-19.

Dove paga le tasse Flavio Briatore?

Dove paga le tasse Flavio Briatore? Se lo staranno chiedendo in tanti, visti gli sviluppi degli ultimi dei giorni.

Il riferimento ovviamente è alla notizia diffusa dall’ospedale San Raffaele sulla positività alla Covid-19 dell’imprenditore settantenne.

Lo diciamo fin da subito: non ci sono informazioni recenti riguardo alla “situazione tributaria” di Flavio Briatore. Gli ultimi dati sono stati raccolti dall’Espresso nel 2015, e parlano di Cipro, Singapore, Lussemburgo, Montecarlo, Vaduz, Isole Vergini: tutti paradisi fiscali.

In 5 anni le scelte finanziarie di Briatore potrebbero essere cambiate, dunque è bene concedere il beneficio del dubbio.

Dove paga le tasse Flavio Briatore? Gli ultimi dati sono del 2015

La curiosità su dove paghi le tasse Flavio Briatore, dicevamo, è più che lecita, soprattutto in questi giorni di rivelazioni (e dopo mesi di crisi economica purtroppo ancora in atto).

Anche perché l’imprenditore si è distinto negli ultimi mesi per continui attacchi al Governo guidato da Giuseppe Conte.

Nella puntata del 29 marzo di Non è l’arena Briatore ha dichiarato che gli errori del Governo sono al limite della denuncia, che bisognava dare liquidità alle imprese subito per farle ripartire.

Ecco, in realtà un buon modo per far ripartire il proprio Paese sarebbe pagare le tasse dove si sceglie di farsi curare, sia di prostatite che di Covid-19.

Dove paga le tasse Briatore? I guai dell’imprenditore col Fisco

L’episodio legato allo yatch di cui ora parleremo è solo uno dei tanti guai che l’imprenditore ha col Fisco italiano. È del 2018 la sentenza della corte d’appello di Genova che condannava Flavio Briatore a 18 mesi per i reati fiscali legati al suo yatch Force Blue di 62 metri.

L’accusa era di aver simulato un’attività di noleggio per lo yatch, così da evitare di pagare quasi 4 milioni di euro di IVA all’Italia (di preciso 3,6 milioni di euro): in pratica fingeva di prendere in affitto uno yatch di cui invece era proprietario. La nave è intestata a una società delle British Virgin Island, la Autumn Sailing.

Dopo una serie di sentenze, i giudici hanno dichiarato prescritti i reati commessi nel 2008.

La Cassazione ha annullato la sentenza di appello disponendo un nuovo procedimento per quanto riguarda l’omissione dell’IVA, mentre per le fatture viene disposto l’annullamento senza rinvio in quanto il fatto non sussiste.

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