Quale assegno è più sicuro?

Per effettuare o ricevere somme sostanziose di denaro un mezzo utile è l’assegno; ne esistono tuttavia diversi tipi e sarà bene conoscerli nel dettaglio per scegliere il più sicuro e più adatto alle proprie esigenze.

Quale assegno è più sicuro?

Spesso capita di chiedersi quale assegno sia più sicuro per i propri acquisti; infatti quando si effettuano pagamenti sostanziosi, i contanti non sono sicuramente il metodo migliore con cui procedere alla transazione. Più sicuro in questo caso sarà effettuare il pagamento tramite assegno.

L’assegno è un documento che attribuisce diritto a una somma di denaro, ma non esiste un solo tipo di assegno. La principale distinzione che andrà fatta è quella tra assegno bancario e assegno circolare.

Prima di procedere a un pagamento o prima di accettare una somma di denaro per mezzo di assegno quindi, sarà utile conoscere le caratteristiche di entrambi e scegliere il modo più sicuro di procedere per non rischiare di trovarsi di fronte a brutte sorprese.

Assegno bancario

L’assegno bancario è un titolo con cui un soggetto ordina alla banca in cui detiene il conto di pagare una determinata somma a un terzo; questo assegno ha essenzialmente la funzione di consentire l’utilizzo di somme disponibili sul proprio conto corrente bancario per effettuare pagamenti senza ricorrere a denaro contante.

I soggetti che prendono parte a questa operazione sono tre:

  • traente o correntista, ossia colui che ha disponibilità di denaro presso una banca e ordina il pagamento;
  • trattario, ossia la banca presso cui sono depositati i soldi del traente;
  • beneficiario, cioè colui che incassa l’assegno.

Dato che l’assegno è una forma di trasferimento del denaro assolutamente tracciabile non sono previsti limiti al suo utilizzo: può essere usato per trasferire qualsiasi somma di denaro.

Un assegno è definito trasferibile quando può essere girato a un altro soggetto; in tal senso la legge ha stabilito che tutti gli assegni superiori a 1.000 euro non sono trasferibili.

Se questa eventualità si verifica, l’assegno recherà la dicitura non trasferibile e potrà essere pagato solo all’immediato prenditore o accreditato sul suo conto.

L’assegno bancario è sempre pagabile a vista presso lo sportello della banca indicata nel titolo e può essere postdatato: viene redatto dal traente su un carnet di assegni fornitogli dalla banca che devono recare la denominazione di assegno bancario e l’ordine incondizionato alla banca di erogare una somma precisa, espressa in cifre e lettere.

Inoltre sull’assegno verranno indicati la data e il luogo di emissione dell’assegno e la sottoscrizione di chi lo rilascia.

Assegno postale

Un tipo particolare di assegno bancario è l’assegno postale: infatti si tratta di un titolo di credito con le stesse caratteristiche del precedente.

Poste Italiane è anche un intermediario finanziario che offre alla sua clientela dei conto correnti specifici: i titolari di conto corrente in Poste Italiane hanno quindi a disposizione un classico libretto di assegni non trasferibile.

Anche in questo caso, come per l’assegno bancario, si potrà richiedere un carnet di assegni trasferibili direttamente presso l’ufficio postale, sempre con il limite dei 1.000 euro: al di sopra di questa cifra la la legge impone l’uso esclusivo di assegni non trasferibili.

Assegno circolare

L’assegno circolare è, come quello bancario, un mezzo di pagamento che attribuisce diritto a una somma di denaro a un soggetto terzo.

I soggetti coinvolti e le funzioni essenziali sono identiche a quelli di un assegno bancario; tuttavia non tutte le banche possono procedere all’emissione di questo tipo di assegno ma solo quelle autorizzate dalla Banca d’Italia e solo relativamente a somme disponibili al momento dell’emissione. Le somme possono derivare dal contestuale versamento in contanti o dall’addebito sul conto corrente del traente.

L’assegno circolare potrà essere pagato presso tutte le filiali o le agenzie della banca emittente entro 30 giorni dall’emissione e dovrà riportare la denominazione di assegno circolare, la clausola di non trasferibilità, la promessa incondizionata di pagare a vista una data somma, la data, il luogo, la sottoscrizione della banca emittente e il nome del soggetto che lo emette.

Assegno bancario o circolare?

Al di là di tutte le similitudini, esiste una differenza sostanziale che rende l’assegno circolare notevolmente più sicuro di quello bancario: la sua emissione avviene dietro versamento, da parte del richiedente, dell’importo corrispondente.

Questo assegno sostituisce a tutti gli effetti il denaro contante e chi lo riceve può fare pieno affidamento sulla solvibilità della banca emittente: in nessun caso l’assegno circolare potrà essere protestato, perché l’assegno circolare viene emesso dalla banca solo se i fondi richiesti sono realmente disponibili sul conto dell’emittente.

Al contrario, con un assegno bancario non si ha mai la certezza che la somma dichiarata sia davvero disponibile sul conto del traente; esiste il rischio che ci si rechi in banca e non si trovi il denaro pattuito. Per questo sarà bene accettare assegni bancari solo da persone fidate.

I rischi dell’assegno bancario

Il rischio più grande in cui si incorre nel caso di assegno bancario è che risulti scoperto: in questo caso la banca potrebbe rifiutarsi di pagare il corrispettivo dell’assegno al beneficiario e, poiché è obbligata solo verso il correntista, incorrerà in responsabilità solo nei suoi confronti.

Esistono però degli strumenti legali che consentono di tutelare l’aspettativa del portatore del pagamento dell’assegno. Vediamo nel dettaglio quali sono:

  • il visto: in questo caso viene scritto sull’assegno che la banca è tenuta ad accertarsi dell’esistenza dei fondi e ne impedisce il ritiro da parte del correntista prima della scadenza del termine (il visto comporta una tassa di bollo ulteriore);
  • il benefondi, cioè la conferma da parte della banca del correntista dell’esistenza dei fondi;
  • notaio o segretario comunale: si ricorre alla dichiarazione ufficiale di questi soggetti nel caso in cui l’assegno risulti essere scoperto; il creditore potrà quindi avviare la procedura esecutiva e procedere al pignoramento nei confronti del debitore.

A questo punto si parlerà di assegno protestato, ossia di un assegno (bancario o postale) che sia stato trovato scoperto e su cui la Prefettura apre un procedimento sanzionatorio che prevede il pagamento di una sanzione amministrativa.

Scadenza

Bisogna poi considerare che gli assegni, che siano bancari o circolari, non valgono all’infinito ma anch’essi hanno una data di scadenza. La durata di un assegno è la seguente:

  • Assegni su piazza: il Comune di emissione è lo stesso della sede della banca e il beneficiario ha 8 giorni di tempo per incassare il pagamento;
  • Assegni fuori piazza: il Comune di emissione è diverso da quello in cui ha sede la banca e il beneficiario ha 15 giorni di tempo per incassare il pagamento.

Nel caso di assegno scaduto non necessariamente non sarà possibile riscuoterlo: allo scadere dei termini, qualora colui che ha emesso l’assegno noti che non sia ancora stato riscosso, potrà fare un passo indietro e revocare l’ordine alla banca. In questo modo il beneficiario rischia di non riuscire a incassare i soldi, anche se non se ne ha la certezza.

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