Paradise Papers, cosa sono e chi è coinvolto

Cosa sono i Paradise Papers e chi è coinvolto nell’inchiesta per evasione che sta facendo tremare George Soros, la Regina Elisabetta, Apple e la stessa Italia?

Paradise Papers: cosa sono e chi è coinvolto nell’inchiesta che ora fa tremare anche l’Italia?

A circa un anno dallo scandalo dei Panama Papers, il tema dell’evasione fiscale legato a quello delle società offshore torna sulle prime pagine dei giornali e mette con le spalle al muro aziende e personaggi tra i più famosi al mondo.

Dai rami della finanza, fino ai palcoscenici internazionali, il dossier Paradise Papers non sembra voler risparmiare nessuno. George Soros, la Regina Elisabetta, ma anche colossi come Apple e Nike, sono soltanto alcuni dei coinvolti in quello che potrebbe rivelarsi come un vero e proprio terremoto finanziario.

Dopo le prime indiscrezioni in merito, fonti di stampa hanno confermato anche diverse presenze italiane nello scandalo. Per questo motivo, capire oggi cosa sono i Paradise Papers e chi è coinvolto nell’inchiesta risulta essere più che mai fondamentale.

Paradise Papers: cosa sono

Un dossier di 13,4 milioni di documenti, tutti correlati ad investimenti offshore e pubblicati nella giornata di domenica 5 novembre: ecco cosa sono i Paradise Papers.

Essi potrebbero determinare un vero e proprio terremoto internazionale. Il dossier ha riportato infatti i nomi di 120.000 persone e società sparse per il mondo, tra cui la già citata Regina Elisabetta e il finanziere George Soros, ancora alle prese con l’Ungheria, ma anche altisonanti nomi del panorama italiano.

Il dossier, in pratica, comprende documenti sottratti alla Appleby, una società di consulenza legale considerato spesso lo studio dei paradisi fiscali, e alla società di servizi Estera, operante sotto la stessa Appleby fino al 2016.

I documenti incriminati sono stati acquisiti dal quotidiano tedesco Süddeutsche Zeitung, lo stesso che lo scorso anno è venuto per primo in possesso dei Panama Papers. Il giornale ha così contattato l’ICIJ, il Consorzio internazionale dei giornalisti investigativi, che ha studiato il dossier assieme a numerosi altri media.

I dati contenuti nei Paradise Papers e sottratti alla Appleby riguardano non soltanto conti e investimenti nelle Bermuda, ma tutte le attività svolte negli altri uffici operativi dello studio legale, sparsi praticamente in tutto il mondo, dalle Isole Vergini Britanniche fino alle Cayman, alle Seychelles, alle Mauritius, solo per citarne qualcuna.

A confermare il furto dei documenti è stata la stessa società tramite un comunicato in cui ha definito la vicenda non come un leak, ma come una vera e propria intrusione illegale nei suoi computer.

“Riteniamo, ma non ne siamo certi, che un numero limitato di documenti privati siano stati rubati da criminali dai server di un certo numero di nostri uffici. Pensiamo che questi documenti detenuti illegalmente verranno utilizzati da giornalisti che nei prossimi giorni pubblicheranno articoli sul mondo dell’offshore,”

hanno aggiunto dalla Appleby.

Lo scandalo Paradise Papers è servito, ma potrebbe avere una portata ancora più grande di quella registrata dai Panama Papers dello scorso anno.

Chi è coinvolto?

Ora che abbiamo capito cosa sono i Paradise Paper, cerchiamo anche di comprendere al meglio chi è coinvolto nel dossier che sta facendo tremare il mondo, Italia compresa.

13,4 milioni di documenti relativi a 120.000 persone e società sparse in tutto il globo. Sono questi gli impressionanti numeri dei Paradise Papers. Tra i nomi più evidenti di chi è coinvolto sicuramente quello della Regina Elisabetta che, stando a quanto riportato dalle notizie di stampa, avrebbe investito ingenti somme nel paradiso fiscale delle Cayman e in quello delle Bermuda attraverso il ducato di Lancaster.

Tra gli esposti nello scandalo Paradise Papers anche il cantante irlandese Bono e il membro del Parlamento europeo Antanas Guoga, oltre che il finanziere miliardario George Soros. Sotto accusa anche Ana Kolarevic, sorella dell’ex primo ministro e presidente montenegrino Milo Đukanović, e Xavier Trias, ex sindaco di Barcellona e attuale consigliere.

Il segretario al Commercio di Donald Trump, Wilbur Ross, Rania di Giordania, la cantante Madonna, personaggi legati ai ranghi dell’amministrazione russa, statunitense, giapponese e non solo, sono tutti rimasti coinvolti nello scandalo dei Paradise Papers.

Non solo investimenti individuali quelli evidenziati dal dossier finito oggi al centro dell’attenzione internazionale. Anche le più grandi società del momento tra cui Apple, Uber, Nike, Walmart, Microsoft, Ebay, Allianz, Siemens, Mc Donald’s, Yahoo e Facebook, sono rimaste coinvolte nello scandalo Paradise Papers.

Paradise Papers: e gli italiani coinvolti?

Investindustrial Sa, è una holding lussemburghese che gestisce e opera per società del calibro di Ducati e B&B. Secondo quanto riportato dai Paradise Papers, l’azienda della famiglia Bonomi possiede ben tre trust sull’Isola di Jersey.

La Future Venture & Investment (controllante la Vitrociset della famiglia Crociani) con sede a Curacao, il Gaugin Family Trust collegato ai Rovelli, che ha sede nelle isole Cook e infine i Legionari di Cristo, congrega religiosa cui è risultata collegata la International Volunteer Sevice, azienda gestita da Appleby alle Bermuda.

Ognuna di queste singole situazioni spiega senza ulteriori giri di parole cosa sono i Paradise Papers e perché l’inchiesta per evasione fiscale sta facendo tremare il mondo intero.

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